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Cirò Marina (Kr). Krimisa e tempio di Apollo Aleo

Punta Alice – Cirò Marina (Kr): l’antica Krimisa e il tempio di Apollo Aleo

Nei pressi di Punta Alice, promontorio che sancisce il limite del golfo di Taranto, si trovano i resti perimetrali e la crepidine (ovvero il basamento) di un tempio di circa 46 metri x 19.

Punta Alice e in evidenza i resti del tempio di Apollo Aleo da satellite
Punta Alice e in evidenza i resti del tempio di Apollo Aleo da satellite

Immerso nella radura erbosa, l’antico monumento è testimone della fase storica in cui i coloni greci intrapresero scambi sociali e commerciali col popolo indigeno: i Brettii o Bruzi.

resti del tempio di Apollo Aleo
Resti del tempio di Apollo Aleo

I reperti archeologici locali sono consevati nel museo di Cirò Marina (vedi info).

Il mito della fondazione di Krimisa

Per introdurre la storia di Cirò Marina bisogna menzionare il passo in cui Strabone scrive:

Petelia viene considerata metropoli dei Lucani, ed ancora oggi è piuttosto popolosa. Fu fondata da Filottete… Anche l’ antica Krimisa, che si trova nelle vicinanze, venne fondata da Filottete. Apollodoro, nel suo Catalogo delle navi, menziona Filottete, dicendo che, secondo alcuni , quando arrivò nel territorio presso (quella che sarà poi) Crotone, fondò un insediamento sul promontorio di Krimisa” (1)

Alla luce di questa testimonianza, bisogna tenere conto che il comune di Cirò è identificato con l’abitato greco di Krimisa (2) mentre Petelia sarebbe l’attuale Strongoli (3).

Collocazione di Cirò, Strongoli e Crotone
Collocazione di Cirò, Strongoli e Crotone

Entrambe le città entrarono a far parte della sfera di influenza della potente Crotone, anch’essa fondazione greca, distante 35 km in linea d’aria da Cirò Marina. Anche Macalla e Chone vengono attribuite alla fondazione di Filottete

Tempio di Apollo Aleo

Scavato nel 1924 dallo storico Paolo Orsi, è datato al VI secolo a.C. e la sua attività di luogo sacro si protrasse almeno per due secoli. La prima fase, in stile dorico, interessò un edificio di modeste dimensioni (27 x 8 m), con elevato ligneo e cella bipartita da un colonnato; l’adyton era retto occupato da quattro colonne mentre la seconda, dopo la conquista brettia di Krimisa, vide la monumentale ascesa dell’edificio che passò dalle dimensioni originali a quelle definitive con 8 colonne per il lato breve e 19 per il lato lungo. (4)

Cirò, tempio di Apollo Aleo - in alto pianta del tempio arcaico, al centro e in basso pianta e facciata del tempio ellenistico
Tempio di Apollo Aleo – in alto pianta del tempio arcaico, al centro e in basso pianta e facciata del tempio ellenistico

Lo scavo ha portato alla luce il celebre acrolito (statua con testa, mani e piedi in pietra, marmo o avorio e il resto in legno ricoperto da stoffe o lamine metalliche) di Apollo Aleo, realizzato da un artista greco tra 440 e 430 a.C., rinvenuta nel naos (cella) del tempio. L’opera rimane frammentaria e ci sono giunti solo la testa, i piedi e la mano sinistra, tutti elementi che rimandano all’acrolito. Il prodotto artistico dimostra l’arrivo, dopo la metà del V secolo a.C., in occidente della maniera fidiaca. (5)

parrucca in bronzo di una statua
Parrucca in bronzo di una statua

L’occultamento di questo manufatto si fa risalire all’età ellenistica, a causa di un momento di instabilità e di possibile distruzione dell’Apollonion (santuario di Apollo). (6)

L’epiteto “Aleo” deriva dal greco alaios (errante, vagabondo) e dal verbo alàomai (girare, vagare, errare). Questi termini fanno pensare al lungo girovagare dell’eroe omerico Filottete, fondatore di Petelia e Krimisa, qui sepolto secondo il mito.

Altri reperti riemersi dal secolare nascondiglio a cui furono destinati sono:

  • una calotta bronzea per una statua (forse un Apollo arciere). La decorazione fine della chioma presenta ciocche cinte da una corona d’alloro (simbolo del dio). Per lo stile “severo”, la parrucca è datata al periodo tra 470 e 460 a.C. (7)

acrolito di Apollo Aleo
Acrolito di Apollo Aleo

  • frammenti di epigrafi, scritte con caratteri greci ionici ma in lingua osca, ascrivibili al III secolo a.C. Questi documenti, scarsi ma rilevanti, mostrano sia la continuità d’uso del santuario anche dopo la parentesi greca sia l’importanza di questo luogo di culto per le genti brettie. (8)

Note

Bibliografia

Info

  • Per info sul museo: http://www.comune.ciromarina.kr.it/museo/

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