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Edward di Woodstock alla battaglia di Najera

Il Principe Nero e la battaglia di Najera del 1367

La battaglia ha le sue radici nella politica spagnola che sembra essere stata più complicata nel XIV secolo che in qualsiasi altro momento. Il re ‘legittimo’ di Castiglia, Pedro il Crudele, venne deposto dai suoi sudditi, guidati dal fratellastro del re, Enrico di Trastamara, che riuscì ad usurpare il trono diventando il nuovo reggente, e Bertrand Du Guesclin, il famoso cavaliere francese. Pedro lasciato il paese raggiunse il Principe Nero, che in quel momento amministrava le province inglesi intorno a Bordeaux.

Edoardo, irritato all’idea di un re fosse stato deposto iniziò a reclutare le sue truppe. Uomini di Guascogna e di Aquitania risposero alla sua chiamata; suo fratello minore John arrivò dall’Inghilterra con 400 cavalieri e un gran numero di arcieri del re di Maiorca e, naturalmente vi erano sempre “le libere compagnie” di mercenari disponibili. Nel mese di febbraio, 1367, Edward partì con la sua forza di 24.000 uomini attraverso i Pirenei.

L’esercito anglo-guascone marciò a sud di Aquitania e attraversò il fiume Ebro a Logroño. Prese il controllo del borgo fortificato di Navarrete e continuò verso Nájera per affrontare l’esercito franco-castigliano di Enricoche ammontava a 60000 uomini. Nonostante le grandi dimensioni del suo esercito, il comandante di Enrico, Bertrand du Guesclin era indeciso se affrontare gli inglesi in una battaglia campale, ma la sua decisione non venne tenuta in nessuna considerazione.

Entrambe le parti schierarono le loro forze su tre linee in maniera simile. La prima linea dell’esercito Enrico era condotta da Du Guesclin in persona, con 1500 fanti scelti e 500 balestrieri. Per contrastare questo schieramento, Edoardo, mandò in avanti il fratello Giovanni di Gaunt con 3000 fanti e 3000 arcieri. Nella seconda linea Enrico schierò due ali di cavalleria leggera spagnola mescolate con la cavalleria pesante mentre la parte centrale venne condotta da Enrico stesso ed era costituita da 1500 dei suoi migliori cavalieri.

Il Principe Nero era posizionato nella seconda linea assieme a Pedro il Crudele con 4000 fanti la metà dei quali erano arcieri ed era circondato da altre guarnigioni dello stesso peso e comandate da Captal de Buch e Sir Thomas Percy. La terza linea di forza di Enrico era formata da 20.000 fanti spagnoli diversamente specializzati, che andavano dai professionisti ben armati a riluttanti soldati di leva.

La terza linea dello schieramento di Edoardo era condotta dal re di Maiorca e dal Conte di Armagnac con 3000 fanti e 3000 arcieri. In tutte e tre le divisioni sul fianco di Edoardo, gli uomini d’arme o i fanti erano pronti nella parte centrale con gli arcieri su entrambi i fianchi. Non appena il Principe Nero fu soddisfatto della posizione del proprio esercito ordinò ai suoi uomini scendere dalle cavalcature e lasciare i cavalli nelle retrovie (8).

La battaglia iniziò con gli arceri inglesi in crescente vantaggio sugli arceri francesi.In seguito l’avanguardia inglese, guidata da Jhon Chandos e dal duca di Lancaster attaccaò i mercenari francesi comandati da Du Guesclin e Arnoul d’Audrehem.

Du Guesclin andò a scontrarsi con la divisione di Lancaster. Gli arcieri inglesi muniti di longbow (archi lunghi inglesi)dispersero i balestrieri castigliani, ma una volta che la mischia iniziò la stretta fu tale che non poterono avere un ruolo decisivo nella battaglia in quanto rimasero bloccati assieme per tutto il resto del conflitto combattendo corpo a corpo.

A questo punto le ali di cavalleria spagnola caricate sui fianchi opposti avanzano. Normalmente, il contingente pesante veniva mantenuto in posizione arretrata, mentre la cavalleria leggera attaccava ai lati l’esercito nemico e adoperandosi per un punto debole, cercava di creare uno spazio in cui incuneare la cavalleria pesante cuneo di cavalieri che avrebbe così distrutto il contingente nemico.

Questo sistema si era rivelato di grande successo contro la fanteria armata di lance o balestre, ma contro gli arcieri si rivelò disastroso. Appena gli Spagnoli si spostarono lungo la parte anteriore, evitando di combattimento corpo a corpo e lanciando i loro giavellotti, vennero abbattuti in massa. Sorpresi, si ritirarono per organizzare e subirono danni ancora più pesanti.

Mentre temporeggiavano i capi della cavalleria pesante ripresero il combattimento per ripristinare il morale delle truppe, ma non fecero nemmeno in tempo a raggiungere le altre unità che vennero caricati Lo sconforto sulle ali delle esercito spagnolo era ormai completo e ciò che rimaneva dei reparti di cavalleria si voltò e fuggendo lasciarono il campo di battaglia e facendo sì che Gomez Carillo venisse catturato

Percy e de Buch a quel punto approfittarono del loro vantaggio nel miglior modo possibile, unendosi fino ad ottenere un fronte coeso. Si mossero senza fretta e riuscirono a posizionarsi dietro le truppe di Du Guesclin che stava ancora combattendo contro Lancaster. Gli uomini d’arme si rivoltarono verso l’interno per attaccare gli uomini di Du Guesclin dal retro, mentre gli arcieri si trovarono di fronte all’inevitabile contrattacco spagnolo.

Non passò molto tempo. Henry si rese conto che la linea Percy / de Buch doveva essere rotta. Tre volte i suoi cavalieri caricarono e ogni volta la carica sotto luna pioggia di frecce finiva in un nulla di fatto. Edoardo spostò in avanti la propria divisione centrale per aumentare la pressione su Du Guesclin. Disperatamente, Enrico spronò la sua fanteria, ma non riuscì mai a colpire le forze di Edoardo e Pedro.

Nonostante la disparità nel numero di arcieri aspettò con calma fino a quando la fanteria fu in campo e la disperse salva dopo salva. La fanteria vacillò, si ruppe e fuggì. Realizzando che la battaglia era perduta, anche Henry abbandonò il campo. La cavalleria spagnola era in grado di disperdersi, ma la fanteria non poteva fuggire che sullo stretto ponte di Najera.

La terza divisione, ancora fresca, dopo aver travolto Percy lo inseguì causando molti morti fra le fila degli spagnoli che perirono sia nella mischia che per annegamento. Du Guesclin non si arrese fino a quando non si rese conto che l’esercito spagnolo se n’ era andato. La sua forza era stata circondata per tutta la battaglia, 1/4 dei suoi soldati erano morti e praticamente tutti gli altri feriti.

Dopo la battaglia, la maggior parte dei capitani di Enrico furono catturati dagli inglesi, che li protessero da Pedro. Enrico era scomparso, e si suppose fosse morto, in realtà stava fuggendo in Francia. Pedro, recuperato il trono, iniziò uno dei suoi frequenti bagni di sangue, mentre discuteva con il Principe Nero per trattare il premio in cambio del suo aiuto. Edoardo iniziò a negoziare segretamente la ripartizione della Castiglia tra l’Inghilterra e Aragona, Navarra e Portogallo e tornò in Aquitania.

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