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Curarsi nel medioevo: Anice verde

Anice verde

Anice verde

Pimpinella anisum

Chiamata anche cumino dolce, è una pianta erbacea annuale di cui si utilizzano i semi, le foglie e i frutti. Proviene dalla Cina, ed è nota in Occidente già dall’VIII secolo.

I frutti, che si conservano in sacchetti di carta, hanno proprietà digestive, stimolano la secrezione salivari e biliari e sono indicate anche per la dissenteria e l’acidità di stomaco. Inoltre sono utili per le aerofagie e hanno proprietà espettoranti. Secondo la regola Sanitaria Salernitana l’anice poteva essere un ottimo rimedio per avere sollievo agli occhi e allo stomaco, inoltre elogia particolarmente i confetti di anice per la loro bontà, oltre che per gli effetti medici. L’uso di spezie confettate, ossia cotte nello zucchero, era solito alla fine dei grandi banchetti, quando, per dare la possibilità ai servi di preparare le sale per la notte, tutti gli invitati venivano fatti accomodare in altre stanze in cui erano servite spezie confettate e vino speziato.

Per questa ragione, probabilmente, questa spezie venivano chiamate “spezie da camera”. Forse questa abitudine di prepararsi alla notte non era solo legata all’alta nobiltà perché, a differenza di questa, che usava per lo più anice e coriandolo, le classi più semplici si accontentavano di caramellare i semi di finocchio. Una testimonianza di questo uso ci è data dal Perceval di Chretien de Troyes, in cui si racconta di questo intrattenersi di nobili dopo il pasto, mentre si discorreva, i servi portavano noci moscate, datteri, vini speziati, tutti forti stimolanti gastrici che aiutavano i nobili a digerire le grandi quantità di cibo servite al banchetto.

L’antica Spezieria del Vescovado di Pistoia, nota già dal 1397, ne ricorda la vendita in confetti nell’elenco dei prodotti stilato nel XV secolo, insieme ad altrettanti sciroppi e zuccherini aromatizzati alle erbe. La moderna farmacopea ha confermato le proprietà digestive dell’anice, nonché il sollievo per disturbi intestinali quali la dissenteria e l’aerofagia. È utile anche per i problemi respiratori, come la bronchite, e per i problemi di ritenzione idrica.

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