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Paolo Manuzio, Commentario: foto

Le immagini del Commentario di Paolo Manuzio

Commentario di Paolo Manuzio sull’Orazione di Cicerone ‘Pro Publio Sestio’”: così recita il titolo di questo prezioso volume, edito a Venezia nel 1556 dalla tipografia Manuzio, un nome di importanza miliare nell’universale storia del libro e della sua evoluzione. Il padre di Paolo, Aldo (1449-1515), lega, infatti, il proprio nome all’introduzione di concetti ed applicazioni che mutarono in modo irreversibile la prassi editoriale sino ad allora consueta, tanto che è invalsa la denominazione di “edizioni aldine” per indicare gli esemplari usciti dalla sua stamperia e che restano, a tutt’oggi, degli autentici gioielli di arte tipografica. Fine intellettuale, cui si deve la costituzione dell’“Accademia Aldina”, celebre sodalizio di umanisti, Aldo Manuzio fu costantemente animato da un intenso amore per la cultura classica e consacrò le proprie energie e il proprio impegno al servizio dello studio, della salvaguardia e della valorizzazione dei capolavori letterari dell’antichità greco-romana, nonché della produzione italiana in volgare.

I preziosi volumi con l’inconfondibile marchio del delfino avvinto ad un’áncora – lo stesso che si può notare anche nel volume in oggetto – si caratterizzano per alcune fondamentali innovazioni rispetto alla tradizionale tecnica di produzione libraria basata sul manoscritto: in primo luogo, spicca l’eleganza del carattere corsivo (detto anche “aldino” o “italico”) e, insieme, la riduzione del formato editoriale, con l’adozione del cosiddetto “in ottavo”, contraddistinto da un numero di pagine complessive pari a otto e da dimensioni più piccole (fra i 15 e i 25 centimetri in altezza); ma non può sfuggire il senso di ordine conferito alla pagina scritta dall’utilizzo puntuale e preciso della punteggiatura, cui Aldo Manuzio conferì una sistemazione definitiva. L’opera del padre fu continuata dal figlio Paolo (1512-1574) che, oltre all’attività tipografica, si distinse anch’egli per l’impegno nello studio degli autori classici.

Galleria fotografica

La galleria di quattro foto proposta si riferisce proprio all’edizione di un “Commentario”, redatto e pubblicato da Paolo Manuzio, intorno ad una delle più importanti orazioni di Cicerone, la “Pro Publio Sestio”, che il celebre oratore romano aveva composto e pronunciato nell’anno 56 a.C. quale difesa, in sede giudiziaria, dell’uomo politico Publio Sestio. Quest’ultimo, infatti, era finito sotto processo per aver agevolato, mediante la costituzione illecita di gruppi armati, il rientro dello stesso Cicerone dall’esilio forzato, comminatogli dal tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro (93/92 a.C. – 52 a.C.), il quale voleva in tal modo vendicarsi per l’accusa, rivoltagli qualche tempo prima, anche in tal caso da Cicerone, in una causa per scandalo e atti sacrileghi.

Al frontespizio (fig.1), che riporta il titolo del volume, il marchio della tipografia e l’indicazione di luogo e data, fa seguito una pagina di esempio (fig. 2), ove si possono constatare le caratteristiche editoriali del testo, in particolare il corsivo, introdotto da Aldo Manuzio in continuità evolutiva con la scrittura detta “minuscola umanistica rotonda”, ricavata, su iniziativa di un altro umanista, Giovanni Francesco Poggio Bracciolini (1380-1459), dalla “minuscola carolina”: quest’ultima era stata ideata fra VIII e IX secolo e di per sè era già contraddistinta da una maggiore semplificazione e regolarità di tratti rispetto alla scrittura corsiva romana, in uso a quel tempo. Come si può notare, la storia dei caratteri mobili a stampa non è comprensibile se non lungo un asse di trasformazioni in successione, che prendono avvio da molto lontano! In fig. 3 si può ammirare, in dettaglio, la suggestiva marca tipografica del delfino e dell’áncora: due simboli che, in qualche modo, richiamano l’ispirazione di fondo – la stabilità ma, insieme, anche la duttilità e l’apertura ricettiva alle innovazioni – su cui si è costruita la fortuna di Aldo Manuzio e di quanti ne hanno seguite le orme. Alla fine del testo e del volume si colloca la pagina visibile in fig. 4, che riporta le indicazioni “Series Literarum abcdefghiklmnopqrst. Omnes sunt quaterniones, praeter t, duernionem”, nonchè la città, la data e la stamperia: “Venetiis, M.D.LVI, Apud Paulum Manutium, Aldi F.”.

“Quaternioni” e “duernioni” sono termini tecnici con i quali si indicava il numero di bifogli ripiegati (più precisamente quattro e due) di cui era costituito il volume.

Link alle foto

http://www.archart.it/libri-antiquari/Aldo-Manuzio/index.html

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