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Cortona (Ar), Museo MAEC: foto

Cortona museo MAEC

Cortona museo MAEC

Il museo etrusco MAEC a Cortona

Con la fondazione, nel 1727, dell’Accademia Etrusca, sulla scia dell’entusiasmo collezionistico dell’Etruscheria, nacque anche il Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona. Ubicato in piazza Signorelli 9, nel Palazzo Casali e ristrutturato nel 2008, il museo propone una bipartizione tematica incentrata sia per l’Accademia sia per la città etrusca e romana di Cortona, l’antica Curtun.

Tel: 0575 630415 o 637235.
Sito: http://www.cortonamaec.org/

Galleria fotografica sul MAEC

Le 129 immagini cercano di dare una resa ottimale dell’allestimento e dell’edificio in cui si trova il museo (foto 1-12). Il vecchio allestimento è documentato dallo scatto n. 14 mentre un elemento decorativo e la ricostruzione del tumulo “melone” II del Sodo (560 a.C.) si trovano ai numeri 13, 15 e 16. Il nome “melone” deriva dalla denominazione locale che si dava ai tumuli funerari.

Il celebre lampadario bronzeo ad olio, pesante 50 kg, nella sala del Biscione, è privo di contesto di ritrovamento ma è un’opera d’altissimo pregio. I 16 beccucci, decorati da sileni con siringhe e da sirene alate, si alternano a teste di Acheloo. Il centro è decorato con onde marine e delfini guizzanti (motivo frequente in contesti funerari) che circoscrivono belve e grifi i quali circondano teste di serpente a tutto tondo mentre il baricentro è occupato da un viso di gorgone. L’opera è datata al 450 a.C. circa (foto 17-23 e 104-112).

Gli scatti dal 24 al 28 mostrano le sale, nel vecchio allestimento, piene di reperti ceramici; i reperti bronzei (tra cui il calderone da Trestina) e d’oro sono i protagonisti delle foto dalla 30 alla 39.

I n. 40 e 41 espongono sarcofagi. I reperti dello scavo di Porta Bifora si trovano nelle teche delle immagini 42, 43 e 44.

La celebre Tavola di Cortona (Tabula Cortonensis) è mostrata dalle foto n. 45, 46 e 47: il documento notarile su lamina bronzea, scopeto nel 1992 era frammentato in 7 pezzi più uno mancante, forse per essere fuso. È il terzo documento etrusco più lungo dopo la Mummia di Zagabria (Liber linteus) e la tegola di Capua.

Planimetrie e ricostruzioni della una domus romana con mosaico, da Ossaia in località La Tufa, vengono esposte nei riquadri dal 48 al 53.

Gli scatti dal 54 al 75 illustrano l’allestimento museale delle sale, dotate di mappe per non vedenti (81-84). Uno scorcio di mura etrusche della città è inglobato nella parete dell’edificio, foto 76-80.

L’autorevole Accademia Etrusca cortonese fa mostra di se nei soggetti immortalati nelle immagini dalla 88 alla 103 e dalla 113 alla 119, con reperti in teche e quadri a tema religioso cristiano, opera di Bicci di Lorenzo (XIV-XV secolo).

La piccola sezione egizia è documentata dalle foto 120-127: si osservano contenitori di piccole dimensioni, canopi, ushabty (statuette votive poste nelle bende delle mummie), non ché il sarcofago di una mummia.

Le ultime due immagini sono relative alla sala Ginori, al primo piano.

Link alle immagini del MAEC

http://www.archart.it/italia/Toscana/provincia-Arezzo/Cortona-museo-archeologico-MAEC/index.html

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