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Corinto

Kòrinthos, ?ó??????

La crescita della città di Corinto si vede intorno alla metà dell’ VIII secolo a.C., quando diviene un’importante centro per la produzione artigianale, dal metallo alla ceramica, e soprattutto quando da Corinto partono importanti flussi coloniali verso lo Ionio (Kòrkyra, Ambracia, Apollonia, Epìdamnos) e la Sicilia (Siracusa).

Dominata in età più antica dalla potente famiglia dei Bacchiadi, a metà circa del VII sec. a.C. diventa sede della dinastia dei tiranni inaugurata da Cipselo e durata fino al 55 a.C., un secolo durante il quale la città raggiunge il massimo splendore, con edifici e un artigianato fiorente. Intorno al 540 a.C. un’oligarchia sostenuta dagli Spartani si impadronisce del potere e C. entra a far parte della Lega Peloponnesiaca, nella quale, pur mantenendo buoni rapporti con Atene, occupa un ruolo importantissimo in virtù della propria marineria.

Sede dell’alleanza panellenica antipersiana, la città partecipa a tutte le grandi battaglie contro la Persia. Dopo la guerra del Peloponneso, cui prende parte attiva, Corinto si avvicina ad Atene e alla Beozia e forma (392 -386 a.C.) uno stato unitario con Argo; ne consegue una guerra con Sparta alla cui alleanza ritorna dopo la guerra e dalla quale la distacca (338 a.C.) l’egemonia di Filippo, Alessandro e dei Diadochi.

Durante tutto il periodo ellenistico Corinto ospita una guarnigione macedone<<, nel 243 a.C. Arato di Sicione la unisce alla Lega Achea, di cui diviene membro importante, finché nel 146 a.C. viene distrutta da L. Mummio e gli abitanti vengono uccisi o venduti come schiavi. Nel 44 a.C. Cesare la riporta in vita come colonia libertinorum con il nome di colonia Iulia Laus Corinthus: la rinascita viene portata a termine da Augusto il quale gode di enorme influenza nella città.

Adriano vi costruisce un’importante acquedotto proveniente da Stinfalo in Arcadia e grandi terme: malgrado eventi sismici di notevole portata, nei primi secoli dell’impero la colonia ha vita prospera, di nuovo al centro di cospicui traffici commerciali, con un imponente apparato monumentale finalizzato ad esprimere il concetto che una colonia romana dovesse essere fatta ad immagine di Roma.

Veduta aerea di Corinto

Visita alla città

Ai piedi della massiccia montagna dell’acropoli, l’Acrocorinto, si presenta il vasto ed elevato pianoro sul quale sorge l’antica città di Corinto e, lungo i margini, appaiono i tratti della cortina di mura a blocchi di età classica che collegava la città al porto di Lèchaion.

Appena entrati nella zona archeologica si incontrano i resti del podio del Tempio E, un grande periptero di 6 x 12 colonne corinzie con il frontone E ornato da un’assemblea divina. L’identificazione corrente del tempio con quello di Ottavia, sorella di Augusto morta nell’11 a.C., è preferibile rispetto a quello del Capitolium della colonia.

Discendendo la scalinata che dà accesso all’agorà si giunge alla Terrazza O del foro, imponente sistemazione di età giulio –claudia di quella che era stata l’agorà classica: di questa rimane un grande monumento circolare adiacente al dròmos, la pista di corsa centrale, la fonte sacra sotterranea con altare monumentale e un piccolo tempio riferibile ad Apollo. Su questa terrazza O poggiano una serie di tempietti prostili tetrastili: il tempio augusteo F dedicato a Venere; il tempio G dedicato ad Apollo, dio principe di Corinto e protagonista della battaglia di Azio; i templi H e J, dell’età di Commodo, dedicati agli dei di Corinto classica e romana, Nettuno ed Ercole; il tempio K identificabile con il Pantheon della città, imitazione del più antico edificio di culto imperiale di Roma voluto da Agrippa nel luogo di apoteosi di Romolo; il tempio D dedicato a Fortuna.

A lato S del foro, nel livello inferiore, si ha forse il tempio di Artemide e Dioniso Lysios e Bakchèios, insieme ad una serie di botteghe con al centro il cosiddetto Bèma, il tribunal per l’amministrazione della giustizia e per le allocuzioni del popolo.

Al di sotto di questo si è scoperta una lunga e semplice stoà duplice di IV sec. a.C., restaurata nel II secolo e distrutta nel 146 a.C., che presentava nel fondo beh 33 botteghe con relativo retrobottega.

Nel livello superiore si ha un edificio di tipo basilicale preceduto da un portico, probabilmente sede del collegio degli Augustali, e a S da una doppia stoà che sul fondo presenta una serie di edifici della vita politica della città romana: curia, collegia e basilica.

Nel lato E sono visibili i sotterranei e il criptoportico di una basilica, gemella di quella a S, da dove provengono numerosi ritratti di imperatori e principi giulio – claudii, tra i quali Augusto e i suoi figli adottivi.

Il lato N della piazza presenta al centro un arco di ingresso alla via di Lèchaion, e a sinistra di questo rimangono i resti della cosiddetta “Facciata dei prigionieri”, monumentale facciata a due piani con statue di prigionieri orientali, commemoranti le vittorie partiche di Settimio Severo. Di fronte alla facciata si trova una fonte sotterranea oggetto di intenso culto e forse di carattere oracolare tra VI e III secolo a.C., la cosiddetta “Fonte sacra” affiancata da una scalinata e da un tempio arcaico, il tempio B, uno dei pochi edifici visibili della città preromana.

Tempio arcaico di Apollo

La metà O del lato N del foro presentava il tempio arcaico di Apollo, una fila di botteghe con un sacello al centro, mentre l’altra metà E era occupata dalla celebre fonte Peirène, le cui acque erano famose anche per l’attività metallurgica, tanto importante nella vita di Corinto arcaica e classica.

Tornando all’arco si possono notare subito dopo le impronte di statue onorarie e votive, mentre sulla destra si incontra il Peribolo di Apollo, un santuario in forma di recinto quadrangolare con porticati ionici ed esedra per la statua di culto al centro del lato S. Subito dopo sono pochi resti di un edificio termale che sarebbero state donate alla città dal ricco spartiate di età adrianea C. Iulius Eurycles.

Odeion

Da ricordare tra i numerosi monumenti di età romana: l’odèion, di età neroniana, che diventa luogo per spettacoli di caccia e di giochi gladiatori e come tale vive come il vicino teatro fino all’invasione gotica del 395 d.C. Del teatro rimangono solo alcuni pezzi del più antico teatro di V secolo a.C. con orchestra circolare, scena lignea e sedili di pietra recanti anche iscrizioni. Il rinnovamento si avrà in età augustea con la realizzazione dell’orchestra semicircolare e della scena a prospetto colonnato ed absidi in corrispondenza delle tre canoniche porte, al quale segue un generale restauro adrianeo dell’edificio scenico, ornato di statue e con la fronte del pulpito decorato da rilievi raffiguranti un’amazzomachia, una gigantomachia e le fatiche di Ercole.

Corinto, fontana romana

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