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Edward di Woodstock alla battaglia di Poitiers

Il Principe Nero e la battaglia di Poitiers

Il 24 giugno 1355, allo scadere della tregua con la Francia, Edoardo cominciò i preparativi per la partenza per la Guascogna con l’incarico di luogotenente del re e con il controllo di tutti i possedimenti francesi. Un documento datato 10 luglio di quell’anno, stipulato tra il re e il Principe di Galles a Westminster stabiliva che il principe sarebbe stato scortato da 433 uomini d’arme e 700 arcieri di cui 400 a cavallo e 300 a piedi.

Questo contingente, così come gli uomini d’arme e gli arcieri dei Conti di Warwick, Suffolk, Oxford e Salisbury, Sir John de Lisle e Sir Reginald de Cobham, avrebbe costituito il seguito personale del Principe, e sarebbe stato pagato dal Re con un semestre in anticipo calcolato dal giorno del loro imbarco. Il duca di Lancaster, e i Conti di Northampton, Arundel, March e Stafford si impegnarono ad offrire il loro aiuto e la totale fedeltà (4).

In Settembre il Principe Nero arrivò dunque a Bordeaux e dal 20 di questo mese abbiamo una documentazione dettagliata delle spese sostenute, ancora conservata fra le carte amministrative del ducato di Cornovaglia. Lunedì cinque ottobre 1355 il Principe abbandonò la città con un’ imponente armata con l’intenzione di incontrare l’esercito francese che stazionava nella provincia Linguadoca: sia Froissart che Stowe elencano i luoghi che toccò attraverso il Sud della Francia fino a Carcassone.

Il documento sopracitato infatti fornisce molti dati che ci restituiscono il percorso effettuato nei minimi dettagli. Incapace di conquistare la città fortificata però, Il Principe Nero tornò a Bordeaux. All’inizio dell’anno 1356 Il Duca di Lancaster sbarcò con una seconda forza armata in Normandia e iniziò ad avanzare verso Sud. Ma fu attaccato dal nuovo re di Francia, Giovanni I, che lo costrinse a ritirarsi verso la costa.

Re Giovanni si mosse quindi contro il Principe Nero che stava avanzando a nord-est verso la Loira saccheggiando le campagne ovunque passasse e qui vi giunse i primi di settembre del 1356. L’esercito inglese però si era già diretto verso Bordeaux sotto la guida del suo leader. Le truppe francesi, sottoposte ad una dura marcia, riuscirono infine a sorprenderlo a Poitiers la domenica del 18 Settembre 1356.

L’esercito del Principe Nero contava circa 7.000 cavalieri, uomini d’arme e arcieri, molti dei quali erano soldati esperti che avevano combattuto a Crecy. Il numero dei francesi rimane incerto, ma probabilmente si trattava di circa 35.000,(5) tra i quali vi era un contingente di scozzesi comandati da Sir William Douglas.

Il Principe Nero organizzò le sua forze in una posizione difensiva tra le siepi e i frutteti della zona; la sua prima linea di arcieri era disposta dietro ad una siepe particolarmente fitta e vicino ad una strada che la attraversava perpendicolarmente

Re Giovanni fu consigliato dal suo comandante scozzese, Sir William Douglas, di condurre l’attacco con i soldati a piedi. I cavalli, infatti, sarebbero stati troppo vulnerabili sotto il tiro degli arcieri inglesi e le loro frecce, scagliate con una traiettoria alta, avrebbero colpito il collo e la schiena non protetti dalla cavalcatura. Re Giovanni accettò il consiglio, il suo esercito quindi costituì una formazione a piedi. Tuttavia, ciò non fu sufficiente a salvare la situazione.

Le truppe francesi, esauste per aver marciato lungo il crinale fangoso di una ripida collina e costantemente bersagliati dal tiro delle frecce inglesi erano disposte in tre divisioni: la prima guidata dal Charles Dauphin (il figlio del re), la seconda dal duca d’Orleans e la terza, la più grande, dal re stesso. Quando raggiunsero le linee inglesi, formate dai soldati del Principe Nero, dagli uomini d’arme guasconi e dagli arcieri inglesi e gallesi, i Francesi furono presi d’assalto e spinti verso la siepe e accerchiati in maniera tale da poter essere attaccati anche nelle retrovie.

Dopo una breve, ma cruenta lotta, le divisioni del Delfino si ruppero e si ritirarono finendo nella divisione del duca d’Orléans; entrambe indietreggiarono disordinatamente.

La divisione delle retrovie dell’esercito francese, comandata dal re stesso, era la più forte e la meglio controllata. Le tre divisioni si fusero formando un enorme esercito di uomini d’arme e cavalieri a piedi che avanzarono contro l’esercito inglese. Pensando che il ritiro delle prime due divisioni avesse segnato la fine della battaglia, il Principe Nero ordinò ad una divisione di cavalieri, comandati dal guascone Captal di Buche, di inseguire e sconfiggere i Francesi.

Chandos esortò il Principe a lanciare questa divisione sul blocco principale dell’esercito francese. Il Principe Nero valutata l’idea, ordinò a tutti i cavalieri e uomini d’arme di prepararsi per la carica. I cavalli furono posizionati nelle retrovie mentre ai cavalieri di Captal de Buch venne ordinato di avanzare colpendo il fianco destro francese. Così mentre l’esercito francese si muoveva a fatica in direzione della siepe di arbusti la forza inglese, li travolse con la velocità di un fulmine. L’impeto della carica portò la cavalleria e i fanti nelle linee francesi. Contemporaneamente i Guasconi di Captal de Buch caricarono sul fianco francese.

Gli arcieri inglesi e gallesi lasciarono i loro archi e corsero in avanti per unirsi alla lotta brandendo pugnali e mazze da guerra. L’esercito francese si sciolse, molti abbandonarono il campo di battaglia mentre i cavalieri più valorosi lottarono duramente in gruppi isolati. Una massa di fuggiaschi diretti a Poitiers venne inseguita dai cavalieri guasconi per essere macellata al di fuori delle porte chiuse della città. Re Giovanni si ritrovò solo con il figlio più giovane Filippo di soli 14 anni a combattere una forza travolgente di Guasconi e Inglesi e alla fine, stremato, si arrese (6).

La battaglia segnò uno dei più grandi successi militari della storia britannica. Il potere dell’arco lungo inglese e il genio del Principe Nero avevano permesso di ottenere una vittoria su una forza di gran lunga superiore. Non solo l’esercito francese era stato completamente annientato, ma il re venne fatto prigioniero insieme a suo figlio Filippo e a 17 grandi signori, 13 conti, 5 visconti e centinaia di cavalieri. Il suo riscatto ammontò a 3 milioni di scudi d’oro ed inoltre fu costretto a negoziare i trattati umilianti di Brétigny e Calais, con i quali l’ Aquitania divenne territorio inglese (7).

Questo, non solo assicurò fama al principe Edoardo, ma lo rese una leggenda.

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