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Cina, Lanzhou. Sulle tracce della legione perduta

Cina, Lanzhou. Sulle tracce della legione perduta

Gli antropologi ritengono possibile che alcuni cinesi dai tratti europei nel nord-ovest della Cina possano essere i discendenti di un’armata romana.

Gli esperti del Centro Studi Italiani dell’Università di Lanzhou, nella provincia di Gansu, condurranno indagini archeologiche su diverse sezioni della Via della Seta, la celebre direttrice commerciale che con i suoi 7000 chilometri collegava Europa ed Asia più di 2000 anni fa. La speranza è quella di trovare prove materiali dei primi contatti tra la Cina e l’Impero Romano.

Prima del viaggio di Marco Polo nel XIII secolo, l’unico contatto conosciuto tra i due imperi è stata la visita di diplomatici romani nel 166 d.C.

Nel corso degli anni ’90 sono stati riportati alla luce i resti di antiche fortificazioni a Liqian, una sperduta cittadina nella contea dello Yongchang, che mostravano analogie con le strutture difensive romane. Nonostante gli abitanti del luogo vivessero da sempre isolati nella contea, avevano caratteri fisionomici occidentali, come occhi verdi, capelli biondi e nasi lunghi.

I test sul DNA condotti nel 2005 hanno dimostrato che molti abitanti sono di origine caucasica, portando alcuni studiosi a sostenere che si possa trattare dei discendenti di un’antica legione romana. Un’ipotesi si ricollega ai sopravvissuti dell’armata guidata nel 53 a.C. da Crasso, che venne sconfitto dai Parti nelle regioni più orientali dell’impero.

Un’origine di questo tipo è molto suggestiva ma occorre ricordare che gli antenati stranieri potrebbero non essere necessariamente romani, e soprattutto i reduci di un’armata romana perduta. La Via della Seta favoriva infatti scambi culturali e matrimoni multietnici.

La misteriosa origine ha portato benessere e fama agli abitanti del luogo. Cai Junnian, con i suoi capelli biondi, occhi verdi e naso adunco, è risultato europeo al 56% dai test sul DNA condotti nel 2005. I suoi amici lo hanno soprannominato Cai Luoma, che significa Cai il Romano. Dopo aver ricevuto offerte da giornalisti, documentaristi e produttori cinematografici di tutto il mondo, è stato anche invitato a conoscere il console italiano a Shangai.

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