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Civilità della Valle dell'Indo, tra India e Pakistan

Valle dell’Indo: preistoria e civiltà

Civilità della Valle dell'Indo 

Nel 1920 fu fatta la scoperta di due grandi città, della Valle dell’Indo, Harappa e MohenjoDaro.

Le due città pur trovandosi a circa 500 chilometri una dall’altra presentavano le stesse caratteristiche: un’acropoli, una città bassa fortificata, un grande granaio, ampie strade e buoni sistemi di fognature. Inoltre, la zona bassa delle due città era divisa in aree rettangolari e la presenza di oggetti in rame e pietre preziose stavano a testimoniare l’esistenza di un fiorente commercio internazionale.

Nella città di Mohenjo-Daro sono stati rinvenuti scheletri sparsi, di uomini donne e bambini, negli strati superficiali, che testimoniano la morte violenta che questa popolazione subì e che fu inflitta dai nuovi conquistatori, si ipotizza che costoro fossero gli Arya, che invasero l’India verso la metà del secondo millennio a.C.

Tra i simboli religiosi della Valle dell’Indo spicca il fallo, ancora oggi oggetto di adorazione più comune nei templi indù, che rappresenta l’energia maschile generatrice dell’universo e simboleggia il grande dio ?iva. Inoltre a Mohenjo-Daro il completamento di questa figura è dato dalla dea del Loto, che è raffigurata, in un’immagine, mentre mostra i seni che sono la fonte del latte che dona la vita all’universo e ai suoi esseri. Questa dea era una divinità molto importante in India, ma con la fine della Civiltà dell’Indo, causata, forse dall’arrivo dei pastori-guerrieri, la dea del Loto fu tolta e sostituita con Brama. La dea venne così relegata nella posizione servile della moglie brahmanica.

I quatto siti archeologici principali

Le fasi di evoluzione della civiltà vallinda possono essere esaminate attraverso quattro città: Mehrgarh, Amri, Kalibangan, Lothal. Queste quattro località mettono in evidenza la successione delle fasi più importanti nella protostoria della regione nordoccidentale del sub-continente indiano. Questa fase ha inizio con il passaggio di pastori nomadi in contadini sedentari e con la comparsa successiva dei villaggi sempre più vasti per proseguire con la nascita degli insediamenti urbani nella valle dell’Indo. Ci fu poi la necessità di arrivare a creare grandi città, le quali successivamente subirono un declino.

Mehrgarh

Mehrgarh

Un buon esempio del primo stadio è rappresentato da Mehrgarh. La città si trova a 250 chilometri a nord-ovest di Mohenjo-Daro. La località presenta dei terrapieni, tra questi il più antico rivela nei suoi strati superiori i resti di un villaggio del neolitico appartenente al sesto millennio a.C. Le case, di pianta rettangolare, erano fatte in mattoni crudi (cotti al sole e ricavati da un impasto di argilla), mentre l’arte della ceramica non era ancora conosciuta alle popolazioni di quest’epoca. I ritrovamenti più rilevanti consistono in lame di silice, usate per tagliare il grano, e resti di cereali. Il primo passaggio da una vita nomade, basata sulla caccia, ad una sedentaria, basata sull’agricoltura e allevamento, è rappresentato dai numerosi resti di ossa di animali rinvenute in questo sito e appartenenti al periodo neolitico.

Amri

Amri ci fornisce delle informazioni sul periodo di passaggio tra la fase denominata Pre-Harappa e quella Medio Harappa. Gli strati più antichi di questa città non risalgono più indietro del quarto millennio. Fu una città continuamente abitata e fornisce quindi testimonianze sull’evoluzione culturale nella valle dell’Indo. Gli scavi che furono condotti ad Armi fra il 1959 e il 1969 hanno stabilito che la cultura Pre-Harrappa del basso corso dell’Indo viene considerata il periodo di Amri. Il periodo Pre-Harrappa di Amri è suddiviso in quattro fasi. Nella fase più arcaica non si riscontrano tracce di edifici e la ceramica presenta delle caratteristiche tipo quelle dei ritrovamenti effettuati in Baluchistan; inoltre a questa fase appartengono vari ritrovamenti in silice, in rame e in bronzo. La seconda e terza fase ci mostrano il culmine dello sviluppo di questa città. Il periodo di massima fioritura a livello culturale va dal 3015 al 2450 a.C.. Il villaggio infatti era molto grande, con case fatte in mattoni crudi, cortili interni e col tempo furono progettate in modo sempre più regolare, così come i mattoni assunsero delle forme più standardizzate. Per quanto riguarda i lavori fatti in ceramica, questi sono lavorati a tornio e decorati con motivi geometrici in uno stile particolare. Al termine di questa fase di Amri appaiono, per la prima volta, alcuni oggetti in uno stile tipico delle ceramiche appartenenti al periodo Primo Harrappa. Tuttavia questi oggetti non riuscirono a sostituirsi completamente alle ceramiche locali; questo avvenne solo più tardi durante la fase Medio Harrappa. Questa città fu sottoposta ad una graduale crescita e poi, successivamente, ad un declino.

Kalibangan

Kalibangan
Dal sito di Archaeological Survey of India

Kalibangan fu fondata verso il 2400 a.C. e già dall’inizio presentava delle caratteristiche che col tempo divennero tipiche delle città della civiltà vallinda: ad esempio la forma rettangolare della pianta del sito, con una lunghezza di circa 230 metri e orientamento nord – sud. La città era fortificata e presentava delle abitazioni fatte in mattoni crudi. Le ceramiche erano lavorate a tornio ed erano ben rifinite e di ottima qualità. Intorno al 2250 a.C., per motivi a noi sconosciuti, la città di Kalibangan fu abbandonata, per poi essere ricostruita 50 – 100 anni più tardi, con un nuovo schema. L’acropoli fu infatti costruita sulle rovine della vecchia Kalibangan e presentava al suo interno degli edifici, probabilmente destinati ad uso pubblico, mentre la città bassa era molto più grande della precedente. L’assenza di statuette raffiguranti la dea madre è un’altra caratteristica di questa città, la dea madre era una figura importante ed era presente in tutte le città della civiltà vallinda, tranne a Kalibangan.

Lothal

Lothal

Questa città fu fondata nel 2100 a.C., molto più tardi rispetto agli altri insediamenti, nonostante questo Lothal presenta tutte le caratteristiche delle città della civiltà vallinda. Si diversificava solo per la presenza di un grande bacino, situato a oriente della città e le cui pareti facevano da saracinesche. Sul fondo sono stati rinvenuti quattro grandi massi dalla forma circolare con un foro nel centro, che dovevano essere servite da ancora da imbarcazioni che facevano uso di questo bacino come darsena. La presenza di una piattaforma confermerebbe la teoria secondo la quale questo sarebbe stato un porto di grande importanza e quindi un centro di scambi commerciali tra la civiltà vallinda e la Mesopotania. Nonostante la presenza di questo bacino Lothal non era una città molto grande e anzi successivamente ci fu un restringimento dell’area urbana, forse dovuto ad un calo della richiesta di prodotti che Lothal forniva alle città della valle, e l’inizio di un periodo di edificazione “selvaggia”. Lothal, così come le altre città della civiltà vallinda, tramontò intorno al 1700 a.C.

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