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Ecate

ecate

Genealogia: Figlia del titano Perse e della ninfa Asteria, sorella di Leto. Secondo un’altra tradizione era una delle figlie predilette di Zeus.

Origine ed evoluzione del culto di Ecate

Secondo diversi studiosi il culto ebbe un’origine non ellenica ed era rivolto ad una dea madre, simbolo di fertilità della terra. La greca Ecate si caratterizza come una divinità misteriosa, legata alla luna ed al mondo dei morti, in alcuni casi confusa con Artemide o Selene e Persefone. Ebbe comunque un culto indipendente, soprattutto in Asia Minore.

La dea possedeva la capacità di passare dal mondo dei vivi a quello dei morti e, alla luce delle sue torce, aveva facoltà di accompagnare uomini ancora in vita nel regno degli Inferi.

Protettrice delle strade, degli incroci e dei passaggi, le sue statue od altari si trovavano davanti alle case o lungo le vie, come protezione per i viandanti. Il corteo che l’accompagnava era composto da spettri e cani ululanti: per tale ragione si usava mettere agli incroci delle strade offerte di cibo, così da renderla benevola, in particolare l’ultimo giorno di ogni mese, a lei dedicato. Ecate rappresentava l’aspetto più misterioso della luna, quello nella fase calante, ed era messa in relazione con le streghe e i loro riti magici. Protettrice dei cani, animali a lei consacrati, insieme alla colomba.

Il centro più importante del culto era ad Egina, dove le venivano sacrificati cani e vittime dal pelo nero, come a tutte le altre divinità degli Inferi; in generale Ecate era invocata per le richieste più svariate, non solo di un preciso ambito, proprio per il suo grande potere sul cielo, sul mare e sulla terra, alla quale piò dare fertilità e garantire un buon raccolto.

Nell’ambito dei riti orfici era venerata insieme a Demetra e a Cibele ed è raffigurata trimorfa, con tre corpi diversi, oppure con tre teste, piochè rappresenta la donna giovane, la madre e la donna anziana. Il numero tre è, infatti, il suo numero sacro.

Le sue figlie erano chiamate Empuse, esseri mostruosi che potevano assumere diversi aspetti sia animali che umani.

In ambito romano prevalse l’aspetto misterioso e magico: Ecate era la strega e la dea della notte. In età imperiale ad Antiochia le venne dedicato un tempio sotto il quale si apriva una grande cripta per la celebrazione dei riti.

Miti relativi a Ecate

Secondo la tradizione fu Ecate a sentire la richiesta di aiuto di Persefone, rapita da Ade, così da avvertire Demetra e riportarle la figlia dal regno dei morti. La dea è sempre presente nelle leggende che raccontano di maghe, come Medea e Circe, che la invocavano durante la preparazione di filtri ed incantesimi. A lei è consacrata la Sibilla Cumana, che traeva proprio da Ecate la sua capacità di dare responsi, provenienti, infatti, anche dagli spiriti dei morti.

Iconografia di Ecate e monumenti antichi collegati

Ecate ebbe un’iconografia spiccata ed inconfondibile. In epoca più antica era raffigurata come una giovane donna vestita con chitone e recante fiaccole nelle mani, spesso vicina a Cerbero: così la si ritrova sui vasi a figure rosse e sulle monete.

L’evoluzione sembra avvenne in un’opera dello scultore Alkamenes, come raccontato da Pausania, che fece la dea trimorfa, con tre corpi diversi molto vicini tra di loro, ma non meglio definibile per le poche attestazioni. Alcune statue presentano la dea secondo questa immagine, come ad esempio l’Ecate Chiaramonti (Musei Vaticani) o le statuine di bronzo conservate una ai Musei Capitolini e l’altra a Boston.

Un’iconografia intermedia la rappresentava, invece, con un unico corpo, ma con tre teste e sei braccia. I suoi attributi erano, oltre alle torce, anche le chiavi, il serpente ed il cane.

La migliore immagine che possediamo della dea è il rilievo della Gigantomachia dell’Altare di Pergamo (al Pergamon Museum di Berlino) nel fregio est, dove Ecate ha tre teste e sei braccia e lotta con la fiaccola, la spada e la lancia, accompagnata dal cane Molosso.

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