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Cultura di Hongshan

La cultura tardo-neolitica cinese di Hongshan

La cultura cinese di Hongshan, scoperta dall’archeologo giapponese Torii Riuzo nel 1908, si sviluppa nel nord-est della Cina, zona oggi definita Manciuria. Inserita nel ricco patrimonio storico-archologico cinese, essa viene datata dagli studiosi tra il 4700 e il 2900 a.C. Alla sua terza ed ultima fase di vita, la più interessante dal punto di vista della produzione, risalgono i siti archeologici di Dongshanzui e Niuheliang. A rendere importanti questi siti è stato il rinvenimento dei primi edifici in pietra e degli unici idoli in argilla della preistoria cinese, nonchè una notevole produzione in giada, dove spicca la più antica rappresentazione del drago cinese.

Cultura di Hongshan
Cultura di Hongshan

I siti più importanti della cultura di Hongshan

Il sito archeologico di Dongshanzui, nella provincia nord-orientale del Liaoning, è collocato sulla sommità di una collina, al centro di uno spazio pianeggiante. I tre altari scavati, che ne costituiscono le parti più rilevanti, presentano strutture e piante differenti: due circolari e una quadrata. La prima è parzialmente pavimentata mentre la seconda risulta interamente coperta da ciottoli ceramici e non. A sud di quest’ultima è collocata la terza struttura, che si compone di un cumulo di pietre e si sviluppa in altezza.

Qui sono venuti alla luce più di 20 frammenti di figurine in terracotta. Interessantissimi agli occhi degli archeologi e antropologi, sono parsi alcuni frammenti di statuine dai caratteri femminili visibilmente pronunciati; una di esse sembra addirittura essere incinta. Da qui sono nate le ipotesi degli studiosi circa lo sviluppo del culto della Dea Madre, che caratterizzò tutta l’Europa preistorica mentre in Cina non aveva mai manifestato la sua presenza sino ad allora.

Cultura di Hongshan

Il secondo sito, Niuheliang, non è certo meno stupefacente. Collocato anch’esso nel Liaoning, ha restituito più di 10 tra complessi rituali e funerari. In questo sito è stata compiuta una delle più sensazionali scoperte dell’archeologia preistorica cinese: unico della sua epoca e nella sua specie, qui è stato rinvenuto un tempio prevalentemente costruito in pietra. Scoperta resa ancor più anomala dal fatto che in Cina la costruzione di edifici in pietra rappresenti un fatto estraneo fino all’epoca moderna. Definito Nushenmiao o “Goddess Temple”, esso deve il suo nome al rinvenimento di una testa femminile in argilla di grandi dimensioni. Identificata come femminile da altri frammenti, essa possiede occhi incastonati in talco di colore turchese ed un’espressione terrifica.

Cultura di Hongshan

Il complesso templare, che ospita diverse stanze anche nel sottosuolo, si snoda seguendo una struttura irregolare per 18,4 metri. L’interno delle pareti presenta tracce di decorazione a motivi geometrici, scolpita o dipinta in rosso, giallo e bianco.

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L’intero sito di Niuheliang, che si sviluppa su di un’area di 8-10 km2, contiene alte tombe a tumulo e a cista, la maggior parte delle quali restituisce tra i manufatti più importanti giade ben lavorate.

La produzione in giada

La giada ha avuto una storia straordinaria in Cina, a tal punto che il primo dizionario cinese “Spiegazione delle parole e delle frasi” pubblicato nel 100 d.C., la definisce come “la pietra più bella”. Da sempre sinonimo di ricchezza e potere, alla giada si attribuivano una serie di valori rituali. Ritenuta capace di impedire la decomposizione del corpo del defunto e la fuoriuscita di una delle due anime in cui gli antichi cinesi credevano, la giada accompagna le sepolture di questa e altre culture neolitiche.

Le giade Hongshan riflettono un cultura attenta al mondo che la circondava e profondamente ritualizzata. Molti monili infatti rappresentano animali: tartarughe, teste di rapaci, tigri, cicale, ecc.

Il drago-maiale

Zhulong (drago-maiale), h 15,3 cm, conservato presso il Museo Guimet
Zhulong (drago-maiale), h 15,3 cm, conservato presso il Museo Guimet

Fra le figure più rappresentative vi è quello che gli studiosi chiamano Zhulong, maiale-dragone. Animale composito che risiede nelle nuvole e compie il proprio letargo nelle profondità della terra, il drago è sinonimo di fertilità e potere. Allegoria dell’imperatore, divenne successivamente il simbolo stesso della Cina. Associato secondo alcuni al culto della fertilità, per la sua posizione embrionale, questa figura è stata vista come il prototipo del drago protagonista delle leggende cinesi. Standardizzata e modificata, l’iconografia di questo manufatto sopravvisse al neolitico, riproponendosi nella dinastia Shang, prima dinastia storicamente attestata della Cina antica.

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