Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Eritrea. Scoperto un colossale accumulo di amigdale

santuario delle amigdale

L’ultima campagna di scavi archeologici nel bacino sedimentario di Buya, in Eritrea, condotta dal gruppo di ricerca internazionale guidato dal paleoantropologo Alfredo Coppa, dell’Università La Sapienza di Roma, si è rivelata sorprendente. I ricercatori hanno scoperto un “santuario delle amigdale” con resti umani e dell’industria litica, databili a circa un milione di anni fa e sono certi dell’identificazione perché l’area è senza dubbio uno dei luoghi a più elevata concentrazione di manufatti litici di tipo acheuleano di quel periodo.

Gli archeologi si sono trovati di fronte a una spianata di reperti di basalto, selce, scisti e quarzite, ammucchiatisi nei secoli a causa di fenomeni di erosione differenziata e si tratta verosimilmente di depositi del fondo di un canale che, su un’area di quattrocento metri quadrati, vede accumulate centinaia di amigdale che attestano una frequentazione umane prolungata nel tempo.

Il periodo attorno a un milione di anni fa è cruciale per comprendere la storia dell’evoluzione umana, ma fino ad ora sono limitate le testimonianze risalenti a quest’epoca rinvenute in Africa e si attestano principalmente nell’area di Dancalia, all’imbocco della Rift Valley. L’ultima campagna di scavi sul sito di Mulhuli-Amo ha restituito anche diversi frammenti, quasi certamente riconducibili a un solo cranio che rappresenta il terzo individuo scoperto solamente nel corso dell’ultimo anno e a poche decina di metri dal toro frontale MA 154. Risale, invece, a sedici anni fa, la scoperta del cranio di UA 31, il primo esemplare ritrovato nella zona che suscitò molto scalpore nell’ambiente scientifico internazionale.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*