Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Egitto, Giza. Scoperta una necropoli di costruttori di piramidi

Il Ministro della cultura egiziano, Farouk Hosni, ha annunciato che una serie di tombe che appartengono ai lavoratori che si occuparono della costruzione della piramide di Cheope, è stata scoperta nella zona dell’altopiano di Giza.

Egitto, Giza. Scoperte tombe dei lavoratori che costruirono la piramide
L’area della scoperta e la grande piramide di Khufu (Cheope) sullo sfondo (Ph. J.Willoughby)

Le tombe sono state trovate da un team guidato da Zahi Hawass, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità (SCA), che sta effettuando scavi nell’area. Hawass sostiene che le tombe risalgono alla IV Dinastia e appartengono in particolare agli operai che costruirono le piramidi di Cheope ( 2609-2584 a.C.) e di Khafre ( 2576- 2551 a.C.).

“E’ la prima volta che vengono scoperte delle tombe simili a quelle trovate durante gli anni ‘90, appartenenti alla IV e alla fine della V Dinastia ( 2649- 2374 a.C.),” ha affermato Hawass, sottolineando che questo gruppo di tombe può essere considerato una delle più importanti scoperte del XX e del XXI secolo. E’ stata finalmente fatta luce sul periodo iniziale della IV dinastia, ed anche sulle contraddittorie dicerie sulla costruzione delle piramidi durante la schiavitù.

“Queste tombe sono state costruite accanto alla piramide del Re, e ciò indica che queste persone non erano affatto degli schiavi. Se lo fossero stati, non avrebbero potuto in alcun modo costruire le loro tombe accanto a quella di un Re”, ha concluso Hawass.

Hawass esamina le tombe dei lavoratori che costruirono la piramide
Hawass esamina una delle tombe (Ph. J.Willoughby)
 

La tomba più importante è quella appartenente a Idu. La sua struttura è rettangolare con l’esterno realizzato in mattoni di fango coperti da intonaco; contiene parecchi sepolcri rivestiti di lastre di calcare bianco, e anche delle nicchie davanti a ogni sacello.

Adel Okasha, Soprintendente dello scavo, ha dichiarato che la parte superiore della tomba di Idu presenta una forma a volta, che simboleggia l’eterna collina su cui si ritiene abbia avuto inizio la creazione umana, secondo la tradizione religiosa di Menfi. La sua forma, simile a quella delle tombe che si trovano accanto alle piramidi di Snefru a Dahshur – ha detto Okasha – evidenzia che la struttura risale a un periodo antecedente alla IV Dinastia, .

Sul lato occidentale della tomba di Idu i ricercatori hanno scoperto un altro gruppo di tombe di alcuni lavoratori, ed anche i resti di alcuni sarcofagi, mentre sul lato meridionale è stata trovata un altra grande tomba. Si tratta di una struttura a forma rettangolare, costruita con mattoni di fango e con numerosi sepolcri, ognuno contenente uno scheletro rannicchiato e deposto assieme a dei recipienti di argilla.

I reperti scoperti dai ricercatori hanno rivelato che le famiglie dell’ Alto Egitto e del Delta inviavano ogni giorno 21 bovini e 23 ovini sull’altopiano per nutrire i lavoratori. Hawass ha scoperto che le famiglie che inviavano questi animali, non stavano in realtà pagando delle tasse al governo egiziano, ma piuttosto stavano in questo modo partecipando a uno dei progetti nazionali dell’Egitto di quel tempo. Il numero dei lavoratori non superava i diecimila, ha detto Hawass, contraddicendo in questo modo gli studi di Erodoto, che ha registrato un numero di lavoratori pari a circa centomila.

Egitto, Giza. Scoperte tombe dei lavoratori che costruirono la piramide

Il vasellame trovato nelle tombe (Ph.SCA) 

Hawass ha dichiarato che questa scoperta indica inoltre che i lavoratori provenivano da famiglie del Delta e dell’ Alto Egitto. I lavoratori cambiavano turno ogni tre mesi, e coloro che furono sepolti morirono durante il processo di costruzione.

Hawass afferma inoltre che, secondo la scienza e l’archeologia, non possiamo stabilire con certezza il periodo in cui sia avvenuta la costruzione della piramide. Limitarla a una specifica stagione è sbagliato, essendo questa teoria basata su informazioni inesatte che stabiliscono che il processo di costruzione sia stato eseguito soltanto durante i tre mesi dell’alluvione del Nilo. Il trasporto dei blocchi di granito, basalto e calcare utilizzati per la costruzione veniva effettuato solo durante la stagione della piena, ma i lavori di costruzione non erano limitati a questo periodo e duravano in realtà per tutto l’anno; i blocchi utilizzati per la costruzione del corpo della piramide provengono dall’ altopiano di Giza.

La scoperta di quello che può essere definito come un vero e proprio “cimitero dei costruttori della piramide” è avvenuta per caso nel 1990, quando un cavallo inciampò sulla cima di una struttura di mattoni di fango a dieci metri dalla necropoli che si trova a sud del muro. La necropoli è composta da due diversi livelli che sono collegati da una rampa. Contiene tombe con diverse forme e stili, alcune con la forma di una piramide, altre con una forma a volta; alcune presentano addirittura false porte.

2 Commenti su Egitto, Giza. Scoperta una necropoli di costruttori di piramidi

  1. La schiavitù in Egitto non c’era!!!!!!!!!!! Prima di parlare bisogna documentarsi sulle riviste specialistiche e non da internet dove spesso non si possono filtrare le cavolate e chi scrive non è egittologo/archeologo.

  2. Ritengo che trovare necropoli dei tempi delle piramidi significhi che nel cantiere si moriva a causa di gravi incidenti. È possibile che i morti degli egizi siano stati consegnati alle famiglie, ma quelli dei molti prigionieri erano sepolti sul posto.
    Quella di Hawass è una vara ossessione. Pretendere di vedere gli egizi di 5000 a.f. con la morale di oggi è poco scientifico.

    Nel grande cantiere di Giza c’erano sicuramente i prigionieri costretti ai lavori forzati, gli operai egizi, gli operai specializzati, i capi squadra, i sovrintendenti ai lavori, i tecnici, gli ingegneri, i sacerdoti e i cortigiani.
    La città della piramide era sicuramente abitata dal personale di grado più elevato, mentre i poveri “schiavi” vivevano in cameroni o baracche tipo quelle trovate a ovest della piramide di Chefren e forse, come dice Erodoto, mangiavano pane e cipolle.
    Per quanto riguarda il numero degli operai, Erodono parla di 100.000 addetti che lavoravano a Giza in turni di vari mesi, per cui è possibile che in cantiere fosse presente solamente un decimo del totale indicato.
    Pretendere di stimare il numero degli operai presenti ogni giorno dal numero delle bestie macellate e dal pane cotto nei forni (ammesso che siano stati trovate queste quantità esatte) sembra comunque poco scientifico e molto approssimato.

    Purtroppo non si è commentata la vera essenza della scoperta.
    A Giza ci furono sicuramente tantissime morti bianche.
    Immaginate cosa doveva succedere se si spezzavano le corde di traino dei grossi massi.
    Affermare che tutti gli operai erano egizi e volontari solo perché sono state trovate delle sepolture a Giza è quanto meno ingenuo.
    È per altro possibile che le tombe trovate appartengano a operai di un certo livello, ma negare l’esistenza degli “schiavi” e di eventuali sepolture in fosse comuni sembra decisamente opera di fantasia.

    Il supervisore degli scavi a Giza, Adel Okasha, afferma di aver trovato in una delle tombe il nome di un certo Idu.
    egyptology.blogspot.com/2010/01/in-field-new-workers-tombs-discovered.html
    È chiaramente un nome egizio, per cui la tomba non dovrebbe appartenere a uno dei prigionieri di guerra che lavoravano nel cantiere.
    La scritta andrebbe però studiata bene e senza secondi fini. Sembra infatti possibile che il nome Idu non si riferisca al defunto, ma sia il nome di un alto personaggio.
    A Giza un certo Idu fu infatti sepolto in una mastaba della necropoli a oriente della piramide di Giza.
    www touregypt.net/featurestories/idut.htm
    Questo personaggio visse ai tempi di Pepi I (VI dinastia) e fu scriba dei documenti reali, sovrintendente della piramide del re e ispettore dei sacerdoti della piramide di Khufu e Khafra.
    Potrebbe dunque essere che il sovrintendente dei sacerdoti di Giza abbia scritto una frase commemorativa a suo nome nella sepoltura di uno dei sacerdoti addetti al culto di Khufu e Khafra.
    In questo caso le ossa trovate potrebbero fornire una datazione dell’inizio della VI dinastia e non quella dei regni dei due faraoni della IV dinastia.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*