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Federico II: opere

Federico II: opere

L’operato di Federico II

Sotto Federico II, vennero confiscate fortezze abusive, i feudi vennero ricondotti sotto il controllo del sovrano cui dovevano essere soggetti anche i matrimoni dei vassalli. Inoltre vennero rivendicati i diritti su dogane, mercati e porti. Federico II si occupò di una maggior “sorveglianza” delle strade per garantire dei commerci più sicuri. Inoltre si preoccupò di favorire le imprese artigiane, commerciali e di proteggere l’agricoltura. Importantissima è la fondazione della prima università statale a Napoli, che poi prese il suo nome.

Ai sudditi era però impedito di recarsi a università come quella di Bologna o in altro luogo. Palermo divenne il più centro culturale italiano e venne data nuova linfa alla Scuola Medica di Salerno. Tra le tante costruzioni, fece edificare il famoso Castel del Monte ad Andria. Tale fortezza venne denominata, dallo stesso Imperatore, “Diadema Apuliae”. Il castello, che si trova sulla collina da dove domina il paesaggio, presenta otto torri ottagonali, così come ottagonale è il suo corpo principale. Le sedici sale, distribuite otto per ogni piano, hanno forma trapezoidale.

Castel del Monte
Castel del Monte ad Andria

Alcune di queste torri presentano delle cisterne per la raccolta delle acque piovane, convogliate verso la cisterna al di sotto del cortile centrale, mentre in altre torri ancora sono collocati i bagni, con latrina e lavabo. Numerose sono le ipotesi che sono state fatte sull’utilizzo di questo castello, ma lo si ritiene comunemente un ritrovo di caccia (Federico era un abile falconiere). Un tempo erano presenti anche alcune sculture, delle quali rimangono solamente una lastra con il corteo dei cavalieri ed un frammento di figura antropomorfa.

Era la Puglia la sua terra amatissima che disseminò di castelli, facendone erigere di nuovi o “restaurando” i precedenti normanni. Egli si definiva “Puer Apuliae”, figlio della Puglia.

Foggia venne nominata capitale del suo regno, dove costruì la sua splendida reggia, l’unica residenza non fortificata, di cui oggi rimane solo il portale scolpito in pietra. Il palazzo venne infatti distrutto da una serie di terremoti durante il Rinascimento e il Settecento, ma soprattutto dai bombardamenti del 1943.

Ad Altamura anche sorgeva un castello, con un’alta cinta muraria, di cui rimane solamente la cosiddetta Porticella, poiché il complesso venne abbattuto nel secolo scorso.

Bari presenta il suo castello Svevo, di forma trapezoidale, sul lungomare. Era originariamente bizantina, passò poi sotto i Normanni e infine diventò di proprietà di Federico II.

A Trani il castello venne costruito interamente dalle fondamenta tra il 1223 e il 1249. Subì ampliamenti successivi con gli Angioini e i Francesi, infine adibito a carcere. Ultimamente è stato restaurato.

Lucera è invece una città particolare perché qui Federico II vi trasferì i ribelli musulmani della Sicilia che poi entrarono a far parte dei pretoriani della corte Sveva. Il centro venne trasformato in una città araba, con minareti e moschee. Il tutto venne raso al suolo da Carlo D’Angiò che lo considerò un oltraggio alla religione cristiana. Il castello era invece su tre piani, di cui restano solo la cinta muraria e il primo piano. Le torri sono state aggiunte angioine.

Nel campo economico, la lotta all’usura è sicuramente un punto fondamentale, iniziando da Napoli e Bari. Federico non voleva che gli ebrei fossero vittime, ma non doveva accadere nemmeno il contrario. Le attività ebraiche vennero poste sotto controllo pubblico, promettendo protezione e garanzia dei diritti. Tutto ciò venne sancito dalla Costituzione di Melfi.

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