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Empusa

Empusa

Empusa (???????), figlia di Ecate, era un mostro che terrorizzava i viandanti. L’unico modo di metterla in fuga era quello di bersagliarla di insulti. Empusa viene descritta come una creatura polimorfa: cagna, vacca, bella fanciulla. Con quest’ultimo aspetto seduceva gli uomini di notte e li uccideva divorandoli o succhiando il loro sangue (1). Poteva avere anche le natiche d’asino, simboli della lussuria (2).

Aspetti antropologici del mito di Empusa

Il suo nome significa “colei che si introduce a forza” (3). Questo demone femminile ha simili caratteristiche seduttive delle dee orientali: la Lilith mesopotamica e l’Astarte fenicia, assimilate più tardi ad Afrodite in ambito greco.

Riferimenti bibliografici

A. Ferrari, Dizionario di mitologia classica.

Anonimo, Papyri magici Graeci.

Aristofane, Le donne a parlamento.

Aristofane, Le rane

AA.VV., Dizionario di antichità classica.

Filostrato Maggiore, La vita di Apollonio di Tiana.

R. Graves, I miti greci.

Note

(1) Aristofane, Le donne a parlamento, 1056, 1094; Aristofane, Le rane, 288; Filostrato maggiore, La vita di Apollonio di Tiana, IV, 25; Papyri magici Graeci, IV, 2334.

(2) R. Graves, I miti greci, 170.

(3) Ibidem.

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