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Comacchio. Garantita la tutela del sito archeologico di Valle Ponti

Al termine del sopralluogo effettuato l’11 agosto 2011 da Filippo Maria Gambari, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, con Caterina Cornelio, archeologa responsabile del territorio, i Carabinieri di Comacchio e i responsabili della Rete Gas Snam, sul cantiere per la realizzazione del nuovo tratto di metanodotto all’interno della zona ex Zuccherificio di Comacchio, è stato deciso di spostare la nuova condotta del gas un po’ più a est, facendola passare sul percorso del canale per liberare le testimonianze archeologiche venute alla luce.

Considerata l’importanza delle rilevanze archeologiche scoperte su parte del cantiere, il tratto di tubazione passerà a margine del sito archeologico. Lo spostamento non causerà alcun ritardo nell’esecuzione dei lavori – d’altra parte mai interrotti – e lascerà spazio anche a una futura fruizione pubblica. Questa decisione è coerente con la ragionevolezza della procedura di archeologia preventiva con cui la Soprintendenza aveva autorizzato i lavori, tenendo conto fin da subito di possibili cambiamenti in corso di realizzazione, sulla base di possibili ritrovamenti.

I lavori per la realizzazione del nuovo tratto di metanodotto con parallela eliminazione dell’attuale condotta emergente dalla terra nell’area ex Zuccherificio, erano stati autorizzati alla fine di giugno dal Comune di Comacchio, considerando il parere favorevole relativo all’impatto ambientale espresso dal Parco del Delta del Po e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Visto che la zona interessata aveva in passato restituito testimonianze databili alla tardo-antichità, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna aveva vincolato il proprio consenso alla previa esecuzione di verifiche archeologiche. Bisogna sottolineare che la zona indagata era già stata danneggiata in due occasioni: negli anni Venti, durante la costruzione del canale di bonifica, e negli anni Ottanta, nel corso della realizzazione dell’acquedotto comunale.

Le indagini archeologiche, sovvenzionate da Snam, continueranno fino alla fine del mese di settembre e il cantiere verrà controllato costantemente dai Carabinieri fino al termine dei lavori. Per adesso sono emersi i resti di fondazione di un edificio piuttosto complesso che presumibilmente corrisponde a un luogo di culto databile fra l’epoca paleocristiana e l’alto medioevo, di cui si sta analizzando l’estensione e la pianta. I risultati, che la Soprintendenza comunicherà ufficialmente alla fine dei lavori, costituiscono uno straordinario contributo per arricchire le conoscenze sulle prime fasi cristiane nell’area di Comacchio.

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