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Citta del Messico

Citta del Messico
Cattedrale Metropolitana di Città del Messico (foto dell’autrice).

Storia

Anche se le tracce più antiche di occupazione umana nell’area di Città del Messico sembrano risalire ben al nono millennio a.C. e i primi abitanti storici dell’area furono sicuramente gli Olmechi (nel periodo compreso tra il 1400 e il 400 a.C.), la prima vera antenata della capitale attuale può essere considerata a buon diritto Teotihuacán (1), fondata forse dai Toltechi, giunta all’apice del suo splendore nei primi secoli dopo Cristo (150 – 450 d.C.) e definitivamente abbandonata dopo l’VIII secolo.

Il potere nella valle dell’Anáhuac, nel Messico centro-meridionale, rimase vacante fino al tardo XIII secolo, quando i Mexica, o Aztechi, provenienti dalle regioni del nord, occuparono le rive del Lago Mexcoco e, nel 1325, fondarono l’imponente Tenochtitlán, la prima capitale azteca, su una delle isole al centro del lago.

Mentre, inizialmente, la convivenza con gli autoctoni discendenti dei Toltechi fu pacifica, dopo circa un cinquantennio ebbe inizio la rapida ascesa al potere da parte degli Aztechi, i quali riuscirono a sottomettere sistematicamente e in maniera violenta tutte le città presenti sulle coste del lago, da Coyoacán a Xochimilco e Atzcapotzalco. In breve tempo, e grazie ad una spietata combinazione di guerre, alleanze strategiche e programmi politici sanguinari, gli Aztechi si ritrovarono padroni incontrastati di tutta la Mesoamerica, con un territorio immenso (circa 300.000 km2) dal quale attingere per soddisfare il dispendioso stile di vita della capitale.

Per circa un secolo, infatti, i sovrani di Tenochtitlán imposero alle popolazioni sottomesse una feroce dominazione basata sulla servitù, sul pagamento di pesanti tributi e sul lavoro forzato, con severe leggi che arrivavano a regolamentare persino l’alimentazione e l’abbigliamento. In aggiunta a ciò, il dio principale dei Mexica, Huitzilopochtli,“il colibrì del sud”, dio della guerra, esigeva, in cambio dei suoi favori, incredibili quantità di sacrifici umani e di banchetti con cuori e sangue dei guerrieri catturati e degli schiavi. Nel 1519, all’arrivo delle truppe di Hernán Cortés, il potere di Tenochtitlán era rispettato, temuto ed odiato dagli alleati e dai sudditi in tutto il territorio centro- messicano; la città contava una popolazione di più di 500.000 abitanti ed è descritta dai membri della spedizione spagnola “grande come Cordova o Siviglia” (2), situata nel centro del Lago Mexcoco e collegata alle rive tramite un complesso sistema di ponti di legno smontabili, che la rendeva praticamente inattaccabile dall’esterno.

Dopo la conquista spagnola del 1521, Tenochtitlán era ridotta ad un cumulo di rovine e Cortés decise di stabilire il nuovo governo nella vicina Coyoacán, dalla quale gli spagnoli procedettero negli anni alla costruzione della capitale del Vicereame della Nuova Spagna, sulle macerie dell’antica capitale azteca.

Nel periodo coloniale, Città del Messico fu dotata di edifici e strutture per l’amministrazione politica, di numerose chiese per il culto cattolico e di eleganti palazzi per i nobili spagnoli e, durante tutta la dominazione europea, fu costantemente ampliata ed abbellita, mentre le zone periferiche, trascurate, erano relegate a residenza degli indigeni, ridotti a vivere in estese baraccopoli. Nel 1629, in seguito ad un’inondazione particolarmente distruttiva, venne intrapresa la bonifica dell’area cittadina e il Lago Texcoco fu prosciugato tramite la costruzione di un canale artificiale.

Dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1821, Città del Messico fu proclamata capitale del nuovo stato messicano e, nel 1824, la città entrò a far parte del Distretto Federale, insieme alle limitrofe Tacuba, Tacubaya, Azcapotzalco, Mixcoác e Villa de Guadalupe-Hidálgo.

Negli ultimi due secoli, la capitale è stata scenario di tutte le principali battaglie politiche del paese, cambiando nomenclatura e dominatori in più occasioni. Gli anni di maggiore urbanizzazione sono stati senza dubbio i decenni del cosiddetto Milagro mexicano, tra 1950 e 1970, quando la popolazione aumentò al punto di causare l’estensione della città anche oltre i confini del Distretto Federale.

Al giorno d’oggi Città del Messico ospita da sola un quinto dell’intera popolazione messicana e si configura come il maggior centro politico, economico e culturale dello stato. I monumenti e i quartieri della città rimangono testimonianza esemplare del tipico mestizaje messicano, frutto della mescolanza degli elementi culturali indigeni con i successivi apporti europei.

Siti archeologici di Città del Messico

  • Templo Mayor
  • Teotihuacán

Note

  • 1) Cfr. paragrafo su Teotihuacan.
  • 2) Cfr. “Conquista della Nuova Spagna” di Bernal Díaz del Castillo, pagina web http://it.wikipedia.org/wiki/Città_del_Messico

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