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Cineto Romano (Rm). Scavate due tombe alla cappuccina

Cineto Romano (Rm). Scavate due tombe alla cappuccina

Nel mese di aprile 2011 sono state recuperate a Cineto Romano due sepolture alla cappuccina, una delle quali era già stata violata in precedenza e parzialmente devastata da tombaroli. Infatti, dopo la segnalazione al Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, che ha subito posto sotto sequestro l’area e informato la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, e con il lavoro della Protezione Civile di Cineto, coordinata dal professor Zaccaria Mari, funzionario della Soprintendenza, da Mattia Di Paolo, studente in Archeologia, le tombe sono state indagate, private degli elementi fittili e degli scheletri, trasferiti in un locale comunale, ove sono attualmente conservati.

È stato aperto così un nuovo scavo e, considerato il carattere di emergenza delle operazioni, non è stato ricercato il taglio operato anticamente per realizzare la fossa dove le tombe vennero collocate e in un secondo tempo ricoperte con la stessa terra escavata. La tomba integra ha restituito uno scheletro in buone condizioni, mentre lo scheletro contenuto nell’altra tomba è conservato solo dai piedi al bacino, probabilmente per effetto della distruzione causata dai clandestini. In nessuno dei due casi sono emersi elementi di corredo.

Dai dati emersi dagli scavi si deduce che le due tombe furono costruire insieme e presentano laterizi simili e identica esecuzione. Infatti, sia i coppi sia le tegole sono di dimensioni analoghe e dello stesso colore bruno-rossastro, o nerastro; la fattura è molto curata. Non presentano marchi di fabbrica: questo dato, insieme all’assenza di corredo, rende difficile la datazione delle sepolture e l’arco cronologico proposto dagli esperti è molto ampio, andando dagli inizi del primo secolo al secondo.

I defunti appartenevano sicuramente ai ceti meno abbienti, potrebbero essere stati schiavi, e la loro morte avvenne forse contestualmente. Un’analisi osteologica potrà fornire informazioni in merito a età, sesso, stress fisici, stato di salute, etc. I due individui potrebbero essere ricollegati alla popolazione insediata intorno alla statio viaria di Lamnae/ad Lamnas, indicata dagli itinerari sulla Via Valeria, tra gli insediamenti di Varia e Carsioli.

Per il futuro si pensa al restauro degli elementi fittili e alla ricomposizione delle tombe in vista di un’esposizione permanente presso l’Antiquarium di Cineto.

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