Curarsi nel medioevo: Cannella

Cannella Cinnamomum zeylanicum È’ un albero sempreverde originario dello Sri Lanka di cui si utilizza la corteccia. Quando la pianta è cresciuta abbastanza da formare una buona corteccia, si preleva la parte interna dei rami più giovani, dopo averli privati del sughero. Deve il suo nome alla sua forma, appunto, cannella, cioè piccola canna. Nel Medioevo la cannella veniva utilizzata molto in cucina oltre che in farmacia, come è testimoniato dai diversi trattati culinari come Le Mesnagier de Paris, del XIV secolo e il poemetto “Le Viandier” , una raccolta di ricette di un famoso cuoco francese, datato 1380. Non

Cannella

Cannella

Cinnamomum zeylanicum

È’ un albero sempreverde originario dello Sri Lanka di cui si utilizza la corteccia. Quando la pianta è cresciuta abbastanza da formare una buona corteccia, si preleva la parte interna dei rami più giovani, dopo averli privati del sughero. Deve il suo nome alla sua forma, appunto, cannella, cioè piccola canna. Nel Medioevo la cannella veniva utilizzata molto in cucina oltre che in farmacia, come è testimoniato dai diversi trattati culinari come Le Mesnagier de Paris, del XIV secolo e il poemetto “Le Viandier” , una raccolta di ricette di un famoso cuoco francese, datato 1380.

Non manca di parlarne anche la regola della Scuola Salernitana. La cannella è una spezia conosciuta da tempi remotissimi, viene citata persino nella Bibbia (nello specifico si tratta del libro dell’Esodo) nell’episodio in cui si narra che Dio ordinò a Mosè di recarsi a consacrare il Tempio utilizzando una mistura di sostanze aromatiche; nel mondo romano, Plinio il Vecchio ne lamentava il prezzo esorbitante. Difatti, ancora nel Medioevo la si offriva in dono ai re e alle regine da parte della nobiltà, come simbolo di raffinatezza e prestigio. Certamente le leggende che giravano attorno alla sua raccolta avevano contribuito a innalzare il valore di questa spezia: si favoleggiava, infatti, che uomini intrepidi dovevano contenderla a giganti uccelli, oppure recuperarla da profondi fondali di laghi, sorvegliati da animali alati che emettevano urla terribili.

La cannella è uno dei sapori più tipici del medioevo e il suo principale utilizzo, pertanto, era quello culinario: aromatizzava la carne di cinghiale, veniva utilizzata per insaporire le salse (come la salsa “camellina” ,tratta da una ricetta di Guillome Tirel, cuoco francese del XIV secolo, e la salsa delle “verte souce”, citata nel ricettario di re Riccardo II d’Inghilterra del XIV) e le bevande alcoliche, come il famoso Vin d’Ippocrasso o Vin Concio. Le fonti ci raccontano anche delle abitudini alimentari a corte di Federico II, in cui non potevano mancare ricchissimi e coloratissimi piatti: salse raffinate preparate con pepe, cannella, noce moscata, zenzero, chiodi di garofano e zafferano rallegravano il banchetto imperiale con i loro profumi e i loro sapori. È ancora Federico che ci fa conoscere un’altra ricetta preparata con la cannella, le pere guaste con lo “zuccharo” e la cannella. Qualche giorno prima di morire, l’imperatore chiese che gli fosse preparato questo piatto, di cui probabilmente ne era ghiotto: si preparava con pere molto mature, cotte nel latte fino a disfarsi e polverizzate con zucchero e cannella. Facciamo un salto a Salerno per apprendere l’uso medico che si faceva della cannella: i medici della scuola scrissero:

“Accendit venerem cum vaccae lacte recenti…auget semper amorem, alleviat mentem”

(Eccita il coito con il latte fresco di vacca… aumenta sempre gli stimoli dell’amore, rafforza l’intelletto)

La cannella ha proprietà eccitanti, agisce come stimolante per il sistema nervoso accelerando le pulsioni cardiache e respiratorie. Veniva utilizzata anche come astringente intestinale, e come un potente digestivo.

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