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Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

La Tomba Regolini-Galassi a Cerveteri

Nella necropoli occidentale di Cerveteri, in località Sorbo, sorge la più sontuosa e celebre sepoltura orientalizzante etrusca. La tomba, risalente al 670 a.C. circa, è stata portata alla luce nel 1836 dall’arciprete Regolini e dal generale Galassi, che la scoprirono perfettamente intatta e completa del suo corredo di ori, argenti, bronzi, ceramiche e avori.

Essa si colloca all’interno di un tumulo originario che a sua volta, nel corso del VI sec. a.C., venne racchiuso da un secondo tamburo di m 48 di diametro al fine di permettere l’escavazione di ulteriori bsepolture. Queste ultime, sottoposte irrimediabilmente a saccheggi, preservarono però la tomba più interna e più antica, della quale si ignorava l’esistenza.

La planimetria della tomba presenta un breve dromos gradinato e due ambienti allungati rettangolari denominati anticamera e cella. Tra i due spazi architettonici una lieve riduzione della larghezza e l’abbassamento del soffitto della cella sanciscono la separazione dei due ambienti. A partire dalla sezione finale dell’anticamera sono ricavate due nicchie laterali ad andamento ovoidale, interamente incavate nel tufo. Diversamente la costruzione dell’anticamera e della cella è ottenuta scavando in parte il masso tufaceo e in parte utilizzando per l’alzato grandi blocchi squadrati, posti a formare una copertura ogivale.

Le deposizioni

All’interno della sepoltura sono state rinvenute tre deposizioni: una ad incinerazione nella nicchia destra all’interno di un biconico bronzeo e due a inumazione poste nell’anticamera e nella cella.

Il corredo del defunto deposto nell’anticamera includeva un letto bronzeo sostenuto da un carrello in legno e bronzo, un brucia profumi bronzeo su ruote, scudi in lamina bronzea e, nella celletta a sinistra, una biga smontata, un calamaio-alfabetario in bucchero e vasellame in oro ed argento.

Le spoglie deposte nella cella dovevano essere invece quelle di un’aristocratica, a giudicare dal ricchissimo corredo comprendente moltissimi gioielli in oro e soprattutto la fibula aurea ad arco di 30 cm di altezza ed il pettorale d’oro decorato con lunghe teorie di figure reali e fantastiche.

Ad arricchire ancora il ricco tesoro della tomba Regolini-Galassi anche un trono bronzeo con poggiapiedi e calderoni di bronzo con alti sostegni conici e rotondi ornati di figure chiamati lebeti, armi, spiedi, alari, sedili e graziose statuette a tutto tondo, rappresentanti figure femminili con lunghe vesti.

Tutti i reperti sono conservati nel Museo Gregoriano Etrusco al Vaticano dove si possono tuttora ammirare.

Fibula ad arco in oro

Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi
Il defunto sepolto nella cella della tomba Regolini-Galassi, le cui spoglie sono state attribuite ad un’esponente dell’aristocrazia etrusca della seconda metà del VII sec. a.C., era accompagnato da un ricchissimo corredo, che annovera tra i suoi pezzi più importanti una colossale fibula del tipo a navicella.

Il manufatto, di pregevolissima fattura, si compone di un arco foliato, di due staffe trasversali con cerniera intermedia e di un disco ovale. Lo stile egittizzante si manifesta nella realizzazione di una testa a tutto tondo posta nel punto di raccordo tra la spilla e l’arco.

L’arco presenta una decorazione a sbalzo e granulazione con sette file di ocherelle a tutto tondo e leoni alati a rilievo realizzati nei campi intermedi; sulle staffe si susseguono motivi a zig-zag, mentre palmette a tutto tondo pendono alle estremità; il disco ovale presenta il campo centrale ornato da cinque leoni bordati da due file di rosette su archi intrecciati eseguiti a rilievo in sbalzo e granulazione.

Sebbene gli scarsi dati di scavo indichino per la fibula una provenienza dalla prossimità del capo della defunta, è plausibile immaginare un suo utilizzo quale fermo della veste sulla spalla. La tipologia e la tecnica tipicamente locali attribuiscono l’oggetto alla fabbricazione etrusca.

La fibula si data al secondo quarto del VII sec. a.C.; la sua altezza è di cm 32.

Il pezzo è custodito presso il Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano.

Pettorale d’oro

Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

La defunta deposta nella cella della tomba Regolini-Galassi indossava questo pettorale ottenuto da un’anima di rame sulla quale era distesa la fine lamina aurea decorata a sbalzo tramite una serie di 16 punzoni differenti.

La decorazione si snoda attraverso la sovrapposizione di tredici fasce di motivi stampigliati che delimitano uno scudo centrale, anch’esso caratterizzato da quattro file orizzontali sovrapposte in cui compaiono ornati a semicerchio con volute e steli, leoni alati, donne con palma e quattro figure maschili, ciascuna sorreggente le zampe anteriori di una coppia di leoni rampanti.

Nelle tredici fasce parallele ai margini si susseguono invece le seguenti serie di raffigurazioni: linea spezzata; ibex maschio pascente; leone alato; chimera a due protomi; pegaso; leone retrospiciente; cervo pascente; donna tunicata con stelo di palma; leone alato; donna alata; leone.

Il repertorio figurativo è proprio del gusto orientalizzante, assimilato nel mondo locale quale sinonimo di sfarzo e di ostentazione della ricchezza. Così come tipico del mondo orientale, dell’Egitto come della Mesopotamia, è la diffusione di questo prodotto manifatturiero, che con la sua presenza nella tomba di Caere testimonia il rango aristocratico dei defunti qui sepolti.

Il pettorale si data al secondo quarto del VII sec. a.C.; le sue dimensioni sono le seguenti : larghezza massima cm 38,1; altezza massima cm 42,0.

Il pezzo è custodito presso il Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano.

Bracciale in oro

Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

All’interno della cella venne altresì rinvenuto, insieme ad un altro ad esso simile, un bracciale aureo recante alle estremità corrispondenti all’apertura la raffigurazione di scene bordate da una treccia e ripetute anche all’interno.

La decorazione presenta al centro una potnia theron (1) abbigliata con un lungo vestito, ai cui lati compaiono due leoni rampanti, mentre alle spalle un uomo è raffigurato nell’atto di trafiggere le belve. Una palma posta tra la potnia e i leoni funge da riempitivo.

Le restanti scene della decorazione si ripetono per sei volte inquadrate da un bordo a motivi geometrici, e presentano tre fanciulle che si tengono per mano intervallate da palme fungenti anch’esse da riempitivi.

Le tecniche utilizzate per la realizzazione del decoro sono quelle dello sbalzo e della granulazione; per cui la prima è stata impiegata per l’esecuzione delle figure e delle palme, mentre le fasce geometriche, i particolari interni delle scene e i contorni sono stati ottenuti applicando la granulazione.

Il bracciale si data al secondo quarto del VII sec. a.C.; la sua larghezza è di cm 26.

Il pezzo è custodito presso il Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano.

Note

  • 1) Potnia Theron (? ?????? ?????, “Signora degli animali”) è un termine usato per la prima volta da Omero (Iliade 21.470) per descrivere alcune divinità femminili associate con gli animali.
  • Con il nome di Potnia Theron gli studiosi indicano soprattutto una dea raffigurata con attorno animali perlopiù selvatici. Un’altra divinità antica associata a questo appellativo
    è Cibele, solitamente raffigurata come circondata dalle fiere.

Bibliografia

  • Bianchi Bandinelli R., Torelli M. – 2010 – L’arte dell’antichità classica, UTET, Torino.
  • Cristofani M., Martelli M. – 1983 – L’oro degli Etruschi, Novara.
  • Cristofani M. – 1985 – Civiltà degli Etruschi, Regione Toscana, Milano.
  • Pallottino M. – 1948-49 – Recensione a : Luigi Pareti, La tomba Regolini-Galassi…, Citta? del Vaticano, in StEtr 20.
  • Pareti L. – 1947 – La Tomba Regolini – Galassi del Museo Gregoriano Etrusco e la civilta? dell’Italia centrale nel sec. VII a.C., Citta? del Vaticano.
  • Sannibale M. – 2003 – Vaticano. Museo Gregoriano Etrusco, Milano.
  • Torelli M. – 2000 – Gli Etruschi, Bompiani.
  • Von Hase F. W. – 1995 – The ceremonial jewellery from the Regolini-Galassi Tomb in Cerveteri. Some ideas concerning the workshop, in G. Morteani e J. P. Northover (a cura di), Prehistoric gold in Europe. Mines, metallurgy and manufacture, Dordrecht- Boston-Londra.

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