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Costantino

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Vita dell’imperatore Costantino

Costantino era figlio di Costanzo Cloro (Cesare insieme a Massimiano e Augusto d’Occidente insieme a Galerio, Augusto d’Oriente) e di Elena, ricordata per aver ritrovato numerose reliquie (tra cui la S. Croce e i chiodi con cui venne crocefisso Gesù). Venne educato a Nicomedia, presso la corte imperiale, dove iniziò il suo cursus honorum.

Nel 305 Diocleziano abdicò a favore di Galerio, mentre Massimiano a favore di Costanzo Cloro. Galerio nominò quindi suo Cesare il nipote Massimino Daia, mentre Costanzo Cloro scelse Flavio Severo.

Costantino raggiunse il padre in Britannia, conducendo missioni militari nell’isola. Quando nel 306 Costanzo Cloro morì a York, Costantino venne proclamato Augusto d’Occidente dalla truppe. Il sistema della tetrarchia si era così venuto a destabilizzare. Per impedire che scoppiasse una guerra civile, Galerio concesse a Costantino la dignità di Cesare ed elesse Augusto Valerio Severo, salvando così il sistema tetrarchico. Costantino accettò e tornò ad Augusta Treverorum. Massenzio, figlio di Massimiano Erculeo, approfittando del malcontento di Roma cui Galerio aveva esteso l’imposta fondiaria, si fece proclamare imperatore dai pretoriani.

Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio e inviò a Roma Severo per deporlo. I soldati disertarono. Severo fuggì a Ravenna, dove fu catturato da Massimiano e ucciso.

Galerio riprovò a guidare un secondo esercito contro Massenzio, ma anche questa volta non riuscì a conquistare Roma. Massimiano si recò in Gallia per trattare con Costantino. L’accordo previde il matrimonio di Costantino con Fausta, figlia minore di Massimiano, in modo che potesse essere elevato Augusto durante il governo di Massenzio. Era il 307.

Massimiano sfidò Massenzio cercando di tornare ad avere le simpatie dei militari che invece si rivelarono fedeli al figlio, costringendolo a lasciare l’Italia.

Nel 308 a Carnuntum venne organizzata una nuova tetrarchia: Massimiano fu obbligato ad abdicare, mentre Costantino ritornò a livello di Cesare e Licinio, commilitone di Galerio, venne nominato Augusto d’Occidente.

Nel 309 Massimiano tornò alla corte di Costantino, ribellandosi a quest’ultimo nel 310 mentre il figlio di Costanzo Cloro era impegnato contro i Franchi. Ad Arelate (Arles) Massimiano mentì, proclamando la morte di Costantino e assumendo la porpora imperiale. Gran parte dell’esercito rimase leale a Costantino, costringendo alla fuga Massimiano. Costantino, venuto a conoscenza del tradimento in sua assenza, raggiunse Massimiano a Massilia (Marsiglia), catturandolo e costringendolo al suicidio.

Nel 311 Galerio morì e Massimino Daia successe al soglio dell’Impero d’Oriente, lasciando a Licinio il governo sull’Illirico. L’Impero era diviso: Massimino Daia e Licinio per l’Oriente, Costantino e Massenzio per l’Occidente. Quella della tetrarchia era in realtà solo apparenza, infatti Costantino, Massimino e Licinio si coalizzarono per eliminare Massenzio, primo degli Augusti.

Costantino quindi riunì un grande esercito e si mosse verso l’Italia.

Dopo aver sconfitto per due volte l’esercito di Massenzio, assediò Verona, sottomettendo la città e battendo ancora le forze armate di Massenzio. L’ultimo scontro con l’Augusto avvenne a Roma, nei pressi di Saxa Rubra, prima del definitivo a Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312, in cui Massenzio venne sconfitto e ucciso.

In Hoc Signo Vinces

Eusebio di Cesarea, autore della Vita Costantini e stretto collaboratore del futuro imperatore, racconta di un episodio chiave per l’impronta cristiana di Costantino. Sembra che Costantino si fosse avvicinato al monoteismo e che, prima della battaglia, rivoltosi in preghiera, lui e il suo esercito ebbero un’apparizione: le luci sopra il sole si incrociarono e comparve la scritta “?? ????? ????”. Nella notte successiva, Costantino fece un sogno in cui comparve Cristo che gli ordinò di adottare come vessillo il segno che aveva visto nel cielo. Il labaro imperiale assunse il simbolo del X – P, prime lettere di ??????? ovvero “Christos“, sovrapposte. Fu poi quello che si chiamò monogramma costantiniano o cristogramma, entrato in uso nella simbologia soterica cristiana.

cristogramma
Monogramma costantiniano o cristogramma 

Sotto questo segno, le truppe costantiniane vinsero la battaglia contro Massenzio. Eusebio disse di credere al racconto solo perché Costantino glielo aveva narrato sotto giuramento. L’Italia passò sotto il controllo di Costantino e la guardia di Massenzio, ovvero il corpo dei pretoriani, venne soppressa.

Costantino imperatore

Costantino divenne unico imperatore dell’Occidente. Incontrò Licinio a Mediolanum nel 313 stringendo un’alleanza sancita dal matrimonio di Licinio con la sorella di Costantino, Flavia Giulia Costanza. Massimino Daia, in risposta, si fece proclamare unico imperatore e conquistò Bisanzio. La successiva battaglia contro Licinio gli costò la vita. Gli Augusti in carica erano ora solo Costantino per l’Occidente e Licinio per l’Oriente.

La situazione di pace tra i due non era destinata a durare. Infatti gli anni successivi furono seguiti da ulteriori guerre che si conclusero solo nel 324 quando Licinio, assediato a Nicomedia, si consegnò a Costantino che lo inviò in esilio a Tessalonica. Costantino era ora l’unico padrone del mondo romano. L’anno seguente, nel 325, Licinio venne giustiziato per aver complottato ancora contro Costantino.

Ebbe termine la tetrarchia dioclezianea, ma l’Impero venne suddiviso in quattro prefetture (d’Oriente, d’Illiria, d’Italia e di Gallia), in cui la giurisdizione civile e giudiziaria erano affidate ad un prefetto del pretorio, cui erano subordinati i vicari delle diocesi ed i governatori delle province.

Costantino morì nel 337. Sembra non avesse ricevuto il battesimo se non in punto di morte. Il suo consigliere, il vescovo ariano Eusebio di Nicomedia, racconta di averlo battezzato egli stesso. Tuttavia su questo punto ci sono ancora molti dubbi. Si ricorda che fu Costantino stesso a presiedere il Concilio di Nicea nel 325 per combattere l’eresia ariana.

L’Editto di Milano

Costantino è sicuramente importantissimo per il suo favore verso la chiesa cristiana. Nel 313 con l’Editto di Milano, rese tale religione tollerata nell’Impero e quindi non più perseguibile. I cristiani da questo momento poterono essere liberi di professare la propria religione senza paura di essere perseguitati. Nonostante ciò bisogna fare attenzione: Costantino non rese il cristianesimo religione ufficiale dell’Impero. Questo merito va attribuito invece a Teodosio I tramite l’Editto di Tessalonica del 380. Tale decreto dichiarava il credo niceno religione ufficiale dell’Impero, proibendo l’arianesimo e i culti pagani.

Costantino costruttore di basiliche

Le prime basiliche furono proprio costruite per volere di Costantino. Vennero così edificate a Roma la basilica del Salvatore (San Giovanni in Laterano) con il battistero ottagonale, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di San Paolo fuori le Mura e quella di Santa Croce in Gerusalemme derivata da un sacello del Sessorium, il palazzo imperiale. A queste si aggiungono San Lorenzo fuori le Mura (San Lorenzo all’agro Verano), Sant’Agnese con mausoleo di Costanza, la basilica dei Santi Pietro e Marcellino con mausoleo di Elena e la basilica Apostolorum (San Sebastiano, sull’Appia). Queste ultime hanno una forma particolare: sono chiamate circiformi perché avevano la stessa configurazione dei circhi per le corse delle bighe.

Sono anche basiliche ad corpus ovvero costruite sopra le spoglie di un martire (in questo raggruppamento rientrano anche San Pietro e San Paolo).

In Palestina si ricordano la basilica della Natività di Betlemme e la basilica dell’Anastasis (o del Santo Sepolcro) a Gerusalemme. Infine a Costantinopoli, Costantino fece erigere l’Apostoleion a Costantinopoli in onore dei dodici Apostoli. Qui fece porre dodici stele in loro ricordo e qui si fece seppellire. Costantino diventava simbolicamente un Apostolo.

Basilica di San Giovanni in Laterano

La basilica di San Giovanni in Laterano è la cattedrale di Roma. Costantino ne ordinò la costruzione all’indomani della battaglia di Ponte Milvio, come ex voto a Cristo che aveva favorito la sua vittoria. La chiesa era infatti dedicata al Salvatore (Basilica Salvatoris) e solo in un secondo momento venne intitolata anche ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista.

Costantino fece erigere la basilica proprio sul luogo in cui si trovavano le caserme degli equites singulares, ovvero le guardie a cavallo dell’Imperatore Massenzio. Gli scavi infatti hanno rivelato i resti dei castra nova equitum singularium, ma anche resti di abitazioni ricche, con pavimenti in mosaico e pareti affrescate. Settimio Severo aveva donato delle abitazioni vicino ai castra ad alcuni suoi amici, tra i quali vi era un Sesto Laterano. Sembra che questi resti appartengano alla residenza dei Laterani.

San Giovanni in Laterano costantiniana
San Giovanni in Laterano, la basilica costantiniana 

La basilica era molto grande, formata da un’aula rettangolare, a cinque navate, con un’abside semicircolare e un transetto. Le colonne della navata centrale erano trenta, in marmo numidico, mentre le altre quarantadue colonne delle navate laterali erano in marmo di Tessaglia. Le pareti erano probabilmente ricoperte di opus sectile e nell’abside c’era un mosaico in foglia d’oro.

Costantino donò alla chiesa sette altari d’argento e un ciborio con le statue argentee di Cristo e degli Apostoli.

Nelle vicinanze Costantino edifica il grande palazzo imperiale, il Sessorium, da cui si svilupperà poi, con l’arrivo della reliquia della Santa Croce ritrovata dall’imperatrice Elena, madre di Costantino in Terrasanta, la basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Nonostante il potere ecclesiastico si sia spostato nel corso dei secoli per una serie di eventi al Vaticano, San Giovanni rimane sede vescovile di Roma.

Basilica di San Pietro in Vaticano

Venne costruita sulla tomba dell’Apostolo Pietro, indicata dalla cosiddetta memoria, un’edicola posta in una piazzola nella necropoli Vaticana, ai margini del Circus Neronis vicino al quale sembra che l’Apostolo Pietro venne martirizzato. I lavori iniziarono probabilmente 319 ed il 326, concludendosi entro il 333.

Per la costruzione della basilica, Costantino fece spianare la necropoli che sorgeva sul colle Vaticano e che era ancora in uso. Tutto ciò poteva essere fatto solo da chi rivestiva la carica di Pontifex Maximus.

San Pietro in Vaticano, basilica costantiniana
San Pietro in Vaticano, basilica costantiniana

L’antica basilica è conosciuta solo tramite testimonianze iconografiche.

Era una basilica a cinque navate, con la centrale coperta da capriate. Numerose finestre illuminavano dalla parte alta della navata maggiore. Il transetto si incrociava con la navata centrale che terminava con un’abside decorata da mosaici che rappresentavano Cristo tra i Santi Pietro e Paolo in una traditio legis (sulla tipologia della traditio legis presente sulla Capsella di Samagher) in sostituzione forse di un originario mosaico color oro senza immagini.

La memoria dell’Apostolo, era solo un’edicoletta di II secolo, detta anche “trofeo di Gaio”.

Trofeo di Gaio
Trofeo di Gaio

La facciata presentava mosaici di V secolo ed era preceduta da un quadriportico dove sostavano i catecumeni durante la celebrazione dell’Eucarestia. All’interno vi era una fontana per le abluzioni purificatrici. Annessi alla basilica, si trovavano altri edifici tra cui un mausoleo noto come cappella di Santa Petronilla e un altro noto come Cappella di Sant’Andrea. L’obelisco, appartenente al Circo di Nerone, venne spostato nel 1586 al centro della nuova Piazza San Pietro. Il papato, che originariamente risiedeva presso la Basilica Lateranense, si trasferì al Vaticano solo dopo il periodo la cattività avignonese, ovvero dal 1377.

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