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Chiodo della Crocifissione: quando la notizia va pesata e a volte archiviata

La stampa, video, cartacea e online, ha sempre fame di notizie con cui stupire il pubblico, con cui aumentare il numero dei propri lettori e fare audience. Purtroppo questa fame atavica si traduce, e aggiungerei “sempre più spesso”, in una leggerezza nella gestione delle notizie. Leggerezza o dolo (quando non intenzionalità) nel pubblicare notizie dubbie, o palesemente improbabili, pur di stupire, catturare e solleticare le fantasie del lettore. Un esempio evidente è la notizia, uscita qualche settimana fa, del ritrovamento a Madeira, in Portogallo, di “tre tombe contenenti scheletri di cavalieri templari e” – udite, udite – “un chiodo della Croce di Gesù”. Templari e reliquie sono vere e proprie bombe mediatiche. Anche noi abbiamo ricevuto la notizia, l’abbiamo tradotta ma non l’abbiamo pubblicata, neppure sotto la forma dubitativa del “si dice che:”, perchè abbiamo una deontologia che ci impedisce di farlo. Ora che ci è giunta la smentita scientifica, e che l’abbiamo pubblicata, ci vogliamo togliere lo sfizio di mostrarvi anche la falsa notizia originale. Ora e non prima. Avremo perso qualche lettore affascinato dai Templari, poichè siamo stati “bruciati” da chi ha invece pubblicato subito la “notizia”, ma siamo certi di aver conservato quelli che cercano la verità dell’archeologia e non la fanta-archeologia spacciata per verità.

“Un chiodo risalente al momento della crocifissione di Cristo è stato trovato in un remoto forte sul’isola di Madeira (Portogallo), che sembra essere stato un tempo una roccaforte dei Templari.

Il chiodo è stato trovato l’estate scorsa in una scatola decorata in un forte che per la precisione si trova sulla piccola isola di Ilheu de Pontinha, appena fuori la costa di Madeira.

Si ritiene che Pontinha fosse sotto il controllo dei Templari, l’ ordine religioso facente parte delle forze cristiane che occupavano Gerusalemme durante le crociate nel XII secolo. I templari sono in realtà dei “cavalieri” e sono i personaggi della trama del famoso romanzo best-seller di Dan Brown, il Codice Da Vinci.

Bryn Walters, archeologo britannico, sostiene che le ottime condizioni del chiodo, suggeriscono che venisse conservato come una reliquia e il Dayly Mirror dichiara che esso risalirebbe a un periodo che va tra il I e II secolo d.C.”.

Anche se l’ idea è quella di una superficie “rovinata e grezza” in realtà essa risulta essere liscia e intatta, e ciò suggerisce che molte persone nel tempo si sono prese cura di quest’ oggetto, dandogli un “fine peculiare”.

Christopher Macklin, membro dei Cavalieri Templari di Britannia, ha detto che la scoperta è stata “epocale”, e che i Templari dell’ epoca ritenevano che fosse uno dei chiodi utilizzati nella crocifissione di Cristo.

Il chiodo è stato trovato assieme a tre scheletri e a tre spade; una delle quali presenta incisa una croce del tipo appartenente ai cavalieri Templari.

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