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Cuba – Una nuova scoperta fa rivivere la leggenda di Atlantide

Alcuni giorni fa dei ricercatori avrebbero scoperto nei pressi dell’isola di Cuba nuove vestigia della mitica Atlantide. Le costruzioni risalirebbero a un epoca antecedente a quella delle piramidi di Giza e il sito non si troverebbe vicino a quello individuato dai russi nel 2001.

Nel corso dei secoli la leggendaria Atlantide ha avuto numerosi “scopritori”, incominciando dal filosofo Platone, che la individuò nell’Oceano Atlantico, oltre le Colonne d’Ercole. La terra perduta sarebbe stata sovrana in Africa settentrionale e sul Mar Mediterrano fin quando un terribile cataclisma ne avrebbe segnato la fine.

Erodoto ed Eratostene, invece, la situarono dopo lo stretto di Sicilia, ma per non sbagliare, ipotizzarono anche che si fosse inabissata al largo della Sardegna. Hapgood e Hancock usarono la mappa di Piri Reis per posizionarla tra l’America meridionale e l’Antartide. Ma di fatto l’esatta ubicazione di Atlantide, ammesso che sia davvero esistita, resta un mistero assoluto; la scienza, infatti, ha bisogno di prove certe e tangibili, e sino ad oggi quelle su Atlantide sono del tutto assenti.

Nel corso degli ultimi anni, però, sono state fatte molte scoperte vicino all’isola di Cuba, come il vulcano inerte individuato a circa ottocento metri di profondità nei pressi della penisola di Guanahacaibbes sulle cui pendici, in una zona di 20 chilometri quadrati, sono state ritrovate tracce di quelle che sembrano essere costruzioni a pianta rettangolare. Inoltre, nelle vicinanze è stato individuato quello che appare come un reticolo stradale, con caratteristiche che alcuni studiosi hanno definito “mesoamericane”.

Secondo Paulina Zelitsky queste scoperte, effettuate nel 2001, testimonierebbero l’esistenza di una cultura minoica chiamata Luwiani e non quella di Atlantide. La tesi è sostenuta – a suo dire – dalla similitudine fra alcune esempi di scrittura recuperati nelle caverne sommerse e la lineare “C” impiegata dalle civiltà minoiche.

La scoperta di questa nuova presunta città sommersa fa nascere nuove ipotesi e scatena la fantasia di molti, che hanno addirittura immaginato come le vestigia “prediluviane” possano appartenere a civiltà giunte da altri mondi; nonostante questo dilagare della fantascienza, le prime e rare fotografie diffuse fanno pensare che i resti delle piramidi e i massi ritrovati siano opera dell’uomo.

Immediatamente è scattata la corsa alla ricerca di fondi per finanziare spedizioni e nuovi studi per cercare una volta per tutte di assegnare coordinate geografiche precise alla favoleggiata e leggendaria Atlantide.

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