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Falerii Veteres: storia

Falerii Veteres: storia
Carta archeologica di Falerii Veteres realizzata da Adolfo Cozza

Un’aurea mitica avvolge le origini di Falerii Veteres; narra infatti il poeta Ovidio che la città sarebbe stata fondata da Halesus, figlio di Agamennone, fuggito da Argo dopo la morte del padre (Ovidio, Amores, III, 13, 31). Il fascino della presunta origine greca ha accentuato l’idea di una marcata differenziazione culturale rispetto alla popolazioni limitrofe; ma è evidente come tale fonte debba essere considerata un suggestivo contributo letterario, e che le vere origini della città vadano cercate nelle evidenze archeologiche conservate. Le prime tracce di frequentazione risalgono all’età preistorica a partire dal Neolitico, come dedotto dal ritrovamento di manufatti in pietra e ceramiche nelle cosiddette “cavernette falische”, piccole cavità ricavate dalle pareti tufacee che circondano la città.

Testimonianze più concrete di una vera e propria occupazione si hanno dall’Età del Bronzo, in particolare sull’altura di Vignale, protetta naturalmente da pareti tufacee, tanto da diventare poi acropoli. E’ soltanto però dalla fine dell’VIII sec. che la città comincia ad emergere tra i centri dell’agro falisco fino ad appropriarsi, dall’ età tardo arcaica, del ruolo di città egemone caratterizzata da una notevole vivacità culturale: uso della scrittura, produzioni artistiche di pregio, forme architettoniche monumentali, sono i segni tangibili dell’affermazione artistica di Falerii Veteres; la trasformazione avvenuta nel V sec. grazie all’adozione di un impianto urbanistico regolare e alla costruzione di una cinta muraria, la ricchezza delle necropoli e dei santuari, testimoniano infine una città pienamente cosciente del primato politico e culturale raggiunto.

Il V sec. però segnò anche l’inizio di un estenuante conflitto con Roma che portò inevitabilmente il centro falisco verso la distruzione: Falerii Veteres entrò in un vortice di mutevoli alleanze, prima con Veio e Capena, poi con Tarquinia, che per nulla riuscirono ad intaccare le mire espansionistiche romane: nel 241 a.C. ormai impotente venne sconfitta e rasa al suolo; gli abitanti superstiti furono deportati in una nuova città fondata in un luogo pianeggiante, Falerii Novi, lontano dalle vie di comunicazione più importanti e priva di difese naturali: creata ex novo, cinta di imponenti mura e con assetto urbanistico ortogonale, monumentale nell’aspetto, ma completamente nell’orbita di Roma, priva dell’autonomia culturale dell’antica Faleri Veteres.

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