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Epigrafia: introduzione

Epigrafia: la scrittura sfida i secoli

Lapidi commemorative, iscrizioni…quante volte, volgendo lo sguardo nelle vie e nelle piazze delle nostre città ci siamo imbattuti in scritte che attestano alla nostra memoria fatti, episodi, personaggi e luoghi significativi della nostra storia, recente e passata! L’epigrafia è la scienza che si occupa, come suggerisce il nome, dello studio delle epigrafi, ossia delle iscrizioni, vergate in genere su pietra, che ci sono pervenute, in modo peculiare e predominante, dall’antichità greca e romana (1).

Si tratta di un patrimonio preziosissimo che, oltre a rappresentare un’importante fonte per lo studio della storia, permette di formarsi un quadro vivace, quasi “dal vivo”, dei sentimenti, delle aspirazioni, dei valori di riferimento di uomini vissuti tanto tempo addietro e, insieme, così vicini!

Come per la filologia e altre scienze, anche l’epigrafia venne fatta oggetto di studio specifico a partire dall’età ellenistica, anche se non mancano attestazioni di interesse pure da parte di storici e uomini di cultura dei secoli precedenti (Erodoto, Tucidide, Senofonte, Pausania), che diedero prova di attenzione per le epigrafi, utilizzate come fonti per le loro ricostruzioni degli eventi. Il periodo storico per il quale è pervenuto il maggior numero di epigrafi è, del resto, l’età imperiale romana, a partire dal principato di Ottaviano Augusto, il quale fece ricorso in prima persona alla scrittura epigrafica per diffondere e tramandare il ricordo del suo operato, ad evidenti fini di propaganda. La diffusione delle scritture su pietra fu un fenomeno a carattere esponenziale nei successivi secoli del regno degli imperatori succedutisi ad Augusto e, come si è detto, ciò costituisce un fatto di assoluta rilevanza ai fini storiografici: l’immediatezza e la comprensiblità da parte di una larga fascia di pubblico rendono, infatti, il testo epigrafico non solo un utile veicolo di conoscenza, ma anche, non di rado, un insostituibile metro di paragone per testare la validità di ipotesi e teorie interpretative su fatti e fenomeni del passato.

In epoca umanistico-rinascimentale, nel contesto della fioritura generale di studi riguardanti l’antichità, si assistette alla nascita delle prime, grandi raccolte di iscrizioni antiche, assemblate in genere da uomini che, pur dediti alle più svariate professioni, si dimostravano sensibili cultori dell’antichità: si pensi, ad esempio, all’opera del mercante Ciriaco d’Ancona (1391-1452), alla cui paziente attività collezionistica si deve una delle prime e più ingenti raccolte di epigrafi, oppure al domenicano Giovanni Giocondo (1433-1515), nativo di Verona e attivo in campo architettonico ed ingegneristico, la cui biografia viene riportata da Giorgio Vasari ne Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori.

La costituzione di collezioni proseguì anche nei secoli successivi grazie all’impegno di valenti uomini di cultura quali il musicologo Giovanni Battista Doni (1595-1647); lo storico ed erudito Scipione Maffei (1675-1755), autore, fra gli altri, anche del saggio di argomento paleografico Istoria diplomatica; l’immancabile Ludovico Antonio Muratori (1672-1750), al quale si deve la stesura del Thesaurum Veterum Inscriptionum; i numerosi studiosi attivi, a cavallo tra Ottocento e Novecento, presso le scuole specialistiche e i centri universitari, tra cui spicca il nome di Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931), direttore del progetto Inscriptiones Graecae, postosi in continuità con l’iniziativa del Corpus Inscriptionum Graecarum, avviato in precedenza da Philipp August Böckh (1785-1867). Si deve, invece, alla supervisione di Thedor Mommsen (1817-1903) la stesura del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), avviato a metà Ottocento e comprendente la raccolta e il continuo aggiornamento del complesso delle epigrafi di epoca latina a cura della Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften.

L’epigrafia è una disciplina professata a livello universitario, per cui il lettore desideroso di approfondirla potrà opportunamente consultare i repertori bibliografici segnalati dai singoli Docenti della materia nella loro pagina web personale; nell’intento, tuttavia, di fornire alcune prime indicazioni per orientarsi e (perchè no?) arricchirsi attraverso la lettura di qualche testo specialistico, si segnala:

Bibliografia essenziale

Margherita Guarducci, Epigrafia greca, Istituto Poligrafico dello Stato, 1995.

Per approfondimenti sulla vita e sull’opera della studiosa vedi scheda

http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Guarducci

Ida Calabi Limentani, Epigrafia latina, Cisalpino-Monduzzi, Milano-Bologna 1997;

Ivan Di Stefano Manzella, Le iscrizioni dei cristiani in Vaticano, Città del Vaticano 1997;

Angela Donati, Epigrafia romana. La comunicazione nell’antichità, Bologna 2002;

Danilo Mazzoleni, Epigrafi del mondo cristiano antico, Lateran University Press, Città del Vaticano 2002;

Giancarlo Susini, Epigrafia romana (Guide allo studio della civiltà romana 10, I), Jouvence, Roma 2003;

Margherita Guarducci, L’epigrafia greca dalle origini al tardo impero, Istituto Poligrafico dello Stato 2005;

Jean-Marie Lassère, Manuel d’épigraphie romaine, voll. I-II, Picard, Paris 2005;

Lorenzo Braccesi – Ulrico Agnati, Epigrafia latina, Monduzzi, Bologna 2007.

Siti di consultazione

In rete è possibile accedere ad un insostuibile repertorio di fonti epigrafiche, a cura dell’Università di Bologna: http://www.rassegna.unibo.it/epigrafi.html

Come il lettore potrà constatare, viene messo a disposizione un elenco cliccabile di opportuni rimandi a siti di interesse epigrafico, di rilievo imprescindibile per chi si voglia accostare a tale ambito di studio.

Altri siti di interesse epigrafico che si possono segnalare sono :

http://www.siteg.it/index.php/users/whoswho
Sito italiano di Epigrafia greca

http://www.aiegl.org/
Association Internationale d’Epigraphie Grecque et Latine

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpus_Inscriptionum_Latinarum

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpus_Inscriptionum_Etruscarum

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpus_Inscriptionum_Semiticarum

http://museoarcheologiconazionale.campaniabeniculturali.it/percorso/nel-museo/P_RA6

http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=47410

http://lila.sns.it/mnamon/index.php?page=Risorse&id=12#Musei_e_collezioni

Note

(1) E’ importante aver chiaro e tenere costantemente presente questo punto: non tutte le iscrizioni sono oggetto di studio da parte della scienza epigrafica. Non quelle su papiro, prese in esame dalla papirologia, né quelle su moneta, studiate dalla numismatica. Ciò che contraddistingue in modo specifico le iscrizioni considerate dall’epigrafia è il fatto di essere vergate su lapidi di tombe, basamenti di statue, cippi commemorativi, monumenti etc, in ogni caso su supporti in materiale duro.

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