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Cuma, citta bassa

Cuma, la citta bassa

La cosiddetta città bassa era il luogo dove si trovava il centro politico e commerciale dell’antica Cuma; parte dei monumenti sono ancora conservati e visibili percorrendo la strada provinciale Cuma – Licola.

Crypta romana

Posizionata tra il Foro ed il lato est della terrazza dell’Acropoli, la galleria faceva parte delle infrastrutture militari, collegando la città bassa con la zona del porto. Il lungo corridoio è formato da quattro diversi segmenti, con un corridoio iniziale che giunge ad un vestibolo di pianta rettangolare. La galleria prosegue con un lungo percorso sotterraneo che giunge fino alla città bassa. Nell’ultimo tratto si incontrano delle cisterne per la raccolta dell’acqua; in prossimità di queste si trovano anche alcuni graffiti. In età paleocristiana la cripta perse la sua funzione originaria e venne utilizzata come luogo di sepoltura e durante le guerre greco-gotiche il generale bizantino Narsete provocò il crollo della volta, in seguito alla realizzazione di cunicoli per raggiungere la città.

Terme del Foro

Costruite tra nel I-II secolo d.C. le terme erano collocate in un’area centrale, a nord del Capitolium. Lo schema è quello classico delle terme romane, con il susseguirsi dei vari ambienti freddi e caldi.

Si trattava di un complesso lussuoso, come dimostrano i resti delle decorazioni marmoree e degli intonaci dipinti. Nel III secolo le terme subirono interventi di ristrutturazione e potenziamento con l’aggiunta di ulteriori ambienti di servizio.

Foro

Il Foro venne costruito nel settore N-O della città bassa fra II-I secolo a.C. . Si tratta di una piazza rettangolare, orientata est-ovest, con portici sui lati maggiori. La funzione di centro commerciale è documentata dal ritrovamento di numerose tabernae. La piazza era stata interamente pavimentata con lastre di calcare nel I secolo d.C. ed al termine della strada meridionale fu eretto un arco monumentale al fine di segnare l’accesso al nuovo Capitolium.

Capitolium

Il Capitolium si trova ad ovest del Foro. Una iscrizione a mosaico in lingua osca ha fatto supporre la sua origine come tempio osco-sannita del IV-III secolo a.C. . A questa fase più antica appartiene il podio e parte del pavimento dietro alla cella, nel quale era inserito il mosaico di cui si è detto.

Le più importanti trasformazioni sono di età flavia, quando il tempio venne dedicato alla Triade capitolina; in quest’occasione venne invertito l’orientamento (est-ovest), si realizzò una gradinata di accesso ed il pronao esastilo. Al Museo Nazionale di Napoli sono conservati i busti appartenenti ai grandi acroliti della triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva) che si trovavano nelle celle de tempio.

Tempio con portico

A sud del Foro si trova un tempio in antis su podio, con tre lati (est, nord e sud) circondati da un portico, dal quale prende il nome convenzionale. Sono state individuate almeno due fasi costruttive relative all’edificio, la prima è del I a.C., mentre la seconda di età giulio claudia (metà I d.C.).

Il portico venne realizzato nella prima fase e presenta le estremità meridionali ad abside. I muri perimetrali esterni furono articolati con tre nicchie in successione, la centrale semicircolare e le laterali rettangolari, probabilmente per ospitare delle statue. All’interno del porticato i muri perimetrali furono rivestiti di intonaco bianco con specchiature gialle, rosse e blu ed i lati interni dello stesso portico costituivano anche i colonnati del tempio con dieci colonne sui lati lunghi e sei su quello corto a nord. Nella seconda fase tutto lo spazio scoperto tra la cella ed il porticato venne pavimentato ed apparterrebbero a questo momento anche la cella absidata ed il pronao tetrastilo.

Non è nota la divinità cui il tempio era dedicato, ma potrebbe trattarsi del sacello degli Augustali.

Basilica

Accanto al lato orientale del c.d. Tempio con portico sono stati individuati tratti di muri ed un’abside. Si potrebbe trattare di una basilica, centro di commercio e luogo di giustizia nel Foro.

Cosiddetta “Masseria del Gigante”

Tra il Foro e la via Domitiana, inglobate in un edificio rurale del 1700, si trovano parti di murature relative ad un edificio in opera mista di epoca romana, datato al I-II secolo d.C. e riconosciuto come la probabile sede del senato Cumano. In origine doveva essere una grande aula con ambienti minori ai lati, di cui oggi si conservano solo parte dell’abside e del muro perimetrale. Le incisioni dei secoli passati ci mostrano l’edificio in migliori condizioni di conservazione, con le decorazioni interne in stucco a lacunari. Il nome di tempio e poi Masseria del Gigante venne attribuito dalla tradizione antiquaria in seguito al ritrovamento, nelle vicinanze, dell’acrolito di Giove relativo al Capitolium.

Terme centrali o “Sepolcro della Sibilla”

Nel centro della città bassa, adiacente alla via Domitiana urbana, si trova il complesso di ambienti denominati tradizionalmente “sepolcro della Sibilla”, in realtà dalla funzione termale. La realizzazione delle strutture risale all’ultimo periodo della dominazione osco-sannitica (fine III – inizi II sec. a.C.), con restauri ed ampliamenti realizzati durante la successiva dominazione romana. Delle terme rimangono tre ambienti con volta a botte, dei quali quello maggiore è caratterizzato dalla presenza di una piccola vasca in una nicchia.

Foto di Cuma

http://www.archart.it/archart/italia/campania/Cuma%20-%20area%20archeologica/index.html

1 Commento su Cuma, citta bassa

  1. L’archeologia è interessantissima per il genere umano.La visita ai siti archeologici,solitamente suscita una fantasia estrema, pensando a come vivevano circa 3000 anni fa i Greci-Romani, nel sito di “CUMA”, dove a quei tempi, si svolgeva la vita tutto al naturale; d’altronde, come “POMPEI” ed altri siti archeologici in Italia e nel mondo, arrivati sino a noi nelle condizioni in cui sono arrivati; ma é gia tanto ed é pur sempre bello ricordare i nostri predecessori dei tempi antichissimi.La visione, suscita nel proprio animo, un tale fascino che ti porta a rivivere, secondo me, quei tempi meravigliosi, semplici, naturali e puliti, nel senso che il termine “INQUINAMENTO”, non esisteva e non si concepiva.Mauro.

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