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	<title>Archart, foto e immagini di archeologia e arte</title>
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		<title>Pompei, Casa dei Ceii: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa dei Ceii a Pompei Una tettoia riparava dalla pioggia e dai raggi del sole l’ingresso dell’abitazione con i capitelli a dado risalenti all’età sannitica. Dei battenti della porta è oggi possibile vedere il calco con gli elementi di ferro inglobati in esso. Una seconda porta, a tre battenti, introduce dal vestibolo all’atrio tetrastilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-392" title="Pompei, casa dei Ceii" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/ceii09-600x400.jpg" alt="Foto della casa dei Ceii a Pompei" width="600" height="400" /></p>
<p>Foto della casa dei Ceii a Pompei</p>
<p>Una tettoia riparava dalla pioggia e dai raggi del sole l’ingresso dell’abitazione con i capitelli a dado risalenti all’età sannitica. Dei battenti della porta è oggi possibile vedere il calco con gli elementi di ferro inglobati in esso. Una seconda porta, a tre battenti, introduce dal vestibolo all’atrio tetrastilo dove, sulla destra, si trova il calco di un armadio ligneo che conteneva un guscio di conchiglia e un rasoio dal manico di avorio.</p>
<p>Al centro dell’impluvio una vasca di marmo fungeva da fontana. L’impluvio di questa domus fu realizzato utilizzando frammenti di anfore secondo una tecnica molto rara a Pompei, ma ampiamente attestata a Delo nel II sec. a. C.</p>
<p>Alla sinistra del vestibolo si trova la cucina con annessa latrina e dove una scala permetteva di raggiungere un piano superiore destinato alla schiavitù e non comunicante con l’interno. Nel cubicolo nei pressi dell’atrio, sulla parete, è affrescata la scena di una poetessa che istruisce una suonatrice di cetra. Al tablino mancava il soffitto perché si stava aggiungendo un piano superiore che si sarebbe raggiunto attraverso una scala nell’atrio e quindi mancava ancora la decorazione al momento dell’eruzione.</p>
<p>Di fronte al tablino si trova un triclinio affrescato in III stile con il dio Dioniso che offre vino a una tigre e a una baccante realizzati tutti utilizzando la zona mediana della parete. Questa stanza fu depredata dopo l’eruzione di un altro affresco situato sulla parete nord.</p>
<p>Un secondo cubicolo é affrescato in III stile con satiri e menadi che fanno capolino da tendaggi. Un altro cubicolo era stato adibito a dispensa.</p>
<p>Il piccolo viridario presenta un canale alimentato da una ninfa che fungeva da fontana cui faceva <em>pendant</em>, sul lato opposto, una sfinge con una vasca che serviva a ricevere l’acqua. Alle pareti grandi paesaggi nilotici caratterizzati dalla presenza di pigmei ed edifici sacri. La parete centrale è affrescata da una grande scena di caccia tra belve dai vividi colori.</p>
<p>L’abitazione è attribuita ai Ceii se si vogliono tenere in considerazione due manifesti elettorali presenti sulla facciata dove si raccomandano due candidati all’edilità.</p>
<h3>Galleria fotografica della Casa dei Ceii</h3>
<p>La galleria fotografica presenta immagini relative in particolare agli affreschi della domus. Si può vedere, tra gli altri, la pittura di giardino con animali presente in due immagini. Inoltre è possibile prendere visione anche dell’atrio tetrastilo con l’impluvio realizzato con pezzi di anfore.</p>
<h4>Link alle immagini della Casa dei Ceii</h4>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Ceii/index.html"><span style="color: #0000ff;">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Ceii/index.html</span></a></span></p>
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		<title>Pompei, Terme Stabiane: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto delle Terme Stabiane di Pompei L’edificio termale prende il nome dalla vicina Via Stabiana e fu scavato tra il 1853 e il 1858, rivelando subito l’assenza dei pregiati rivestimenti marmorei, forse asportati nei giorni seguenti all’eruzione dai sopravvissuti o dai Curatores Restituendae Campaniae nominati dall’imperatore Tito. Queste terme sono le più antiche di tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-389" title="Pompei, terme Stabiane" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/termes01-600x400.jpg" alt="Foto delle Terme Stabiane di Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2>Foto delle Terme Stabiane di Pompei</h2>
<p>L’edificio termale prende il nome dalla vicina <strong>Via Stabiana</strong> e fu scavato tra il 1853 e il 1858, rivelando subito l’assenza dei pregiati rivestimenti marmorei, forse asportati nei giorni seguenti all’eruzione dai sopravvissuti o dai Curatores Restituendae Campaniae nominati dall’imperatore Tito.</p>
<p>Queste terme sono le più antiche di tutta Pompei: il nucleo più antico risale, infatti, alla piena età sannitica, IV sec. a. C., ed era in origine costituito dalla palestra nel cortile, da celle con bagni singoli e da un pozzo quadrangolare, anch’esso il più antico della città. Da questo pozzo, molto profondo, l’acqua era prelevata attraverso una ruota idraulica azionata a mano da uno schiavo. L’acqua era raccolta poi in un serbatoio per essere poi incanalata nelle vasche e nelle caldaie della struttura termale che andò poi a definirsi.</p>
<p>La struttura termale, come si presenta oggi, è frutto di un totale rifacimento avvenuto nel II sec. a. C., quando i duumviri C. Uulius e P. Aninius ricostruiscono la palestra, il triportico e realizzano ex novo un <em>laconicum </em>e un <em>destrictarium</em>. Non si sa come dovevano apparire dopo il restauro le colonne doriche in tufo del triportico perché dopo il 62 d. C. ,furono pesantemente stuccate e talmente appesantite da apparire tozze.</p>
<p>C’è da dire che quasi tutti gli edifici pubblici della città subiscono in questo periodo importanti restauri e l’80 a. C. si può prendere come anno in cui stabilire per le <strong>Terme Stabiane</strong> un assetto pressoché definitivo. Le terme hanno una forma trapezoidale per la presenza di una casa vicina di cui restano tracce di un muro divisorio nella zona della piscina.</p>
<p>Sul lato ovest della palestra vi è una piscina molto capiente e separata dalla palestra attraverso un piccolo muro. La <em>natatio </em>è affiancata da due ambienti, dove prima di nuotare gli atleti, presumibilmente, si spogliavano e si lavavano con acqua raccolta in bacini.</p>
<p>Entrambi i vani sono decorati con stucchi eseguiti dopo il terremoto del 62 d. C., quando comincia l’ultima fase edilizia di Pompei, in particolare sopra la volta d’ingresso ai due ambienti si vede Giove assiso in trono con lo scettro e un’aquila su un pilastrino.</p>
<p>L’impianto termale vero e proprio era diviso nel settore maschile e in quello femminile, non comunicanti attraverso nessun ambiente e separati da un <em>praefurnium</em> formato da tre caldaie. Il settore maschile occupa tutto il lato sud delle terme e vi si accedeva attraverso una porta sul lato sud-est del portico. Dopo l’ingresso vi era un vano coperto da volta a botte, alla destra del quale si aprivano delle piccole stanze che in origine dovevano avere un’uscita, poi murata, su Via dell’Abbondanza.</p>
<p>I clienti potevano spogliarsi nell’<em>apodyterium</em> e lasciare gli abiti in apposite nicchie situate alle pareti. La volta a botte era finemente stuccata. Il <em>frigidarium </em>si presenta invece con forma circolare e una volta a cupola dipinta di blu per richiamare un cielo stellato. Le pareti erano affrescate con scene di giardini. Al centro del vano una vasca dove l’acqua cadeva da una fontana collocata in una nicchia sulla parete. Si pensa che in età sillana fosse un <em>laconicum </em>per i bagni d’aria calda prodotta dalla presenza di bracieri.</p>
<p>Sia l’a<em>podyterium </em>sia il <em>frigidarium </em>non erano ancora in funzione al momento dell’eruzione, forse a causa dello sciame sismico precedente il 24 agosto del 79 d. C. Anche il <em>tepidarium </em>non è in condizioni migliori.  Nonostante questo bisogna dire che la sezione femminile al momento dell’eruzione era comunque agibile. Il <em>calidarium </em>presenta una vasca per il bagno caldo e tutto l’ambiente era illuminato da un foro situato in un’abside.</p>
<p>Sul lato nord si trova il settore femminile che manca però del <em>frigidarium </em>cui si rimediò collocando una vasca per i bagni freddi. Un corridoio potrebbe essere il <em>destrictarium </em>sillano di questo settore. Il primo ambiente che però s’incontrava era l’a<em>podyterium</em> cui in origine si accedeva solo attraverso due stretti corridoi che collegavano le terme con Via del Lupanare e Via Stabiana. L’apodyterium è sicuramente l’ambiente meglio conservato di tutto il settore femminile con un’elegante e semplice decorazione parietale.</p>
<p>Il <em>calidarium </em>presenta un <em>labrum</em>, un bacino di marmo,<em> </em>in ottimo stato di conservazione. Qui l’aria calda arrivava attraverso un piccolo spazio su cui vi è un semicilindro di bronzo il cui piano base è più basso, anche se di poco, di quello del bacino.</p>
<p>Le terme avevano anche un sovraintendente che occupava un ambiente a nord-est dell’area della palestra sulla quale si affacciava attraverso una finestra. Per difendersi dal freddo il sovraintendente usava un braciere donato da Marcus Nigidius Vaccula discendente da una ricca famiglia che possedeva un’industria del bronzo nella città di Capua.</p>
<p>Un perfetto impianto di spurgo serviva poi alla latrina situata nei pressi dei primi piccoli bagni. Sotto la piscina è ancora possibile vedere un vano scavato nel tufo che in molti ritengono essere una tomba arcaica. Qui vi passava anche una strada che metteva in comunicazione con il Foro e Via Marina.</p>
<p>A nord di questa strada si costruirono delle abitazioni in una zona extra pomeriale così come testimoniato dalla presenza della tomba. La strada poi scomparve nel IV sec. a. C. quando furono costruiti i primi spazi della finestra e la tomba fu trasformata in un deposito il cui pavimento fu rifatto nel III sec. a. C. Tutto ciò testimonierebbe un primo sviluppo urbanistico di Pompei intorno alla sola area del Foro.</p>
<p>All’uscita dalle terme, all’incrocio tra Via Stabiana e Via dell’Abbondanza, era situato un arco quadrifronte in laterizio con base un pilastro a sorreggere la statua loricata di Marcus Holconius Rufus, ora conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Marcus Holconius Rufus fu sicuramente il personaggio più importante della storia di Pompei. Vissuto in età augustea, fu, infatti, duumviro, quinquennale, <em>patronus coloniae, tribunus militum a populo </em>e <em>sacerdos Augusti.</em></p>
<h3>Galleria fotografica delle Terme Stabiane</h3>
<p>Nella galleria fotografica è possibile vedere immagini che si riferiscono al porticato che cingeva la zona all’aperto che aveva funzione di palestra e che probabilmente fu il primo nucleo dell’impianto termale, pensato proprio le attività ginnasiali. Altre immagini riguardano le decorazioni a stucco presenti negli ambienti termali e un pavimento con i tubi di terracotta a vista per permettere il passaggio dell’aria calda.</p>
<h4>Link alle immagini delle Terme Stabiane</h4>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Terme%20Stabiane/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Terme%20Stabiane/index.html</a></span></span></p>
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		<title>Pompei, Casa del Poeta Tragico: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa del Poeta Tragico a Pompei La domus del Poeta Tragico non è di grandi dimensioni rispettando, forse, la volontà del proprietario, esponente del ceto medio pompeiano, di creare degli spazi interni più raccolti secondo le concezioni architettoniche dell’età imperiale che vanno a contrapporsi a quelle fastose dell’età ellenistica. L’ingresso dell’abitazione si apre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-386" title="Pompei, casa del Poeta Tragico" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/poetatragico04@-600x399.jpg" alt="Foto della casa del Poeta Tragico a Pompei" width="600" height="399" /></p>
<h2>Foto della casa del Poeta Tragico a Pompei</h2>
<p>La <strong>domus del Poeta Tragico</strong> non è di grandi dimensioni rispettando, forse, la volontà del proprietario, esponente del ceto medio pompeiano, di creare degli spazi interni più raccolti secondo le concezioni architettoniche dell’età imperiale che vanno a contrapporsi a quelle fastose dell’età ellenistica.</p>
<p>L’ingresso dell’abitazione si apre tra due <em>tabernae </em>comunicanti con il vestibolo e per questo di proprietà del padrone di casa. Proprio il vestibolo è ornato da un mosaico di un cane alla catena con il celebre avvertimento <em>Cave Canem</em>. Oggi, per proteggere il prezioso mosaico, si entra dall’ingresso secondario da dove un corridoio conduce direttamente in un ambiente dove è presente un larario a tempietto.</p>
<p>La zona dell’atrio presenta al centro la vasca di marmo dell’impluvio. Il tablino, invece, aveva una delle pareti affrescata con una scena tratta dal mito di Admeto e Alcesti, ora conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli insieme a tutta la decorazione pittorica dell’atrio e al dipinto del Sacrificio di Ifigenia che, insieme con altri affreschi del ciclo iliaco, è stato staccato per essere protetto e conservato. Nel tablino fu ritrovato anche il mosaico pavimentale che oggi attribuisce il nome alla casa: si tratta della rappresentazione teatrale di un coro satiresco.</p>
<p>Sul portico colonnato si apre un <em>oecus, </em>dove è ancora possibile vedere gli affreschi di Arianna abbandonata a Nasso da Teseo e quello della dea Venere che osserva un nido di Amorini. Sul lato opposto del portico due cubicoli sono affrescati anch’essi con scene di carattere mitologico.</p>
<p>La casa, da poco scavata, fu presa da modello per quella di Glaukos, il celebre personaggio del libro di E. Bulwer-Lytton, “Gli ultimi giorni di Pompei”.</p>
<h3>Galleria fotografica della Casa del Poeta Tragico</h3>
<p>Nella galleria fotografica è possibile prendere visione di quattro immagini riguardanti l’atrio tuscanico dell’abitazione.</p>
<h4>Link alle immagini della Casa del Poeta Tragico</h4>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Poeta%20Tragico/index.html"><span style="color: #0000ff;">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Poeta%20Tragico/index.html</span></a></span></p>
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		<title>Pompei, Casa dei Casti Amanti: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa dei Casti Amanti a Pompei La facciata della domus dei  Casti Amanti fu individuata da Vittorio Spinazzola durante gli scavi compiuti tra il 1920 e il 1923. La casa si trova nella zona sud-est dell’insula 12, Regio IX. Oggi la domus è diventata un vero e proprio laboratorio di ricerca. Dal 1987, infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-383" title="Pompei, casa dei Casti Amanti" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/casti02-600x400.jpg" alt="Foto della casa dei Casti Amanti a Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2>Foto della casa dei Casti Amanti a Pompei</h2>
<p>La facciata della domus dei  <strong>Casti Amanti</strong> fu individuata da Vittorio Spinazzola durante gli scavi compiuti tra il 1920 e il 1923. La casa si trova nella zona sud-est dell’insula 12, Regio IX. Oggi la domus è diventata un vero e proprio laboratorio di ricerca. Dal 1987, infatti, scavi regolari nell’intera insula continuano a offrire una conoscenza più ampia del sito pompeiano e di tutti gli aspetti che prima le indagini archeologiche tendevano a tralasciare. Si è cercato inoltre di lasciare sul posto tutto quanto ritrovato durante gli scavi per meglio comprendere gli effetti disastrosi dell’eruzione vesuviana.</p>
<p>La zona aperta sulla trafficata Via dell’Abbondanza era occupata da un panificio dove, su banconi di legno, si preparava il pane che si metteva poi a cuocere in un forno molto simile a quelli che si trovano nelle moderne pizzerie. Al piano superiore vi erano vari ambienti collegati tra loro attraverso un piccolo balcone. In un piccolo cortile coperto si sono rinvenute quattro macine, di cui però, al momento dell’eruzione, una sola era in funzione. In due stalle si sono ritrovati gli scheletri ben conservati di sette equini che erano alimentati con il foraggio conservato in un deposito del piano superiore.</p>
<p>Da questa zona si accedeva alla parte residenziale, dove si trovavano un triclinio e vari ambienti. Il triclinio si presentava decorato con quadretti simposiaci, ora conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che richiamano la decorazione pittorica di un’altra casa pompeiana quella del Triclinio. Nella <strong>Casa dei Casti Amanti</strong> ognuno in ognuno dei quadretti è presente un tavolo a tre piedi su cui sono esposti servizi potori.</p>
<p>In uno dei quadri vi è la scena di due giovani intenti a scambiarsi un casto bacio e a cui si deve il nome dato all’abitazione. In un altro ancora due uomini si sono evidentemente sfidati a una gara a chi beve di più. L’intero apparato decorativo può definirsi chiaro esempio della pittura popolare molto presente a Pompei. Del quartiere residenziale faceva parte anche un cubicolo, dove all’atto dello scavo, furono ritrovati una piccola brocca di bronzo con maschera dionisiaca a rilievo e uno specchio d’argento con cornice e manico di legno.</p>
<h3>Galleria fotografica della Casa dei Casti Amanti</h3>
<p>Il cantiere di scavo dell’intera insula 12, e in particolare della <strong>Casa dei Casti Amanti</strong>, è raccontato nella galleria fotografica attraverso una serie di immagini che mostrano la zona d’indagine vista prima dall’esterno, quindi da Via dell’Abbondanza, e poi dall’interno  con gli scheletri equini lasciati volutamente in situ e, tra le altre, l’immagine del forno del panificio. Spazio è dato anche agli affreschi che decoravano la domus: tra di essi vi è il bacio dei casti amanti.</p>
<h4>Link alle immagini della Casa dei Casti Amanti</h4>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Casti%20Amanti/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Casti%20Amanti/index.html</a></span></span></p>
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		<title>Pompei. Casa della Venere in Conchiglia: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei Questa bella abitazione appartenente alla gens Satria e che si trova nei pressi di una delle porte urbiche più frequentate della città, Porta Sarno, subì gravi danni dal grande terremoto del 62 d. C. e per questo fu completamente restaurata con pitture in IV stile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-380" title="Pompei, casa della Venere in Conchiglia, l'interno" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/venere03-600x400.jpg" alt="Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2>Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei</h2>
<p>Questa bella abitazione appartenente alla gens Satria e che si trova nei pressi di una delle porte urbiche più frequentate della città, Porta Sarno, subì gravi danni dal grande terremoto del 62 d. C. e per questo fu completamente restaurata con pitture in IV stile che ancora oggi appaiono al visitatore nei loro splendidi colori.</p>
<p>Al momento della fatale eruzione del 79 d. C., lavori di risistemazione erano ancora in corso, forse a seguito dello sciame sismico che interessò la zona poco prima che il Vesuvio interrompesse il suo riposo.</p>
<p>Dopo lo scavo la domus subì nuovi danni a causa dei bombardamenti durante l’ultimo conflitto mondiale quando si pensava che le truppe tedesche fossero nascoste nell’antica città che, per questo motivo, fu colpita da circa 150 bombe scagliate tra il 13 e il 26 settembre 1943. La zona dell’atrio con impluvio centrale fu, dunque, seriamente danneggiata e ancora oggi ne porta i segni a cui si aggiungono quelli del passare inesorabile del tempo e quelli dovuti all’incuria dell’uomo.</p>
<p>Punto centrale della casa era il giardino con portico colonnato su due lati su cui si aprivano vari ambienti. Sulla parete principale del giardino vi è il grande affresco da cui prende il nome la domus. La dea Venere è raffigurata all’interno di una conchiglia, dopo la sua nascita, secondo il mito riportato dallo scrittore Esiodo.</p>
<p>La dea dell’amore e protettrice di <strong>Pompei</strong>, sarebbe quindi nata dalla spuma del mare e, su di una conchiglia, sospinta da Zefiro sull’isola di Cipro da dove poi le Ore l’avrebbero condotta sull’Olimpo alla presenza delle altre divinità. Nell’affresco pompeiano Venere appare nuda, vestita solo di gioielli d’oro alle caviglie, ai polsi e al collo, oltre a un bellissimo diadema a cingerle il capo dai ricci capelli sistemati secondo le pettinature in voga durante l’età dei Flavi.</p>
<p>Nella mano destra un ventaglio e ad accompagnarla due Amorini. Nella parte inferiore del dipinto corre un’incannucciata con una foglia presente in ciascun rombo. La resa anatomica della dea è un po’ rigida e sicuramente non opera di un grande artista, ma da lontano l’effetto è sicuramente soddisfacente e bene si adatta all’ambiente in cui si trova.</p>
<p>Si è supposta, erroneamente, una presenza cristiana nella domus, per il ritrovamento del monogramma P su di un’anfora con iscrizioni in greco. Tale monogramma fu però usato dall’età di Costantino e nel caso pompeiano sarebbe quindi relativo alla provenienza o alla qualità del contenuto dell’anfora.</p>
<h3>Galleria fotografica della Casa della Venere in Conchiglia</h3>
<p>La galleria fotografica si concentra soprattutto sugli affreschi del giardino vista la presenza della megalografia della <strong>Venere in conchiglia</strong>. Molte immagini sono inerenti agli altri affreschi del giardino come quelli che ritraggono, su due pannelli, scene di giardino con fiori e uccelli. Interessante è la rappresentazione della statua del dio Marte, amante di Venere.</p>
<p>Nella galleria fotografica sono inoltre visibili vedute del peristilio dell’abitazione e affreschi di paesaggi architettonici e di scene tratte dal mito.</p>
<h4>Link alle immagini della Casa della Venere in Conchiglia.</h4>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Venere%20in%20Conchiglia/index.html"><span style="color: #0000ff;">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Venere%20in%20Conchiglia/index.html</span></a></span></p>
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		<title>Pompei, casa di Paquius Proculus: foto</title>
		<link>http://www.archart.it/pompei-casa-di-paquius-proculus-foto.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei In mancanza di dati sicuri che possano consentire l’individuazione del proprietario della domus, si è soliti pensare che questa sia appartenuta a P. Paquius Proculus o a C. Cuspius Pansa entrambi menzionati nei manifesti elettorali in facciata. Un dato che poteva aiutare è l’iscrizione PPP su una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-377" title="Pompei, casa di Paquio Proculo, l'interno con il grande mosaico pavimentale" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/paqpro04-600x400.jpg" alt="Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2>Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei</h2>
<p>In mancanza di dati sicuri che possano consentire l’individuazione del proprietario della domus, si è soliti pensare che questa sia appartenuta a <strong>P. Paquius Proculus</strong> o a <strong>C. Cuspius Pansa</strong> entrambi menzionati nei manifesti elettorali in facciata. Un dato che poteva aiutare è l’iscrizione <strong>PPP</strong> su una delle anfore ritrovate in casa, ma le lettere potrebbero facilmente riferirsi al produttore, al commerciante oppure al destinatario del prodotto. Si sa con certezza solo che i Cuspii erano coloni sillani.</p>
<p>Il primo impianto dell’abitazione doveva risalire all’età sannitica come testimoniato dai capitelli cubici all’ingresso che presenta anche un mosaico pavimentale raffigurante proprio un portale d’accesso custodito da armi e da un cane in catene.</p>
<p>Da qui si passa all’atrio tuscanico decorato con un mosaico a riquadri con, all&#8217;interno, figure di animali, mentre alle pareti vi era una decorazione in IV stile di cui oggi sono visibili solo due nature morte in quanto la casa dovette essere fortemente danneggiata dal terremoto del 62 d. C. e dallo sciame sismico che precedette l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Inoltre il rivestimento dell’impluvio era strappato e tessere di mosaico furono ritrovate all’atto dello scavo, conservate negli armadi dell’atrio.</p>
<p>Il mosaico dell’atrio suggerisce su un pavimento lo schema di un soffitto a cassettoni che invece di dispiegarsi intorno a un lucernario va a comporsi intorno all’impluvio delimitato da un motivo ad archi con all’interno elementi figurativi. Nei riquadri del mosaico sono presenti anche tre busti restaurati già in antico. Dall’atrio una scala di legno conduceva al piano superiore costituito da due stanze di cui una dava sull’atrio e un’altra sul peristilio da dove, forse, il padrone di casa godeva della vista dei Monti Lattari in attesa che i lavori di risistemazione del piano inferiore fossero portati a termine.</p>
<p>Una serie di ambienti si apriva sul peristilio. In uno di questi furono ritrovati i corpi di sette giovani che avevano cercato scampo dall’eruzione. Al centro del peristilio vi era un triclinio estivo che sorgeva all’ombra di un pergolato formato da quattro colonne e dove vi era anche una vasca d’acqua. In un ambiente in fondo al peristilio fu trovato il celebre mosaico dell’asino che cede sotto il peso di un Sileno ebbro e che oggi è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.</p>
<p>Il triclinio ha restituito, in un tondo di terracotta, una scena nilotica con pigmei su una piccola barca, spaventati dal fatto che uno di loro cade in acqua dove lo aspettano due coccodrilli e un ippopotamo famelico. Nel gruppo anche due pigmei che invece continuano a pescare indifferentemente a quanto gli accade intorno.</p>
<p>La casa godeva anche di un ingresso da un vicolo privato, usato probabilmente per lo scarico delle anfore.</p>
<h3>Galleria fotografica della Casa di Paquius Proculus.</h3>
<p>La galleria fotografica della Casa di Paquius Proculus offre immagini che riguardano il grande mosaico pavimentale dell’atrio e, in particolare, si possono vedere i dettagli delle figure presenti nei vari riquadri. E quindi ecco che si presentano una capra, uno dei tre busti rappresentante una donna, pesci, un guerriero a cavallo, una scena mitologica, un centauro, una figura geometrica, un leone e una fiera.</p>
<h4>Link alle immagini della Casa di Paquius Proculus</h4>
<p><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Paquius%20Proculus/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Paquius%Proculus/index.html</a></p>
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		<title>Pompei, Caserma dei Gladiatori: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della Caserma dei Gladiatori di Pompei Il quadriportico dorico alle spalle del Teatro Grande oltre a essere perfettamente conservato è anche la più antica porticus post scaenam giunta fino a noi, rispondendo al canone vitruviano che prevedeva, secondo il modello greco, un’area porticata dove gli spettatori potessero intrattenersi nei momenti di pausa. Lo spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-374" title="Pompei, caserma dei Gladiatori" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/pglad06-600x400.jpg" alt="Foto della Caserma dei Gladiatori di Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2 align="JUSTIFY">Foto della Caserma dei Gladiatori di Pompei</h2>
<p align="JUSTIFY">Il quadriportico dorico alle spalle del <strong>Teatro Grande </strong>oltre a essere perfettamente conservato è anche la più antica <em>porticus post scaenam </em>giunta fino a noi, rispondendo al canone vitruviano che prevedeva, secondo il modello greco, un’area porticata dove gli spettatori potessero intrattenersi nei momenti di pausa. Lo spazio cinto dal porticato serviva come area destinata alle attività sportive e intellettuali della <em>iuventus pompeiana</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">Sembra questa essere l’interpretazione più plausibile vista anche la vicinanza del <strong>Foro Triangolare, </strong>forse adoperato per gare equestri, e della <strong>Palestra Sannitica </strong>anche quest’area ginnasiale. Dal Foro Triangolare una scala era adoperata durante le cerimonie ufficiali e conduceva fino al lato nord del quadriportico per poi permettere di entrare sulla scena del Teatro Grande. Il quadriportico era raggiungibile anche attraverso un corridoio tra il Teatro Grande e il Teatro Piccolo, e attraverso un passaggio sempre alle spalle del Teatro Piccolo.</p>
<p align="JUSTIFY">I passaggi furono poi murati e sbarrati dopo il terremoto del 62 d. C., quando il quadriportico fu trasformato in <strong>Caserma dei Gladiatori </strong>che giungevano in città per i ludi. Per questa nuova funzione fu previsto anche un posto di guardia.</p>
<p align="JUSTIFY">La costruzione dell’intero complesso va datata tra la fine del II sec. e gli inizi del I sec. a. C. Ai muri del quadriportico sono poi addossati dei vani e l’ala nord era a due piani divisi da un pianerottolo raggiungibile attraverso tre scale. Stessa divisione anche per gli altri lati, tranne che per l’esedra, affrescata con pitture in IV stile con rappresentazioni di <strong>Marte, Venere </strong>e armi gladiatorie, e per quella che doveva essere una sala da pranzo preceduta da quattro pilastri e che introduceva alla zona della cucina e dei magazzini.</p>
<p align="JUSTIFY">L’allenatore dei gladiatori aveva un vasto appartamento al piano superiore, mentre sul quadriportico si aprivano vari ambienti tra cui una stalla dove furono trovati gli scheletri di un cavallo e del suo stalliere. Un altro vano era una prigione dove furono ritrovati quattro scheletri di uomini non legati, però, ai ceppi di ferro in genere utilizzati per tenere prigionieri gli schiavi o i gladiatori puniti per cattiva condotta.</p>
<p align="JUSTIFY">In dieci celle, poi, gli archeologi, all’atto dello scavo, rinvennero armi gladiatorie alcune delle quali sicuramente da parata viste le ricche decorazioni a carattere mitologico di elmi, spade, gambiere senza dimenticare anche la presenza di cinture di metallo e dello spallaccio di un reziario. Un altro ambiente restituì lo scheletro di un neonato all’interno di una giara. In un’altra cella, collegata con la strada, furono rinvenuti diciotto scheletri di fuggitivi che speravano di sfuggire all’eruzione raggiungendo l’esterno della città.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Galleria fotografica della Caserma dei Gladiatori</h3>
<p align="JUSTIFY">La galleria fotografica illustra, attraverso sette immagini, una panoramica del Quadriportico dei Teatri trasformato poi in caserma per le famiglie dei gladiatori che raggiungevano Pompei in occasione dei ludi.  Attraverso le fotografie è quindi possibile vedere il quadriportico dalle settantaquattro colonne doriche e l’area nel suo complesso.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Link alla galleria fotografica della Caserma dei Gladiatori</h4>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20caserma%20dei%20Gladiatori/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20caserma%20dei%20Gladiatori/index.html</a></span></span></p>
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		<title>Pompei, Casa del Centenario: foto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della Casa del Centenario di Pompei Il nome alla domus, che si apre su Via di Nola, fu dato in occasione del suo scavo avvenuto nel 1879, diciottesimo anniversario dell’eruzione vesuviana. La sua costruzione risale al I sec. a. C. e può sicuramente annoverarsi tra le più belle e importanti abitazioni pompeiane. Presenta, infatti, due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-371" title="Pompei, casa del Centenario" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/07/100nar03-600x400.jpg" alt="Foto della Casa del Centenario di Pompei" width="600" height="400" /></p>
<h2 align="JUSTIFY">Foto della Casa del Centenario di Pompei</h2>
<p align="JUSTIFY">Il nome alla domus, che si apre su <strong>Via di Nola, </strong>fu dato in occasione del suo scavo avvenuto nel 1879, diciottesimo anniversario dell’eruzione vesuviana. La sua costruzione risale al I sec. a. C. e può sicuramente annoverarsi tra le più belle e importanti abitazioni pompeiane.</p>
<p align="JUSTIFY">Presenta, infatti, due atri tuscanici di cui uno con pareti affrescate in IV stile da affreschi inerenti al mondo teatrale. Il secondo atrio presenta un larario con il famoso affresco del <strong>Vesuvio </strong>boscoso, ora conservato al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Il tablino si presenta inquadrato tra due sale, una dipinta di bianco e l’altra di nero. Il peristilio, alle spalle dei due atri, è molto vasto e dalla forma quadrangolare. Presenta due ordini di colonne sul lato Nord e un giardino cinto da aiuole e con al centro una vasca.</p>
<p align="JUSTIFY">I padroni di casa, esponenti della classe dirigente pompeiana d’età imperiale, godevano anche di un ninfeo circondato da un criptoportico. Il ninfeo è costituito da una nicchia mosaicata da dove fuoriusciva l’acqua che poi andava a finire in un bacino dopo aver attraversato una serie di gradini.</p>
<p align="JUSTIFY">Da un ingresso secondario sul vicolo si accedeva alla zona servile della casa, dove un cubicolo ben nascosto è decorato con quadretti erotici di buona qualità. La presenza di una piccola finestra di forma rettangolare lascia supporre che in antico fosse dotata di uno sportello di legno per esibire scene erotiche dipinte su tavola che poi venivano cambiate di volta in volta da uno schiavo per assecondare le volontà del padrone di casa. In casa era presente anche un <em>balneum </em>con piscina.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Galleria fotografica della Casa del Centenario</h3>
<p align="JUSTIFY">La galleria si apre con tre fotografie dell’architettura dell’antica domus. Le altre immagini sono pertinenti essenzialmente alla decorazione pittorica, soprattutto bisogna rilevare la presenza di due quadretti con soggetto erotico pertinenti a un cubicolo.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Link alle immagini della Casa del Centenario</h4>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Centenario/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Centenario/index.html</a></span></span></p>
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		<title>Pompei, Palestra Grande: foto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della Palestra Grande di Pompei Alla periferia orientale dell’antica città di Pompei, la Regio II è quasi interamente occupata dalla Palestra Grande edificata proprio accanto all’Anfiteatro. La sua costruzione si deve far risalire all’età augustea e a un periodo in cui la zona non era molto abitata per i grandi giardini delle case che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-large wp-image-363" title="Pompei, la Palestra Grande" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-palgra02-600x403.jpg" alt="Pompei, Palestra Grande: foto" width="600" height="403" /></p>
<h2 align="JUSTIFY">Foto della Palestra Grande di Pompei</h2>
<p align="JUSTIFY">Alla periferia orientale dell’antica città di <strong>Pompei</strong>, la Regio II è quasi interamente occupata dalla <strong>Palestra Grande</strong> edificata proprio accanto all’Anfiteatro. La sua costruzione si deve far risalire all’età augustea e a un periodo in cui la zona non era molto abitata per i grandi giardini delle case che si trovano all’intorno. La Palestra nacque per offrire alla <em>Iuventus Pompeiana</em> uno spazio per le attività sportive, prima svolte negli spazi esigui delle Terme Stabiane o della Palestra Sannitica nell’area del Foro Triangolare. Un altro motivo può essere ravvisato nella volontà di Augusto di raccogliere i giovani in associazioni, in modo da dare loro una formazione non solo fisica, ma anche politica, offrendo loro uno spazio destinato a diventare simbolo della propaganda imperiale.</p>
<p align="JUSTIFY">L’edificio si presenta di forma rettangolare circondato su tre lati da un porticato di colonne stuccate di bianco. Le colonne, così come le mura del porticato, hanno restituito un gran numero d’iscrizioni con riferimenti che vanno dalla vita politica all’amore sfortunato. Discusso è il famoso graffito del Quadrato Magico, leggibile in tutti i sensi. Alle spalle del porticato si aprono tre ambienti di cui quello più ampio presenta in facciata due colonne e un basamento per una statua di culto. Altro ambiente è una latrina pubblica sul lato Sud- Est. Il vano presenta le pareti rifatte dopo il terremoto del 62 d. C. utilizzando i blocchi di tufo delle mura cittadine danneggiate dal forte sisma. La latrina aveva anche un ingresso sulla strada in modo da essere utilizzata anche dai semplici passanti. Le mura perimetrali sono in opera incerta di scaglie di lava vesuviana come si può ancora oggi vedere anche per il muro a Nord crollato per il terremoto del 62 d. C. Anche il lato a meridione è crollato, ma sono ancora visibili le porte, seppure in parte. Le porte orientali presentano un vano che in caso di pioggia o di eccessiva calura svolgeva le stesse funzioni del porticato che su questo lato mancava.</p>
<p align="JUSTIFY">Al centro della Palestra vi è una piscina dalle importanti dimensioni e dal fondo degradante. L’acqua vi arrivava da un <em>castellum aquae</em> nei pressi della Casa di O. Quartio<strong>.</strong> Al momento dell’eruzione, come in tutta la zona, mancava però l’acqua. Lo spazio all’aperto era fiancheggiato su tre lati da una doppia fila di platani di cui oggi sono visibili i calchi delle radici.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Galleria fotografica della Palestra Grande di Pompei</h3>
<p align="JUSTIFY">La <strong>galleria fotografica</strong> mostra la <strong>Palestra Grande</strong> come appare oggi sia esternamente, avendo così la percezione esatta della sua vastità, sia internamente con le immagini del grande porticato.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Link alla Galleria Fotografica della Palestra Grande di Pompei</h4>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Palestra%20Grande/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompe</a><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Palestra%20Grande/index.html">i/Pompei%20-%20Palestra%20Grande/index.html</a></p>
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		<title>Pompei, Casa di Octavius Quartio: foto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Speranza Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto della casa di D. Octavius Quartio a Pompei La Casa di Octavius Quartio (o Loreio Tibutino) fu costruita in età sannitica arrivando a occupare l’intera insula 2 della Regio II. Dopo il disastroso terremoto del 62 d. C., però la proprietà fu divisa e si formò un’altra abitazione con ingresso al numero 4. La domus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-360" title="Pompei, casa di Octavio Quartio detta anche di Loreio Tiburtino" src="http://www.archart.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-loreiotiburtino107@-600x403.jpg" alt="Pompei, Casa di Octavius Quartio: foto" width="600" height="403" /></p>
<h2 align="JUSTIFY">Foto della casa di D. Octavius Quartio a Pompei</h2>
<p align="JUSTIFY">La <strong>Casa</strong> <strong>di</strong> <strong>Octavius</strong> <strong>Quartio</strong> (o<strong> Loreio Tibutino</strong>) fu costruita in età sannitica arrivando a occupare l’intera insula 2 della Regio II. Dopo il disastroso terremoto del 62 d. C., però la proprietà fu divisa e si formò un’altra abitazione con ingresso al numero 4. La domus si affaccia sull’allora trafficata <strong>Via dell’Abbondanza </strong>e a pochi metri da <strong>Porta Sarno </strong>e dall’<strong>Anfiteatro. </strong>Ai lati dell’ingresso della domus vi erano due <em>cauponae</em> comunicanti con l’interno dell’abitazione, mentre i <em>clientes </em>aspettavano di essere ricevuti seduti su sedili prospicienti l’ingresso incorniciato da un bellissimo portale con borchie di bronzo di cui oggi è possibile vederne il calco.</p>
<p align="JUSTIFY">Il visitatore, oggi come allora, entra direttamente nell’atrio tuscanico, con la vasca dell’impluvio usata ormai dai proprietari come fioriera abbellita da una serie di statuette. In uno dei cubicoli che si aprivano sull’atrio, fu ritrovato, all’atto dello scavo, il sigillo bronzeo appartenuto al proprietario della domus: D. Octavius Quartio. Il <strong>Loreius </strong>al quale si attribuì la casa, e citato in manifesti elettorali sulla facciata, era probabilmente il proprietario dell’abitazione situata all’altro lato della strada, mentre non si può dire nulla di più di <strong>Tiburtinus</strong> che pure è citato nei suddetti manifesti elettorali. Il cubicolo da cui proviene il sigillo era stato adibito a laboratorio per la preparazione del colore che, durante i lavori di ristrutturazione, serviva a ridipingere la casa. Il primo nucleo della casa, infatti, era costituito dal quartiere dell’atrio e non era di grandi dimensioni, mentre nel I sec. d.C. si aggiunge un altro nucleo, quello del giardino e si interviene sulla decorazione pittorica a seguito molto probabilmente anche dei fenomeni sismici che interessarono <strong>Pompei</strong> fino a poche ore dall’eruzione.</p>
<p align="JUSTIFY">A introdurre nel secondo nucleo della casa non vi è un <em>tablinum</em> ma un viridario colonnato su cui si apriva un sacello isiaco con la rappresentazione, tra le altre, di <strong>Amulius Faventinus Tiburs </strong>sacerdote di <strong>Iside.</strong> Sempre sul viridario si apre un piccolo <em>oecus</em> affrescato con scene del mito di <strong>Ercole</strong> e vicende di <strong>Achille, </strong>mentre all’esterno vi sono affrescati <strong>Orfeo </strong>che al suono della lira calma le fiere e <strong>Venere </strong>in conchiglia. Il giardino è sicuramente l’elemento che dà alla casa originalità e bellezza. Costruito su un terreno in pendio, il giardino nasce con l’intento di imitare i grandi parchi verdeggianti delle ville suburbane arrivando così a occupare oltre i due terzi della superficie dell’intera abitazione. E sono così presenti tutti gli elementi delle grandi ville suburbane: il pergolato, le fontane e le statue. La possibilità di godere del giardino stando sdraiati a mangiare o seduti a parlare era assicurata da un biclinio, affrescato dal pittore <strong>Lucius</strong>(di cui ci rimane la firma) con scene del mito di <strong>Narciso </strong>e di <strong>Piramo e Tisbe, </strong>e da un tavolo in marmo di cui ci sono giunti dei resti. Il giardino era attraversato da due canali disposti a T, fiancheggiati da pilastri e arricchiti dalla presenza di statuette raffiguranti le <strong>Muse</strong>, un <strong>Satiro </strong>sdraiato, animali in lotta, <strong>Serapide, </strong>la <strong>Sfinge</strong> e la personificazione del <strong>Nilo</strong> anch’essa sdraiata. C’è un chiaro richiamo al mondo cultuale egizio nella domus, quindi e più forte ancora nel giardino. Si pensa, infatti, che l’acqua dei canali o euripi, fosse fatta esondare per ricordare le esondazioni del Nilo. Accanto ai canali correva un duplice viale pergolato, mentre accanto agli alti muri di cinta dell’abitazione erano piantati platani e querce per assicurare la frescura durante le calde giornate d’estate. Oggi la vegetazione richiama quella originaria e quella che poteva essere solo un’idea diventa realtà. Il canale longitudinale era alimentato da un piccolo ninfeo collocato sotto a un tempietto tetrastilo situato all’incrocio dei due canali. Da qui l’acqua si raccoglieva poi in una prima vasca con tre fontane, prima di finire nelle altre. Non è escluso che nelle vasche che andavano a formare gli euripi fossero allevati pesci. L’euripo longitudinale attraversava tutto il giardino spingendosi fino all’ingresso posteriore della casa, in prossimità della <strong>Palestra Grande.</strong> Da questo particolare si evince che la sistemazione del giardino come la vediamo oggi è posteriore all’ingresso di servizio.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Galleria fotografica della Casa di D. Octavius Quartio</h3>
<p align="JUSTIFY">La <strong>galleria fotografica della Casa di Octavius Quartio</strong> raccoglie i particolari più belli dell’antica e ricca domus pompeiana. In primis ci sono immagini del pergolato e degli euripi che sono la caratteristica dell’abitazione e che la rendono unica. Ampio spazio è dato anche alle immagini del calco del portale d’ingresso dell’abitazione e del quartiere dell’atrio, il nucleo più antico della villa. Significative anche le immagini relative all’apparato pittorico della villa.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Link alle immagini della Casa di D. Octavius Quartio</h4>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Octavio%20Quartio/index.html">www.archart.it/italia/campania/Pompei/Po</a><a href="http://www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Octavio%20Quartio/index.html">mpei%20-%20Octavio%20Quartio/index.html</a></p>
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