Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Etruschi: le origini

Etruschi: le origini

Tra il IX e l’VIII sec. a.C. si formarono nella penisola italiana varie e diversificate culture, ciascuna delle quali sorta e maturata in un determinato territorio e con caratteristiche proprie, col tempo sempre più radicate. In questo panorama si colloca la nascita del popolo etrusco, la cui prima espressione culturale è nota come villanoviana.

La cultura Villanoviana

Il termine “villanoviano” si diffonde tra gli studiosi intorno alla metà dell’Ottocento in seguito alla scoperta di un consistente numero di tombe a pozzo, accomunate dalla forma, dal rito funerario e dal corredo, nella località di Villanova, nei pressi di Bologna. Poiché in seguito la stessa tipologia di sepolture fu portata alla luce su tutto il territorio etrusco, si capì che tale manifestazione culturale non era affatto locale ed il termine passò quindi ad indicare una vera e propria cultura ampiamente diffusa sul suolo italico ed omogenea nelle caratteristiche.

La diffusione della cultura villanoviana interessò la regione nota come Etruria, naturalmente delimitata dal mare Tirreno e dai fiumi Arno e Tevere, che occupava approssimativamente l’attuale Toscana, l’alto Lazio e parte dell’Umbria. In questo fervente periodo di formazione sorsero i primi villaggi protourbani costituiti da nuclei di capanne e realizzati per lo più in luoghi leggermente elevati, quindi difesi naturalmente e spesso in prossimità di corsi d’acqua, usati come vie di comunicazione naturale. Le capanne avevano forma quadrangolare o ellissoidale, costruite con pali di legno che sorreggevano pareti d’argilla o di graticci di canne e tetti a doppio spiovente: l’uso di materiale da costruzione deperibili ha provocato la perdita degli alzati; in tutti i siti di rinvenimento, infatti, gli scavi hanno portato alla luce soltanto le fondamenta e gli alloggiamenti per i pali. Se scarse sono le notizie relative agli abitati, si è invece molto più informati sulle necropoli che sorgevano intorno ad essi: i ritrovamenti attestano sia la pratica del rito funerario dell’incinerazione che quello dell’inumazione, introdotto però soltanto a partire dall’VIII secolo; esistevano tombe a pozzo contenenti il cinerario, o a fossa per la deposizione del corpo del defunto, entrambe scavate nel terreno o nella roccia.

Nel caso della cremazione, le ceneri venivano raccolte in urne di terracotta di forma biconica, chiuse da una ciotola rovesciata o da un elmo nel caso di sepolture maschili; tale urna veniva poi deposta nel pozzo sigillato a sua volta da una lastra in pietra. All’interno delle tombe era poi contenuto il corredo, indispensabile per comprendere il sesso del defunto ed il suo rango sociale essendo costituito da oggetti di uso e ornamento personale: le deposizioni femminili erano accompagnate da vasellame, gioielli, fusi e rocchetti, le sepolture maschili erano invece contraddistinte da armi di varia foggia; l’eccezionalità e lo sfarzo di alcuni corredi, ne rendono poi certa l’attribuzione a uomini appartenenti ad un rango sociale elevato tale da garantire sfoggio di ricchezza anche dopo la morte. Tali differenze rivelano i primordi di una differenziazione sociale che si accentuerà notevolmente nei periodi successivi.

Uno degli eventi più importanti dell’epoca villanoviana fu l’apertura del popolo etrusco verso il mondo orientale, verso la fine dell’VIII sec, favorito dalla posizione strategica di molte città costiere; gli Etruschi si rivelarono ben presto abili marinai. I contatti con nuove civiltà in particolare con i Greci, permisero all’Etruria non solo un’apertura commerciale, ma soprattutto culturale, con notevoli acquisizioni nel campo della produzione ceramica e della metallurgia, sia nella tecniche che nel gusto estetico. La conseguenza principale di questi intensi rapporti con l’oriente fu la diffusione in Etruria di una nuova cultura, detta appunto “orientalizzante” che col tempo andò a soppiantare la prolifica cultura villanoviana. Aumentarono nettamente le importazioni di oggetti, specialmente lussuosi, cambiò il gusto del popolo etrusco, sempre più raffinato e attento, mentre gli artisti replicavano con cura i modelli greci. Questo fervore culturale si accompagnò poi ad una consistente ascesa economica, soprattutto dei centri dell’Etruria meridionale, all’aumento della popolazione e alla progressiva trasformazione dei villaggi in vere e proprie città. Il popolo etrusco si avviava e vivere il suo apogeo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*