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Ferrara. Il Museo Archeologico inaugura la Sala degli Ori

Giovedì 10 giugno 2010 alle ore 12, il Museo Archeologico di Ferrara inaugurerà la Sala degli Ori, nuovo ambiente che esporrà una meravigliosa collezione di gioielli d’oro, pasta vitrea, argento, ambra di manifatturiera etrusca e greca scoperti nelle tombe di Spina e risalenti a un periodo compreso tra il V e il VI secolo avanti Cristo.

I reperti sono quasi un centinaio e comprendono anelli, orecchini, ciondoli, collane, diademi e monili. La maggior parte degli oggetti della collezione è inedita e sconosciuta al pubblico e va ad integrare il percorso espositivo dedicato alla necropoli di Spina. Per allestire la raffinata esposizione, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici hanno richiesto la collaborazione di Bulgari che in occasione del giorno di inaugurazione esporrà in una stanza del Museo alcuni gioielli vintage che il pubblico potrà ammirare sino alle 16.

Le tombe conservavano numerosi prodotti di oreficeria, una parte ascrivibile all’artigianato etrusco e una parte affine ad analoghi gioielli di stampo magno-greco. La maggior parte dei gioielli è stata scoperta in tombe databili alla fine del V secolo avanti Cristo, a quegli anni compresi tra il 420 e il 400 avanti Cristo che furono per questo insediamento etrusco un’epoca di benessere generalizzato. I metodi di lavorazione delle oreficerie testimoniano l’alto grado di abilità raggiunta dagli artigiani in questo periodo, d’altra parte Spina era uno dei centri di smistamento dell’ambra baltica più importanti.

Confrontata all’elevata percentuale dei vasi attici del V e della prima metà del IV secolo avanti Cristo, la presenza di gioielli nei corredi femminili delle tombe di Spina è eccezionale e quasi esclusivamente ascrivibile al mondo femminile. Gli ori e gli oggetti preziosi di Spina ostentano il prestigio familiare ed esaltano contemporaneamente l’abilità dell’orafo-artigiano, colui che manipola materiali che rappresentano l’eternità in rapporto alla caducità della vita umana.

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