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Etruschi: apogeo della civiltà

Etruschi: apogeo della civiltà

Nella seconda metà del VII sec. a.C. gli Etruschi, resi ricchi e potenti dalla fiorente economia e dai commerci, si affermarono anche politicamente nel Mediterraneo, divenendo in breve tempo protagonisti della storia dell’epoca insieme a Greci e a Cartaginesi.

L’apogeo della civiltà Etrusca

Le città maggiormente interessate dal benessere economico furono Cerveteri, Tarquinia e Vulci, centri urbani costieri dell’Etruria meridionale che sfruttarono il mare per ampliare le rotte commerciali e intraprendere cospicui rapporti con l’oriente; queste, a cui si aggiunse Veio, forti della stabilità economica raggiunta, furono le prime città a maturare mire espansionistiche: nel Lazio fu conquistatadagli Etruschi Praeneste (l’attuale Palestrina), mentre in Campania furono assoggettate Nola e Capua, caposaldo dell’espansione etrusca verso sud che portò alla formazione della cosiddetta Etruria “campana”; secondo la tradizione poi gli Etruschi nel 616 a.C. fecero il loro ingresso anche a Roma riuscendo a far insediare qui la dinastia dei Tarquini, con i re Servio Tullio, Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo.

La spinta espansionistica si spinse contemporaneamente nel Mediterraneo, qui però gli Etruschi si trovarono di fronte i Greci, in particolare i Focei fondatori della colonia di Massalia (Marsiglia), e i Cartaginesi, presenti con scali commerciali in Sardegna, animati entrambi dagli stessi intenti e soprattutto decisi a conquistare il monopolio dei traffici. Lo scontro fu inevitabile: in questa situazione gli Etruschi decisero di allearsi con Cartagine contro il comune nemico greco. Sappiamo dallo storico greco Erodoto che intorno 540 a.C. si combatté una battaglia tra le tre potenze nelle acque della Sardegna, che sebbene le fonti ci dicano vinta dai Focei, portò grandi risultati agli Etruschi che riuscirono a danneggiare gravemente la flotta avversaria, a catturare un gran numero di prigionieri e soprattutto ad insediarsi sull’isola. Sulla scia dell’affermazione nel Mediterraneo gli Etruschi ripresero poi la loro espansione sulla terraferma verso nord, diretti nei territori della Pianura Padana formando col tempo la cosiddetta Etruria Padana che completò le loro conquiste sul suolo italico.

Questo lasso di tempo, tra la fine del VII e gli inizi del VI sec. a.C., segnò il culmine della fase espansionistica e del benessere economico che ebbero notevoli ripercussioni politiche e sociali:le città che ne furono interessate, in particolare dopo la prepotente comparsa etrusca sul Mediterraneo, subirono sempre di più l’influsso della cultura e dell’arte greca; l’accrescere degli scambi portò poi ad emergere un nuovo ceto sociale, che fondava la sua ricchezza sul commercio mercantile e che andò a soppiantare il potere delle vecchie aristocrazie nella guida politica delle città.

La netta affermazione etrusca nella penisola ben presto provocò la rivolta delle popolazioni latine che vedevano compromesso il loro ruolo politico; questa insurrezione antietrusca ebbe subito l’appoggio dei Greci, in particolare di Cuma, e fu insostenibile per gli Etruschi, tanto per la potenza degli avversari che per la presenza di contrasti nelle stesse città etrusche per la supremazia politica. La pressione dei Latini fu tale che gli Etruschi dovettero rinunciare alle conquiste nel Lazio e ad avere un collegamento diretto con i centri campani. Persa anche l’egemonia indiscussa sul Mediterraneo in seguito agli accordi coi Cartaginesi, svanito il dominio su Roma dopo la cacciata dell’ultimo re Tarquinio il Superbo, iniziò per gli Etruschi un inesorabile declino.

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