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Egitto, Luxor – Archeologi italiani scoprono i tesori della tomba di Harwa

I recenti scavi della spedizione archeologica italiana all’interno del sepolcro di Harwa, conservato a Luxor, portano alla luce straordinari reperti dell’arte egizia. Infatti, sono stati ritrovati quattro mummie (due conservate in ottime condizioni, tanto che sui loro visi e sui loro corpi sono ancora presenti tracce di doratura), un monumentale bassorilievo che raffigura una danza funebre e un ritratto funerario realizzato a tempera sopra a una sottile tavola in legno, che risale al secondo secolo dopo Cristo e raffigura un giovane dotato di baffi e pizzetto e abbigliato con mantello e toga. 

Di annunciare i ritrovamenti si è incaricato il Professore, archeologo ed egittologo Francesco Tiradritti, responsabile della spedizione italiana degli scavi presso la tomba di Harwa, funzionario che visse sotto la XXV dinastia (tra il 775 e il 653 avanti Cristo) e che rivestì l’importantissima carica di Grande Maggiordomo della Divina Adoratrice nello stato teocratico di Amon a Tebe.

Su un articolo uscito sulla rivista italiana “Archeologia Viva”, il Professor Tiradritti spiega che le indagini hanno provato l’importanza dell’ampia sepoltura che si estende per ben 4 mila metri quadrati e rappresenta un momumento-chiave del Rinascimento faraonico, avvenuto in un periodo compreso tra il 700 e il 550 avanti Cristo, tra la XXV e la XXVI dinastia. Quest’epoca è contraddistinta da una tendenza artistica basata su un’attualizzazione di stili e forme risalenti ai periodi classici del passato egizio che portò a una rinascita culturale che si manifestò in una ripresa della attività costruttive che si erano interrotte nel 1075 avanti Cristo, sul finire del Nuovo Regno. Il sepolcro di Harwa è uno dei più antichi reperti del rinnovato benessere e splendore della civiltà dei faraoni e il suo scavo ha dimostrato che quest’epoca storica è ancora tutta da scoprire.

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