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Cultura Preistorica di Castelluccio

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Tomba del Principe. Castelluccio (Noto) – ph. cortesia Ugo Adamo

La Cultura Preistorica di Castelluccio

Il Bronzo Antico in Sicilia copre un arco cronologico che va dagli ultimi due secoli del III millennio a. C., alla fine del XV secolo a. C..

Durante questo lungo periodo nasce e si sviluppa la facies culturale “Castellucciana”, così denominata da Luigi Bernabò Brea che ne mutuò il nome dal sito archeologico di Castelluccio, nel territorio di Noto, provincia di Siracusa.

Il resto dell’isola è invece interessato, lungo la fascia costiera tirrenica, dalla facies di Rodi –Tindari – Vallelunga, la zona occidentale, dalla cultura cosiddetta della Moarda.

Area geografica

La cultura Castellucciana interessò l’area etnea, quella nisseno-agrigentina e la cuspide sud-orientale dell’isola.

Come si è detto in precedenza il grande archeologo Luigi Bernabò Brea mutuò il nome di questa cultura dal sito archeologico di Castelluccio dove Paolo Orsi, alla fine del XIX secolo localizzò e scavò in parte uno dei siti più importanti della preistoria siciliana.

L’insediamento di Castelluccio sorge sulla sponda sinistra della media valle del fiume Tellaro, ai limiti dell’altipiano acrense.

Orsi individuò, durante le sue campagne di scavo, gli scarichi e la necropoli dell’abitato, situati sulle pareti rocciose della Cava della Signora.

L’area del villaggio, individuato sul piano della Sedda, è stata oggetto di scavi da parte di G Voza, l’allora Soprintendente alle Antichità della Sicilia Orientale, che mise in luce una grande capanna a pianta absidata e, nelle vicinanze, una struttura scavata nella roccia, a pianta quadrangolare bilobata all’estremità, probabilmente di destinazione cultuale.

Attività produttiva

L’economia della società “castellucciana” si fondava sull’allevamento, soprattutto di ovini, caprini e suini, e sullo sfruttamento delle risorse agricole del territorio. Ad esse si affiancavano caccia e pesca, oltre che la produzione artigianale di oggetti in legno, pietra, pelle e stoffa, l’estrazione di minerali e iniziali attività commerciali sia interne che esterne.

Le sopra citate attività economiche sembrerebbero sparse nel territorio, dislocate in modo complementare nei vari insediamenti, con una sorta di “specializzazione” del lavoro su basi territoriali e non solo all’interno del singolo insediamento.

La ceramica castellucciana, a fondo rosso decorata da fasci di linee e reticoli di colore bruno, si ispira alla ceramica della cultura di Serraferlicchio (1). Ciò non esclude apporti esterni dall’area cappadocica.

Cultura Preistorica di Castelluccio
Tipica ceramica castellucciana

Architettura domestica

L’unità abitativa di base, costituita dalla capanna, con variazioni planimetriche che vanno dal circolare all’ovale, dal sub-rettangolare all’irregolare con nicchie, è quasi sempre scavata nella roccia o nel terreno vergine e la sua struttura portante è realizzata con pali incassati nella roccia o inseriti in bassi alzati rinforzati di pietre.

Altra tipologia di architettura domestica, attestata soprattutto in area etnea, è l’insediamento in grotta.

I villaggi castellucciani si collocano a quote non superiori ai m. 600 sul livello del mare, distribuendosi in una fascia pericostiera di circa 30 km; tuttavia non è la zona immediatamente costiera ad essere privilegiata, a causa della vocazione agricola della civiltà castellucciana.

Si presuppone l’assenza di minacce esterne e conseguenti conflitti bellici, anche se la posizione arroccata di numerosi insediamenti e la presenza di strutture fortificate, come a Banco Grande presso Camarina o al Petraro di Melilli, fanno pensare a sporadici conflitti interni.

Architettura funeraria

Cultura Preistorica di Castelluccio
Tomba a grotticella artificiale. Castelluccio (Noto)

Le tombe, scavate nella roccia, sono prevalentemente a pianta circolare, a grotticella artificiale semplice o con anticella, chiuse con muretti a secco o, in alcuni casi particolari, con lastre litiche. Rari sono gli esempi di portelli di chiusura formati da una lastra litica, con la faccia esterna, decorata da bassorilievi scolpiti e raffiguranti non solo motivi geometrici, ma anche gli attributi femminili stilizzati. L’esempio più noto di tali manufatti è il portello di Castelluccio, oggi al museo archeologico di Siracusa “P. Orsi”, in cui il motivo spiraliforme è stato interpretato come la rappresentazione schematizzata dell’atto sessuale.

Alcune tombe hanno un aspetto monumentale caratterizzato dalla realizzazione di lesene (2) nella facciata.

Cultura Preistorica di Castelluccio
Tomba del Principe. Castelluccio (Noto)

Cultura Preistorica di Castelluccio

Le tombe sono ad inumazione plurima destinate ad interi nucleo familiari o plurifamiliari. Gli inumati erano in posizione rannicchiata, spesso con una lama di selce sotto il capo simbolo di virilità e potere.

Il corredo funerario era costituito da vasi, amuleti di giadeite, minuscoli modellini di oggetti litici reali come asce, perline, conchiglie forate e i famosi “ossi a globuli”, considerati dall’Orsi delle imitazioni o importazioni dal Mediterraneo Orientale poiché erano noti gli esemplari rinvenuti a Troia da Schliemann. Finora ne sono stati trovati una ventina di esemplari di provenienza siciliana, mentre altri se ne conoscono da Altamura, da Lerna in Argolide e da Tarxien a Malta.

Cultura Preistorica di Castelluccio
Ossi a Globuli. Sicilia

Il numero elevato degli esemplari rinvenuti in Sicilia e la loro lavorazione più raffinata, fanno propendere per una produzione locale.

Il rinvenimento di materiale ceramico al di fuori delle tombe testimonia la celebrazione di riti funebri nello spazio ad esse antistante.

Dai dati archeologici appare evidente che le comunità castellucciane erano suddivise in gruppi, clan o famiglie elitarie che si distinguevano attraverso peculiari architetture funerarie e la presenza nei corredi funerari di oggetti di prestigio importati.

Fra gli oggetti di importazione sono da annoverare le asce-amuleto, le perline di pasta vitrea, di ambra e di metallo, un anello di ferro, una pinzetta bronzea e un punteruolo, il pomello di spada in osso di Monte Sallia e i gioghi di bilancia.

  1. La cultura di Serraferlicchio, fiorita in Sicilia nell’Eneolitico, è documentata da una particolare produzione ceramica caratterizzata da motivi decorativi geometrici di colore scuro opaco su fondo rosso lucido, a volte violaceo.
  2. Pilastri aggettanti a pianta quadrata.

1 Commento su Cultura Preistorica di Castelluccio

  1. Credo che nell’impostazione delle foto e del testo si sia verificata un pò di confusione:
    1) la prima foto presentata non riguarda la tomba del principe di Castelluccio, bensì quella di Cava Lazzaro (Rosolini), detta anche questa del principe. La tomba è decorata con delle lesene o finti pilastri con motivi geometrici scolpiti.
    2) La tomba del principe di Castelluccio non presenta lesene, ma veri e propri pilastri, di cui uno dei due centrali è rotto.
    Mi permetto queste osservazioni sia perché ho visto e fotografato entrambe le tombe, sia perché sono uno studioso di preistoria siciliana, ed infine nell’interesse del sito.
    Cordiali saluti
    Ugo Adamo

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