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Etruschi: la fine della civiltà

Etruschi, fine della civiltà

Conclusosi nel III sec. a.C. l’estenuante conflitto con Roma, le città etrusche sconfitte continuarono ad esistere sebbene completamente legate all’Urbe da pesanti vincoli che ne compromisero la libertà politica: nacque la cosiddetta Etruria federata. In base a questo nuovo ordinamento politico stabilito dai vincitori le città etrusche, unite a Roma da patti di alleanza (foedera), dovevano rinunciare ad intraprendere iniziative politiche senza l’autorizzazione dei Romani, erano obbligati a riconoscere come alleati o nemici gli stessi che lo erano per Roma, in caso di guerra dovevano fornire aiuti militari, erano tenuti a mantenere le istituzioni vigenti nelle proprie città per evitare scompigli politici interni e infine si impegnavano a coinvolgere Roma nelle proprie attività produttive e commerciali in modo che anche la città ne beneficiasse.

La condizione di federate limitò quindi pesantemente ogni possibilità di rinascita e di sviluppo per le città etrusche, non pregiudicando però gli antichi costumi e la propria cultura: gli Etruschi erano infatti liberi di praticare la loro religione, di parlare la propria lingua e di mantenere nelle singole città le leggi in uso prima della conquista romana. Da questo momento in poi quindi la storia etrusca si fonde con quella romana, le guerre in cui Roma fu impegnata negli anni a seguire videro coinvolti gli stessi Etruschi in qualità di fedeli alleati; lo storico Tito Livio ad esempio ci informa dell’ingente aiuto fornito dalle città etrusche a Roma durante gli scontri con Annibale; ma notevole fu il contributo etrusco anche nelle guerre di conquista che i Romani condussero nel mar Mediterraneo.

Le antiche città etrusche, sempre più legate a Roma, furono definitivamente inglobate nel nascente dominio romano in seguito alle vicende della guerra sociale scoppiata nel 90 a.C.: per sedare la movimentata situazione politica nella penisola il Senato romano infatti promulgò una legge, la lex iulia de civitate danda, con la quale veniva concessa la cittadinanza romana agli alleati dei romani rimasti fedeli durante le agitazioni popolari: le città erano ormai definitivamente romane; l’ultimo ricordo dello splendore del popolo etrusco fu nel nome Etruria, conferito dall’imperatore Augusto alla Regione VII, nata dalle ceneri dell’antico omonimo territorio.

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