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Elefantina

Elefantina

L’isola di Elefantina è situata di fronte al centro abitato di Assuan e già capoluogo del Primo Nomo dell’Alto Egitto è l’Isola di Elefantina o Geziret-Aswan ancora oggi di lingua e cultura nubiana, sede primitiva della città. Ricca di parchi e giardini, possiede poche tracce della sua antica frequentazione tutte concentrate nella parte meridionale dell’isola: il museo, il ‘nilometro’, il tempio di Khnum e il tempietto di Heqa-ib.

Fino al 1820 erano ancora visibili sull’isola (descritti da alcuni viaggiatori francesi del XIX secolo) due piccoli templi praticamente intatti costruiti da Amenhotep III e Tuthmosi III, oggi non più visibili perché abbattuti.

Il Museo di Elefantina

Il museo è situato nella parte sud-orientale dell’isola all’interno della villa costruita nel 1912 da sir William Willcock, l’ingegnere che progettò la prima diga di Assuan. Il museo è suddiviso in quattro sale disposte in ordine cronologico e raccoglie principalmente reperti provenienti dal territorio di Assuan e dalla Bassa Nubia.

La Sala 1 raccoglie materiale di epoca predinastica, come vasellame in pietra e terracotta, tavolette per cosmetici, oggetti d’uso quotidiano (pettini e aghi d’osso), amuleti, glittica (sigilli cilindrici) e armi in pietra come coltelli, clave e punte di frecce.

La Sala 2 contiene reperti datati all’Antico Regno con oggetti tipicamente egiziani ed altri di gusto maggiormente africano. Di sicuro interesse un teschio con una frattura risanata e alcune uova di struzzo con figure di animali incise.

La Sala 3 contiene oggetti datati al Medio e Nuovo Regno, con una interessante collezione di specchi e coltelli in bronzo, monili, amuleti, piccole maschere di mummie in gesso colorato, brocche micenee e un gioco da tavola in maiolica azzurra.

La Sala 4 espone oggetti riferibili ai periodi più recenti come vasi di vetro bianco di epoca meroitica, vasi nubiani di epoca cristiana e una reticella di perle appartenuta ad una mummia di epoca bizantina. Interessanti sono alcuni vasi e bracciali in bronzo e alcune mummie di epoca tolemaica con involucro in ‘cartonnage’ (cartone pressato) dipinto.

Gli oggetti di grandi dimensioni sono contenuti all’interno del peristilio della villa, arredato da statue, stele e sarcofagi piuttosto interessanti. Tra i pezzi più pregiati alcune lapidi egizie, greche e copte, una mummia di ariete in un sarcofago proveniente dalla necropoli di Elefantina e tre statue di nomarchi del Medio Regno. All’interno del giardino del museo sono inoltre visibili reperti perlopiù riferibili alla XVIII dinastia (identificati grazie alla presenza dei cartigli reali) e al periodo greco-romano, come frammenti architettonici riconducibili a strutture templari. Rilevante è una statua in granito nero del faraone-donna Hatshepsut.

Il ‘Nilometro’

Si tratta di una scalinata formata da 90 gradini, le cui pareti presentano dei segni tra loro distanti un cubito (l’antica unità di misura egizia) per misurare l’aumento o la diminuzione del livello del Nilo. Il ‘Nilometro’, venne già descritto da Strabone e dopo un periodo di inutilizzo venne ripristinato nel 1870 da Mahmud Bey e presenta molte iscrizioni risalenti all’epoca imperiale, all’interno del quale vengono riportati dati relativi al livello dell’acqua.

Il tempio di Khnum

Il tempio di Khnum era situato all’interno dell’antico abitato di Elefantina, La sua costruzione venne avviata da Nectanebo II (faraone della XXX dinastia) e ultimata durante l’epoca greco-romana con l’utilizzo di parte del materiale risalente alla XVIII dinastia. Le rovine della struttura presentano un ampio cortile lastricato con la presenza di frammenti di colonne in arenaria stuccate, seguito da una sala ipostila (con colonne) formata da una grande porta in granito sulle cui superfici sono ancora visibili scene d’offerta con i cartigli e le immagini di Alessandro Aegos figlio di Alessandro il Macedone. Al di là della sala ipostila è visibile il naos spezzato in granito grigio che riproduce scene di adorazione del dio Knhum da parte di Nectanebo II e che accoglieva la statua di culto. All’interno del tempio sono stati rinvenuti alcuni sarcofagi destinati a contenere le mummie di montoni sacri (identificati idealmente con il dio Khnum) e nei pressi della sala ipostila alcuni blocchi riferibili ad un tempietto dedicato alla dea Satis, sposa di Khnum ma più antichi, risalenti al regno di Tuthmosi III (XVIII dinastia). Il ritrovamento lascia dunque ipotizzare che il culto di Khnum è ben più antico rispetto alle vestigia ritrovate e a lui dedicate.

Il tempietto di Heqa-ib II

Situato nelle immediate vicinanze del tempio di Khnum, il tempietto venne costruito per Heqa-ib (nomarca di Syene ed Elefantina durante la VI dinastia) tra la fine dell’Antico Regno e l’inizio del Primo Periodo Intermedio dai suoi successori allo scopo di deificarlo. E’ formato da una serie di piccole cappelle-naos in arenaria disposte intorno ad un cortile a cielo aperto e circondato da un muro in mattoni crudi alternati a frammenti di materiale di reimpiego provenienti da un sacrario della località di Kalabsa, situata a sud-ovest dell’antica cerchia cittadina di Assuan.

Garbi Assuan

Presso la riva sinistra del Nilo di fronte ai quartieri nord di Assuan, è la zona di Garbi Assuan che occupa la parte settentrionale della collina di Qubbat el-Hawa (in arabo significa ‘cupola ventosa’). Sul fianco della collina sono presenti una quarantina di tombe un tempo appartenute ai principi di Elefantina a partire dall’Antico Regno, il cui stile ed impostazione ricorda molto le coeve tombe di Beni Hasan in Medio Egitto.

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