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Ercolano. Papiri della Villa dei Pisoni

villa dei pisoni

Poco fuori le mura dell’antica Herculaneum, sorge quella che doveva essere una delle più belle residenze che in età romana si affacciavano sul golfo di Napoli. Oggi la villa è denominata dei Papiri o dei Pisoni, ed è nota in tutto il mondo per i 1000 papiri carbonizzati ritrovati nelle sue stanze, oltre a una ricca collezione di statue di bronzo e di marmo come dovevano esserci anche in altre domus tra la fine della repubblica e l’inizio dell’impero. Se però, altre biblioteche private non ci sono giunte, questa di Ercolano, a causa dell’evento catastrofico che la sconvolse nel 79 d. C., ci ha restituito un pezzo di storia fondamentale.

La villa dovette essere appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare e protettore del filosofo Filodemo di Gadara. Si tende a credere che sia stato proprio lo stesso Filodemo a creare la preziosa biblioteca, perché le opere ritrovate pare siano state scritte dal filosofo per un uso personale, inoltre sono stati trovati dei “brogliacci” che sembrano essere dei lavori preparatori per altre sue opere. A questo si deve aggiungere che Filodemo era un epicureo e un autore poco conosciuto nell’antichità, e quindi nessuno avrebbe composto una biblioteca con tante sue opere se non lui stesso.

I papiri furono ritrovati tra il 1752 e il 1754 in cinque punti della villa. Inizialmente gli scavatori non si resero conto di cosa fossero e li gettarono via ritenendoli pezzi di legno carbonizzato o di tela.


Un papiro della villa dei Pisoni così come appariva appena scoperto

Il primo gruppo di rotoli fu ritrovato nel tablinum e una volta capito cosa fossero, si cercò di aprirli con vari arnesi e con una colla molto densa. I papiri risultarono scritti in latino e dalle poche parole superstiti si capì che dovevano trattarsi di versi poetici. Un solo rotolo era greco, mentre oggi è da scartare l’ipotesi che uno dei papiri fosse scritto in sabino o in osco.

In un’altra stanza, forse un piccolo studio, furono ritrovati 11 papiri, mentre in un altro ambiente i rotoli erano posizionati su mensole di cui oggi restano scarse tracce.

In altri punti della villa i papiri erano posti in casse, questo e il fatto che furono trovati in punti diversi lascia supporre una situazione di provvisorietà all’interno dell’abitazione stessa.

Quello che è certo è che la biblioteca era divisa nella sezione greca e latina. Il nucleo più antico della biblioteca, quello greco, presentava rotoli databili tra il III e il I sec. a. C. Tra i testi la maggior parte è dell’opera di Epicuro “Sulla Natura”, in 37 libri, ognuno su un rotolo. Di quest’opera sono state trovate varie edizioni non complete in modo che s’integrassero a vicenda, oltre a doppi che dovevano servire a più ospiti della villa se avessero voluto leggere la stessa opera contemporaneamente.

Sul primo nucleo, nel I sec. a. C., s’innesta poi quello delle opere greche di Filodemo. Il filosofo era originario della Palestina, ma a causa delle guerre civili decise di lasciare la patria per approdare prima ad Atene, dove divenne seguace dell’epicureismo grazie alle lezioni di Zenone Sidonio, e poi ad Ercolano, in Italia. Filodemo fu anche un poeta poiché nell’Antologia Palatina si conservano alcuni suoi componimenti erotici, scritti in gioventù, e componimenti scritti in Italia nella villa di Pisone.


Un papiro da Ercolano archiviato con la sua scheda

Dopo la morte di Filodemo, la biblioteca greca della villa fu ulteriormente ampliata con l’acquisizione di nuovi testi epicurei. I papiri più importanti sono i numeri 362 e 1199. Entrambi contengono libri del “Sulla Natura” di Epicuro. Piuttosto importante è anche il papiro numero 200 che conserva, purtroppo in maniera assai frammentaria, il “Sulla ricchezza” di Metrodoro, del cui autore questa è l’unica opera conservata ad Ercolano.

Il papiro più importante del settore latino è sicuramente il numero 817, che contiene un carme sulla battaglia di Azio, attribuito a Rabirio, poeta epico dell’età augustea. Nella parte pervenuta, sono esposte la presa di Pelusio e la caduta di Alessandria. Nella parte mancante doveva essere raccontato lo scontro navale tra le forze di Ottaviano e quelle di Antonio e Cleopatra.

1 Commento su Ercolano. Papiri della Villa dei Pisoni

  1. Ma gli scavi perchè non continuano? potrebbero esserci ancora papiri con le opere degli antichi integre? la Storia potrebbe cambiare radicalmente visto che le opere degli antichi pervenute a noi risalgono all’alto medioevo e potrebbero essere state dolosamente alterate. Per es., secondo me, il numero dei combattenti nelle antiche battaglie è assolutamente inverosimile. A Canne, ad es., si parla di oltre centomila soldati romani. Ma ci si rende conto che in fila per tre sarebbe un serpente di oltre trenta chilometri. Oltre due giorni di cammino perchè l’ultimo raggiunga il primo. E la cavalleria di 15000 cavalieri dove la mettiamo? E il campo per 100mila uomini, i rifornimenti, l’acqua per ognuno, gli armamenti… e come è possibile schierare un fronte di migliaia di soldati in ordine di battaglia: da quando viene data la sveglia a quando si armano quanto passa? non è verosimile.

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