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Chi ha detto “Houston, abbiamo un problema”?

Chi disse houston abbiamo un problema

Il capitano Jim Lovell, pilota del modulo lunare, nel corso della missione spaziale americana Apollo 13, partita 111 aprile 1970 da Cape Canaveral, Florida, e diretta sulla Luna. I primi due giorni di viaggio trascorrono tranquilli, ma durante il terzo giorno, quando l’Apollo ha già abbandonato l’orbita attorno alla Terra e si trova a una distanza di 321.860 km, i tre membri dell’equipaggio – il capitano Jim Lovell, Fred Haise e il pilota del modulo di comando John Swigert – sentono un tremendo boato: è esploso uno dei 4 serbatoi dell’ossigeno e un secondo viene seriamente danneggiato. L’esplosione priva i tre astronauti di gran parte dell’acqua e dell’ossigeno necessari alla sopravvivenza. Proseguire nella missione quindi è impossibile, rientrare a casa è una scommessa. Nonostante la gravità della situazione, il capitano Jim Lovell avvisa il centro di controllo con una calma olimpica e un understatement passato alla storia: Houston, we’ve had a problem. Poiché il modulo di comando è danneggiato dall’esplosione, i tre astronauti decidono di utilizzare il modulo luna in come navicella di rientro. Purtroppo, il Lunar Module è stato concepito per ospitare due persone al massimo per 36 ore e ha riserve d’acqua, viveri, ossigeno ed elettricità non sufficienti a sostenere tre persone per quattro giorni, quelli necessari a ritornare sulla Terra. E questo non è l’unico problema: anche determina-re la rotta di rientro diventa una specie di “mission impossible”. Nonostante tutto, i tre astronauti si rivelano all’altezza delle migliori aspettative e il 17 aprile 1970 quel che resta dell’Apollo 13 ammara nelle acque dell’Oceano Pacifico. I tre sono vivi, non hanno mai perso il controllo, ma a causa dello stress, della scarsità d’acqua potabile e del freddo intenso, Lovell ha perso 7 chili, Swigert ne ha persi 8 e Haise ha la febbre alta (39,4 °C) e una grave infezione alla prostata.

Ecco l’audio del celebre messaggio di Jim Lovell:

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