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Etiopia. Forse scoperta la miniera della regina di Saba

Etiopia. Forse scoperta la miniera della regina di Saba
Hatshepsut riceve la Regina di Saba

La Sacra Bibbia, nel primo Libro dei Re, narra di un viaggio compiuto circa 3000 anni fa da una regina, dal territorio di Saba fino alla città di Gerusalemme per incontrarvi il re Salomone. Della regina non si sa nulla, neanche quale fosse il suo nome, anche se è ricordata dagli etiopi con il nome di Machedà. I due sovrani s’innamorarono e concepirono un figlio da cui in seguito discese la stirpe dei reali dell’Abissinia.

In occasione del loro primo incontro, la regina donò al re di Gerusalemme, trasportandoli sul dorso di cammelli, oro, pietre preziose e una gran quantità di spezie. In cambio Salomone, per tutto il soggiorno della regina nel suo regno, non le fece mancare nulla. In realtà si pensa che la leggendaria sovrana fosse la reggente di una delle colonie di Saba e che fosse arrivata a Gerusalemme per poter istituire con la ricca città dei rapporti commerciali e non solo perché affascinata dalla saggezza del re di cui tanto si parlava. Salomone, infatti, controllava le vie commerciali dall’Arabia del Nord fino alla Siria e all’Egitto.Anche gli evangelisti Luca e Matteo citano la regina e alcuni pensano che il Cantico dei Cantici fosse stato scritto per lei dal re di Gerusalemme.

Oggi un’archeologa inglese, Louise Schofield, sostiene di poter dire con certezza dove fosse localizzata la miniera da dove la regina estraeva oro e pietre preziose. Il luogo è stato localizzato dalla studiosa sull’altopiano di Gheralta, a Nord dell’Etiopia proprio dove da sempre si è collocato il mitico regno di Saba. Il sito sembra sia passato inosservato nonostante quelle zone si cerchi ancora oro e nonostante la presenza dei resti di un tempio dedicato al dio della Luna.

La studiosa sostiene, inoltre, di aver individuato anche la presenza di un campo di battaglia visto il gran numero di ossa umane presenti in situ. Le ricerche sono comunque ancora in uno stato iniziale e si attendono i necessari finanziamenti per ampliare lo scavo e dare forza a quella che, per ora, è solo un’ipotesi affascinante.

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