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Circello

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Circello e i Liguri Apuani

L’odierna Circello prende probabilmente il nome dalla parola latina quercus per la presenza d’imponenti alberi di quercia. Il territorio fu abitato fin dalla preistoria come testimoniato dal rinvenimento di reperti dell’Età Eneolitica. In età sannitica vi abitarono i Peutri. Con i Romani il territorio divenne ager publicus ed è per questo che nel 181 a. C. vi arrivarono i Liguri Apuani deportati dalle loro terre.

Questi erano stati alleati dei Cartaginesi durante la seconda guerra punica. Con la sconfitta di Annibale, decisero di attaccare loro stessi i Romani e lo fecero a Pisa. Fu una felice intuizione, almeno inizialmente, visto il successo che riportarono contro le truppe del console Quinto Marcio che perse 4.000 dei suoi uomini attirati in un’imboscata in una zona fatta di gole e stretti passaggi ricordata con il nome di Saltus Marcius. Alla fine i Liguri dovettero però arrendersi alla forza di Roma e in 12.000 deposero le armi.

I consoli Marco Bebio Tamfilo e Publio Cornelio Cetego, dopo aver consultato il Senato, decisero di allontanare queste popolazioni così bellicose dalle loro terre, in modo da non dare loro nessuna speranza per il ritorno, così riporta lo storico Tito Livio. I Liguri tentarono in tutti i modi di restare nelle loro terre, offrendo anche ostaggi pur di convincere i due consoli. La decisione però era stata presa e così in 40.000 in tre scaglioni, uomini, donne e bambini, furono portati via terra e via mare nel Sannio, dove i due consoli e cinque esperti affiancati loro dal Senato, distribuirono terre e denaro. A Bebio e Cornelio fu tributato a Roma un grandioso trionfo.

Così i Liguri Apuani divennero Corneliani dal nome di Cetego e Bebiani dal nome di Marco Bebio e furono proprio questi ultimi a stabilirsi a Circello in località Macchia dove nel 1831 nel podere di proprietà della famiglia De Agostini,fu trovata la Tabula Alimentaria. La Tabula, in bronzo e alta circa 2 metri, riportava i fondi ipotecati dai Liguri Bebiani per i prestiti che ricevevano dall’imperatore Traiano. I tassi d’interesse, che erano al 2,50%, finivano nelle casse dell’institutio alimentaria voluta dall’imperatore per aiutare i ragazzi in difficoltà.

In località Macchia gli scavi archeologici, ancora in corso, hanno restituito numerose iscrizioni funerarie, monete del II sec. a. C. e parte di un impianto termale.

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