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Etruschi: il tempio

Per gli Etruschi il tempio era un luogo sacro destinato alla celebrazione dei culti, alle preghiere e alle offerte agli dei.

La devozione verso le divinità, che nella cultura etrusca si credeva decidessero le sorti di ogni uomo e l’esito di ogni evento, si espletava in lunghi rituali che spesso terminavano in un sacrificio animale celebrato sull’altare contenuto o annesso al tempio, vero fulcro della pratica cultuale; i riti sacri venivano espletati dai sacerdoti, considerati mediatori tra la sfera umana e quella divina.

Per quanto riguarda l’architettura templare etrusca, l’uso di materiali deperibili ha quasi sempre compromesso la conoscenza delle strutture originarie, tuttavia preziose informazioni ci giungono dai testi di Vitruvio, scrittore latino del I sec. a.C. autore di un celebre trattato sull’architettura. Egli chiama il tempio diffuso in ambiente etrusco – italico tempio tuscanico specificandone con esattezza le dimensioni da rispettare al moneto dell’edificazione:

Locus, in quo aedis constituetur, cum habuerit in longitudine sex partes, una dempta reliquum quod erit, latitudini detur.

“L’area su cui deve costruirsi il tempio abbia in lunghezza sei parti e, toltane una, il resto attribuiscasi alla larghezza”

(Vitruvio, Architettura, 4, 7, 1).

Da queste parole deduciamo che i templi etruschi dovevano avere una pianta pressoché quadrata; in essi lo spazio era suddiviso tra un pronao anteriore colonnato e una parte interna in genere ripartita in tre celle qualora il tempio ospitasse i simulacri di diverse divinità, o una sola cella fiancheggiata da due alae o ambulacri aperti se era consacrato ad un solo dio; i santuari poggiavano su un basamento quadrangolare e vi si accedeva attraverso una scalinata frontale. Le colonne che decoravano i templi, di tipo tuscanico secondo la definizione vitruviana, avevano un capitello molto simile al dorico, erano rastremate ma non scanalate e poggiavano su una base. Questa tipologia architettonica fu la più diffusa su suolo italico per un ampio arco di tempo, anche se non mancarono esempi più simili al tempio greco con pianta rettangolare allungata e colonne in facciata o addirittura con colonnato continuo su tutti i quattro lati.

Etruschi: il tempio

Ad eccezione delle fondazioni e dei basamenti realizzati in pietra, i templi etruschi dovevano essere costruiti con materiali leggeri, con impiego di legno per le ossature portanti e per la travatura. Ciò ebbe come conseguenza il loro sviluppo relativamente limitato in altezza e un tetto ampio con notevole sporgenza laterale delle gronde. Il sistema di travi che sorreggeva il tempio era completamente rivestito da terrecotte architettoniche con il duplice scopo di decorare e nascondere elementi strutturali altrimenti in vista.

La disposizione delle travi di varia grandezza è anora una volta menzionata con chiarezza da Vitruvio:

Supra columnas trabes compactiles imponantur […] supraquae is tympanum conlocetur. Supraquae eum fastigium, columen, cantherii, templa ita sunt con locanda.

“Sopra le colonne si impongano travi di collegamento […] e sopra si collochi un frontone, sul quale siano collocati il columen, le capriate, i travetti”

(Vitruvio, Architettura, 4,7,2)

In molti templi etruschi al momento dello scavo sono stati portati alla luce pregevoli frammenti della decorazione fittile che hanno permesso di conoscere l’aspetto originario dei santuari.

Il sistema decorativo del tempio etrusco comprendeva antefisse, cioè elementi ornamentali a copertura delle testate delle travi, una terracotta posta alla sommità o alle estremità del tetto detta acroterio e una serie di lastre di rivestimento lungo il perimetro sia frontali che laterali.

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