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Codicologia: introduzione

Codicologia: prima della stampa, il manoscritto

E’ stato detto che l’attuale, sempre maggiore diffusione degli strumenti tecnologici al servizio della diffusione dell’informazione e della conoscenza stia determinando una vera e propria “rivoluzione digitale”, sotto certi aspetti accostabile, per intensità e profondità delle conseguenze correlate, a quella che, nel XV secolo, condusse al passaggio dal manoscritto al libro a stampa: com’è noto, la nuova tecnica di riproduzione tipografica, introdotta da Johann Gutenberg mediante l’impiego dei cosiddetti “caratteri mobili”, nel giro di pochi decenni mutò irreversibilmente le modalità di trasmissione e di veicolazione del testo scritto, aprendo nuove e sino ad allora inimmaginabili prospettive di accesso alla cultura e al sapere da parte di fasce sempre più ampie di pubblico.

Prima dell’avvento delle tecniche di stampa, la riproduzione dei testi avveniva attraverso la scrittura manoscritta che, estesa inizialmente sul rotolo (o volumen), a partire dal V secolo venne vergata sul codex, costituito dalla riunione di più fogli, piegati e cuciti a mo’ di quaderno. Per approfondimenti sul passaggio dal volumen al codex si possono leggere le interessanti indicazioni proposte da alcune risorse presenti in rete: sul sito http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=16 , ad esempio, è reperibile un chiaro ed ampio profilo riguardante i materiali e i supporti impiegati per la scrittura; in modo analogo, sul sito http://www.bibliotecabelsitana.it/mix/la_storia.html si può leggere un’avvincente ricostruzione della storia del libro dalle origini sino all’epoca contemporanea.

Si definisce codicologia la disciplina che si occupa dello studio del manoscritto nelle sue caratteristiche formali: come viene sintetizzato molto bene nella pagina introduttiva del sito http://www.ductus.it/ , “rientra nel campo di indagine della codicologia ogni dato d’ordine fisico osservabile in un singolo codice o in gruppi di codici: materiali scrittori; dimensioni e formati; fascicoli (loro costruzione, varie tipologie e combinazioni); progetto e architettura della pagina (dimensioni dello specchio di scrittura, rapporto tra ‘bianco’ e ‘nero’, cioè tra spazio scritto e margini, relazioni tra i margini); preparazione della pagina (foratura e rigatura, strumenti e tecniche); procedure e tempi della trascrizione; sistemi di controllo della struttura del libro (numerazione o segnatura dei fascicoli, richiami, numerazione delle carte o delle pagine); strategie del reperimento testuale (sistemi di titolazione, paragrafatura, indici); decorazione (almeno per ciò che riguarda gli aspetti concreti di questa: gerarchia degli spazi, collocazione nella pagina, tecnica); legatura” (http://www.ductus.it/index.php/archives/biblioteca/voci-di-enciclopedia/de-robertis-teresa-codicologia/).

Accanto a tale definizione dell’ambito codicologico in senso stretto, esiste un’altra prospettiva in base alla quale l’interesse dello studioso non si limita al libro in quanto “oggetto materiale”, ma prende in considerazione il manoscritto “anche sotto il profilo testuale e per le vicende che lo hanno fatto approdare nelle nostre biblioteche” (http://www.ductus.it/index.php/archives/biblioteca/voci-di-enciclopedia/de-robertis-teresa-codicologia/).

La storia dell’evoluzione della codicologia è scandita, nel corso del Nocevento, dai nomi e dai contributi di notevoli studiosi, in particolare di area francese: da Charles Samaran (1879-1982)-, storico e archivista, ad Alphonse Dain (1896-1964), il quale coniò il termine nell’accezione in cui lo si conosce ora; da Françoise Masai (1909-1979), che diede un contributo quanto mai rilevante nella delineazione della codicologia quale “archeologia del libro”, disciplina distinta da quelle correlate allo studio della scrittura (ad esempio, la paleografia, la diplomatica o l’epigrafia) a Léon Gilissen (1) che per primo individuò nella conoscenza puntuale delle modalità di costituzione del codice il presupposto ineliminabile ed imprescindibile per qualsiasi intervento a finalità conservativa e/o di restauro. Un preziosissimo contributo sulle principali problematiche e sulle linee evolutive della disciplina codicologica si può reperire all’indirizzo web http://dida.let.unicas.it/links/didattica/palma/testi/maniaci1.htm, dove il lettore può comodamente approfondire alcuni dei nodi tematici (origini, finalità, metodologie e strumenti, risorse presenti in rete) più rilevanti attinenti la codicologia e le sue prospettive.

Note

(1) Non è stato possibile, al momento della stesura della scheda, reperire e indicare l’anno di nascita dello studioso citato. Si provvederà non appena sarà noto.

Siti web di interesse codicologico

http://www.webalice.it/inforestauro/manoscritt_00.htm

http://scrineum.unipv.it/repertorio/MENU-datazione_descrizione.htm

http://www.bicudi.net/materiali/testo_nt/dal_papiro_al_codice.htm

http://www.luzappy.eu/storia_scrittura/pergamena.htm

Bibliografia essenziale

Alphonse Dain, Les manuscrits, Paris 1975 (III edizione);

Antonio G. Luciani, Storia del libro. Materie e strumenti scrittori, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1998;

Marilena Maniaci, Archeologia del manoscritto. Metodi, problemi, bibliografia recente, Viella, Roma 2002;

Maria Luisa Agati, Il libro manoscritto. Introduzione alla codicologia, Roma 2003;

Armando Petrucci, La descrizione del manoscritto. Storia, problemi, modelli, Carocci, Roma 2007.

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