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Efrem il Siro

Sant'Efrem detto il Siro

Sant’Efrem detto il Siro

  • nato nel 306 ca.
  • defunto nel 373

Il mare è grande. Se vuoi scandagliarlo,
verrai travolto dall’impeto delle sue onde.
Un’onda sola può strapparti via
e sbatterti contro uno scoglio.
Ti basti, o debole uomo, poter dedicarti
ai tuoi commerci su una piccola nave.
Ma la fede è meglio, per te, che una nave sul mare.
Questa infatti è retta dai remi,
tuttavia i flutti la possono far affondare;
ma la tua fede non affonda mai,
se la tua volontà non lo vuole.

(dalle Poesie di Efrem il Siro)

“Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica.

Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo”: così recita il Martirologio Romano a proposito di sant’Efrem, la cui memoria liturgica ricorre il 9 giugno.

Un delicato strumento musicale di cui lo Spirito di Dio si servì per cantare in forma poetica i più alti temi del dogma cristiano, una figura di spicco nell’ambito dell’esperienza cristiana di lingua siriaca, che, come ricorda papa Benedetto XV nella lettera Principi Apostolorum Petro del 1920, con la quale Efrem fu elevato al rango di Dottore della Chiesa, “Gregorio Nisseno paragona opportunamente al fiume Eufrate perchè «irrigata dalle sue acque, la moltitudine dei cristiani ha prodotto centuplicato il frutto della fede»” (1).

Protagonista di rilievo, unitamente al vescovo Giorgio, della vita della comunità di fedeli che risiedeva a Nisibi, l’odierna città turca di Nusaybin, Efrem condivise il difficile destino della città, contesa da decenni nell’ambito del conflitto che opponeva Roma alla Persia nel controllo dell’area mesopotamica (il lettore desideroso di avere un quadro dello snodarsi della lunga contrapposizione può utilmente svolgere una ricerca in rete, utilizzando la dizione “guerre romano-persiane”).

Durissimi, in particolare, furono gli attacchi portati contro Nisibis dal re sasanide Sapore II (309-379), in una rapida successione di incursioni tra la fine degli anni ’30 e la metà del IV secolo, che si conclusero con un accordo raggiunto fra il re persiano e l’imperatore Gioviano, sul trono fra il 363 e il 364: quest’ultimo, pur essendo di osservanza cristiana, non seppe tenere testa alle rivendicazioni di Sapore, determinando così il passaggio dell’area di Nisibis sotto lo stabile controllo persiano e l’esilio del gruppo di fedeli residenti.

In tale doloroso frangente, Efrem, che animava la locale scuola teologica, assurta ben presto a notevole prestigio, fu al fianco dei suoi correligionari nella nuova zona di residenza presso la località di Edessa, compresa come Nisibi nell’odierna Turchia. Come già la vita di Nisibis si caratterizzava per la coesistenza di numerosi culti, di varia matrice, accanto a quello cristiano, così pure Edessa rappresentava un autentico crogiuolo di orientamenti religioso-filosofici, che non poterono non stimolare l’attenzione e la risposta di Efrem.

Autore di numerosi scritti di varia tipologia – si spazia dalle opere polemiche, ai commentari biblici (in particolare sui libri della Genesi e dell’Esodo), redatti in base all’impostazione esegetica propria della scuola di Antiochia, nella quale spiccato rilievo veniva conferito al senso letterale del testo rispetto a quello allegorico, e all’approccio sviluppato dal saggio Afraate, all’insegna di un sostanziale rispetto per il dettato della tradizione veterotestamentaria; dai testi omiletici sino ai celebri Inni, molti dei quali dedicati alla Madre di Dio, di cui Efrem fu sublime cantore -, Efrem è autore nella cui opera “emerge con evidenza la sua capacità di declinare il piano teologico e dottrinale con la poetica”, come rileva Massimo Salani nella scheda biografica reperibile all’indirizzo http://www.santiebeati.it/dettaglio/27700: tale caratteristica lo rende un autore del tutto attuale anche per essere accostato dall’uomo contemporaneo, in quanto dai suoi scritti, come sottolineato dal papa Benedetto XVI, traspare “un’importante riflessione sul tema di Dio creatore: niente nella creazione è isolato, e il mondo è, accanto alla Sacra Scrittura, una Bibbia di Dio” (2).

Rilevanza del tutto particolare viene, inoltre, conferita alla dignità della donna, che in Maria è stata elevata in modo incomparabile: “per Efrem – dice Benedetto XVI nella succitata catechesi – come non c’è redenzione senza Gesù, così non c’è incarnazione senza Maria”. Lo stesso Efrem, nel suo Commento al Diatessaron, rileva che “la terra è il corpo di Maria; questo tempio in cui un seme è stato deposto. Osserva l’angelo che viene a deporre questo seme nelle orecchie di Maria.

E’ con una parola ben chiara che egli ha cominciato a seminare: «La salvezza è con te; tu sei benedetta » (Lc 1, 28). E Elisabetta ha confermato questa parola ripetendo di nuovo «Tu sei benedetta fra le donne» (Lc 1, 42), dimostrando così che, a causa della prima madre che fu maledetta, la seconda madre fu benedetta” (3). E ancora, nel Soghita in memoria della Madre di Dio, Efrem prosegue il suo canto ammirato a Maria, sottolineando che Ella “è la fonte pura nella quale nulla fu mescolato dal flusso d’amplesso in nessun tempo; lei accolse nel suo seno il fiume della vita che scese e profluì sul mondo, e in lui rivissero tutti i defunti. Lei è il tempio puro in cui dimorò Dio, il Gigante dei secoli, ed ivi si compì prodigiosamente il mistero per cui Dio divenne uomo, e Adamo fu chiamato il Figlio del Padre” (4).

Parole ed espressioni di grande fascino e suggestione, che si invita il lettore ad accostare e a leggere personalmente!

Note

Approfondimenti

Per approfondimenti sul profilo di sant’Efrem ed utili indicazioni bibliografiche si veda la scheda http://www.santiebeati.it/dettaglio/27700

Molto utile ed interessante anche la biografia disponibile al link http://digilander.libero.it/undicesimaora2/padri/Efrem_bio.pdf

Un prezioso documento per la conoscenza del monachesimo siro-palestinese è reperibile in formato pdf all’indirizzo http://users.auth.gr/~fioan/IL%20MONACHESIMO%20SIRO-PALESTINESE.pdf

Fra le numerose proposte bibliografiche per la lettura e l’approfondimento del pensiero e della riflessione teologica di Efrem, si possono segnalare L’arpa dello Spirito. 19 poemi di Sant’Efrem, a cura di Sebastian Brock, Lipa, Roma 1999 (Pubblicazioni del Centro Aletti 22), nonché La gioia della mensa e Il dono della perla, con note rispettivamente di Ignazio De Francesco e di Emidio Vergani, entrambi pubblicati presso Qiqajon, Magnano (Bi).

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