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Eosforo

Eosforo

Eosforo ( o Fosforo, ‘stella dell’aurora’ ) è una divinità della mitologia greca, il dio della ‘stella del mattino’, corrispondente alla divinità latina Lucifero ( ‘portatore di luce’ ), cioè il pianeta Venere.

Genealogia di Eosforo

La tradizione mitografica lo vuole figlio di Eos – l’Aurora – ed Astreo ( o di Aurora e Cefalo ), dai quali nacquero i venti e gli astri (1), e padre di Ceice, sposo di Alcione.

Eosforo ( o, appunto, Lucifero ) ed Espero ( o Vespero ) sono le divinità legate al pianeta Venere, dapprincipio considerate stelle distinte, la prima del mattino, la seconda identificata colla stella della sera; la medesima stella viene dunque chiamata Venere ( Hesperus ) la sera e Lucifero la mattina (2).

È la più splendente tra le stelle:

quanto splendidior quam cetera sidera fulget Lucifer (3)

è lui che sorge per primo al crepuscolo, ancor prima dell’avvento della notte, ed è l’ultima stella a tramontare prima del sorgere dell’aurora (4). Significativa è inoltre la denominazione come astro prediletto della stessa Venere nell’ottavo libro dell’Eneide ( v. 590 ):

Lucifer … quem Venus ante alios astrorum diligit ignis

Espero e gli imenei

Come ben attesta il carme 62 di Catullo, Espero era associato ai riti coniugali: si credeva che presiedesse ai cortei nuziali ed accompagnasse la novella sposa alla casa dello sposo (5).

Venere, non sei tu l’astro più crudele del cielo? / Non puoi strappare la figlia alle braccia materne, / una figlia ben stretta tra braccia materne, strapparla / per consegnarla intatta al fuoco d’amore dell’uomo? / […] Venere, non sei tu l’astro più allegro che splende nel cielo? / La tua fiamma suggella unioni da tempo promesse, / ma unione vera niente, se prima non sorge il tuo fuoco. / Danno gli dei un’ora più dolce e sperata di questa? / […] Ah, i guardiani, sempre in veglia a vedere se arrivi! / La notte cela i ladri, e tornando ogni volta la stessa, / tu li sorprendi ma porti altro nome, di luce‘.

Eosforo

Iconografia di Eosforo

L’arte raffigurava questi astri come un giovane fanciullo attorniato dal globo luminoso della sua stella, o come un dio con una fiaccola in mano e coronato con un’aureola.

Note

  • 1 Esiodo, Teogonia 378 ssg. : ‘Ad Astreo Aurora generò i venti dal cuore violento, / Zefiro che scaccia le nubi e Borea rapida corsa / e Noto, dea con un dio giaciuta in amore. / E dopo di loro la dea Mattutina generò l’astro Lucifero ( ???????? ) / e le stelle splendenti, di cui il cielo s’incorona’.
  • 2 Si tratta di un motivo topico nella poesia antica: cfr. Callimaco, fr. 291, 3 Pf.: << Amano Espero, ma odiano Lucifero >>; Seneca, Phaedra, 749 ssg.: << Espero, che porti le prime ombre, sei il medesimo che scaccia le ombre col nome di Lucifero >>.
  • 3 Ovidio, Met. II, 723.
  • 4 Cfr. ancora Ovidio, Met. II, 115; Iliade XXIII, 226; Platone, Timeo 38d.
  • 5 Cfr. anche Virgilio, ecloga 8, 30, ove compare la tradizionale associazione tra Espero e l’ Eta, un monte situato nel sud della Tessaglia: << spargi, o sposo, le noci, per te Espero lascia l’ Eta >>.

Bibliografia

  • Apollodoro, Biblioteca.
  • Catullo, Canti.
  • Esiodo, Teogonia.
  • P. Grimal, Dizionario di Mitologia greca e romana.
  • Ovidio, Metamorfosi.

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