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Ercolano, barca: foto

Ercolano, barca

Ercolano, barca

La barca scoperta a Ercolano

Negli anni ’80 del secolo scorso, il direttore degli Scavi di Ercolano, Giuseppe Maggi, ebbe la felice intuizione di intraprendere una campagna di scavi nell’area davanti alle Terme Suburbane. Fu così che si scoprì la presenza della spiaggia proprio davanti all’antica città. Le sorprese più importanti, però, dovevano ancora venire. All’interno dei fornici che in antico erano usati come ricoveri delle barche, furono scoperti gli scheletri di 300 ercolanesi che si erano lì rifugiati, durante l’eruzione, in attesa dei soccorsi che speravano venissero dal mare. Tra i resti anche quelli di bambini e di persone con difficoltà motorie e ciò ha fatto pensare che avessero raggiunto la spiaggia in un momento di relativa calma durante l’eruzione o comunque non in un momento di imminente pericolo. Gli sventurati avevano portato con sé lucerne, amuleti e monete, tutto quanto avevano di più prezioso prima che la furia del vulcano li cogliesse con una nube ardente.

Il 3 agosto del 1982, la spiaggia restituisce un altro reperto eccezionale: dal fango riaffiora la chiglia capovolta di una barca che non aveva resistito ai vortici del mare squassato dall’eruzione. Sepolta poi dai flussi piroclastici, è giunta pressoché intatta a noi grazie all’assenza di ossigeno nel banco tufaceo che l’ha sigillata per quasi 2000 anni.

Nel 1990 la barca fu trasportata via dalla zona della spiaggia per poterla sottoporre a un delicato intervento di restauro. Sulla sua superficie fu applicato uno strato di garza e carta di riso per evitare eventuali distaccamenti di legname dovuti allo stato di conservazione del reperto, si aggiunse poi uno strato di gomma siliconata e infine si approntò un guscio di vetroresina su tutta la superficie della barca.

La barca era lunga all’incirca 10 metri e larga più di 2 metri. Pur somigliando ai gozzi che si usano oggi per la pesca, per il tipo di legno usato, quercia ma anche pino e noce, e per la tecnica di costruzione, si pensa che il natante fosse usato per un uso militare come navis tabellaria che portava i dispacci alle guarnigioni dislocate lungo la costa o come navis speculatoria con il compito di riferire circa eventuali attacchi nemici. Ben conservata, è la zona di poppa con gli innesti per il timone.

Galleria fotografica della barca di Ercolano

nella galleria è possibile prendere visione di alcune immagini della barca nel guscio di vetroresina.

Link alle immagini della barca di Ercolano

www.archart.it/italia/campania/provincia-Napoli/Ercolano-barca/index.html

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