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Egitto, Valle dei Re. Completato lo scavo del tunnel di Seti I

tunnel di Seti I

Dopo oltre 40 anni gli archeologi hanno finalmente raggiunto la fine del misterioso tunnel nella tomba di Seti I, nella Valle dei Re. Le speranze di trovare una sepoltura segreta sono svanite a 174 metri di profondità.

La tomba fu scoperta nel 1817 dall’italiano Giovanni Belzoni, ma solo negli anni ’60 del secolo scorso si iniziò a liberare dai detriti lo strano tunnel. I lavori di scavo si fermarono dopo 136 metri per la mancanza di un’adeguata aerazione e per il timore che la struttura potesse crollare. La ripresa dei lavori nel 2007 è stata seguita da Zahi Hawass, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, che ha scoperto un ulteriore passaggio lungo 25,6 metri e largo 2,6. Le pareti del tunnel sono state messe in sicurezza attraverso delle strutture metalliche. Una passerella di legno è stata costruita sui 54 gradini dell’antica scala di pietra per preservarla durante il lavoro ed il passaggio degli operai. Per l’asporto del materiale di scavo è stato anche approntato un piccolo sistema su rotaia, simile a quelli utilizzati nelle miniere.

Al termine di questo primo passaggio è stata trovata una seconda scalinata di 6 metri tagliata nella roccia. Su una falsa porta gli archeologi hanno scoperto un’iscrizione in scrittura ieratica che ordinava di allargare in altezza ed in larghezza il passaggio. Queste potrebbere essere delle vere e proprie istruzioni che l’architetto aveva lasciato agli operai.

Durante i lavori di scavo sono venuti alla luce statuine, frammenti ceramici ed il modellino di una barca in faience risalenti alla XVIII dinastia (1569-1315 a.C.). Tre gradini di una delle scale sono invece decorati con graffiti rossi. L’ultimo scalino invece è incompleto e poco dopo il tunnel finisce improvvisamente.

Zahi Hawass ritiene che i lavori per il tunnel siano iniziati dopo il completamento della tomba, forse per la volontà di Seti I di ricavarne una sepoltura segreta. Alla sua morte, il figlio Ramses II (1304-1237 a.C.) dovette interrompere la costruzione del tunnel per dare sepoltura al padre. E’ possibile però che egli stesso abbia voluto imitare l’opera del suo predecessore. Una missione egiziana è al momento operante nella tomba di Ramses II per restaurare e preservare le pitture parietali e cercare il possibile ingresso di un tunnel analogo a quello di Seti I.

Foto: Yonathan Kellerman

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