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Cimitile (Na). Basiliche paleocristiane

Cimitile (Na): basiliche paleocristiane

C’è un luogo, vicino a Nola, che deve il suo nome alla presenza di un coemeterium, una necropoli romana. Oggi Cimitile non ha più nulla del mondo dei morti, ma è la cittadina che ospita uno dei più importanti complessi paleocristiani, non solo in Italia, ma in tutta Europa. Il complesso è, infatti, costituito da tredici edifici tra chiese e basiliche e deve la sua nascita alla grande fede di un gruppo di cristiani perseguitati dai pagani.

Il fulcro di questa grande devozione fu la tomba di San Felice che fece da elemento catalizzatore per altre sepolture oltre che per la propagazione della religione del Cristo. E proprio sulla tomba del santo che fu costruita una cappella che poi sarebbe divenuta la basilica principale del complesso.

Le operazioni di scavo si sono rivelate difficili e lunghe fin da subito. I primi interventi si ebbero tra il 1933 e il 1960. Oggi continuano ininterrottamente dal 1988. E’ molto complicato anche riuscire a leggere le varie sovrapposizioni di edifici che nel corso dei secoli hanno interessato il complesso. La basilica di S. Felice in Pincis fu costruita poco dopo l’editto di Costantino ed era originariamente a due navate.

A questa un governatore romano convertitosi al cristianesimo, Meropio Ponzio Anicio Paolino, meglio conosciuto come San Paolino vescovo di Nola, aggiunse una nuova basilica per dare maggior spazio ai fedeli durante le celebrazioni o le visite alla tomba di S. Felice che fu ampliata e cinta da un’edicola a pianta quadrata decorata da mosaici. La basilica costruita da S. Paolino è denominata “basilica nova” e si presenta a tre navate separate da undici colonne. La basilica subì gravi danni a seguito dell’alluvione del VI sec. d. C. e quindi fu adibita a uso funerario. Sotto questa basilica è possibile l’edificio di culto dedicato a S. Damaso. L’altare maggiore contiene reliquie di santi tra cui un pezzo della Santa Croce portato a Nola da S. Melania e fatto porre da S. Paolino all’interno di una croce d’oro e di pietre preziose.

La basilica di S. Calionio è attestata per la prima volta come cappella di S. Calione, nome che appare una storpiatura di Canione o Canio, santo di Atella vissuto tra il III e il IV sec. d. C., il cui culto è attestato in tutta la Campania. La cappella fu costruita prima del V secolo e restaurata da papa Leone III. La basilica fu poi restaurata ulteriormente tra il IX e il X secolo.

La basilica dei Santi Martiri, costruita nel III sec. d. C. con quanto rimaneva della necropoli romana, si presenta completamente affrescata, con raffigurazioni che possono essere considerate tra le prime a soggetto cristiano. Fu trasformata nel X secolo in oratorio con due altari. Da notare la presenza di un pozzo di reliquie dove, secondo una leggenda, nel mese di aprile è possibile sentire il ribollire del sangue dei martiri.

La basilica dei Protomartiri Stefano e Lorenzo fu costruita tra il V e il VI sec. d. C., sicuramente prima dell’alluvione che danneggiò il complesso. L’edificio si presenta a navata unica preceduta da un atrio.

Anche la basilica di S. Tommaso Apostolo, costruita tra il VI e il VII secolo, si presenta a unica navata, ma dopo l’alluvione fu destinata a uso funerario, infatti, al suo interno si contano ben 84 sepolture. Interessanti gli affreschi con volti di santi datati al XVI secolo. Il primo oratorio costruito da S. Felice è la cappella Sancta Sanctorum, a pianta rettangolare e copertura a botte.

Tra i momenti più importanti che questo grande complesso può ricordare, è la visita che papa Giovanni Paolo II fece alla tomba di S. Felice il 23 maggio del 1992. Da ricordare, infine, la presenza dell’Antiquarium che ospita tra i reperti epigrafi romane, marmi e lucerne.

1 Commento su Cimitile (Na). Basiliche paleocristiane

  1. Vi siete dimenticati della Basilica di S.Giovanni:quella che racchiude la tricora paoliniana.

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