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Fiore a sei petali o Stella a sei raggi

Fiore a sei petali o Stella a sei raggi

Nota introduttiva dell’autore: si è scelto convenzionalmente di intitolare l’articolo “Fiore a sei petali” o “Stella a sei raggi” poiché il simbolo in questione non ha i tratti definitivi del fiore piuttosto che della stella. La presenza di sei elementi petaliformi o radiali non offre spunti per una netta classificazione. L’autore non intende inoltre aprire inoltre polemiche ideologiche e politiche di alcun tipo trattandosi di un articolo a tema iconologico e iconografico.

Questo famoso simbolo non ha una denominazione univocamente riconosciuta e può essere chiamato con una vasta gamma di nomi tra cui:

  • fiore della vita
  • rosa celtica
  • sole delle Alpi
  • rosa carolingia
  • fiore cassinese

Alcuni di questi appellativi vengono dati forse a torto e senza nessi antropologici precisi, specie se si cerca di identificare questo simbolo con una determinata etnia o popolo.

Per esclusione, il termine “rosa” appare meno appropriato vista la presenza di soli cinque petali nelle rose raffigurate nell’araldica.

Le diciture “fiore della vita” e “sole delle Alpi” implicano un concetto simbolico troppo ampio e di “volatilità pindarica” per quello che il simbolo, nei suoi contesti più ricorrenti, sembra offrire: nel primo caso si tenga presente che il simbolo ricorre soprattutto in ambito funerario italico e non si vede come possa ricollegarsi alla vita (se non in una prospettiva di riscatto e auspicio ultraterreno), considerando il fatto che non si associa mai a immagini di parto o di prosperità.

Nel caso del “sole delle Alpi” invece non convince affatto il connubio tra l’astro e la catena montuosa del nord Italia: solo nella nostra penisola il simbolo compare indistintamente dalla Puglia alla Lombardia passando per la Campania e la Toscana… se poi si considera la presenza dell’immagine esa-raggiata in altre località come il Golfo Persico (Stele funeraria con epigrafe greco-seleucide dall’isola di Tarut) e le aree di influenza cartaginese (stele funeraria con stella a sei raggi e dea Tanit) allora il quadro interpretativo risulta più ampio di quello che attualmente alcuni enti politici italiani credono. Il simbolo infatti è stato ripreso in chiave ideologico-politica dal partito della Lega Nord come proprio logo detto “Sole delle Alpi” senza un particolare riscontro archeologico e scientifico o almeno senza considerare il fatto che tale rappresentazione iconologica non fu prerogativa solo dei popoli del nord Italia.


Stele funeraria araba con epigrafe greca di III-II sec. a.C. dall’isola di Tarut (museo nazionale di Riyad, Arabia Saudita)


Stele con l’effigie della dea fenicia Tanit


Chiesa sconsacrata a Galdo degli Alburni (Sa)


Chiesa dello Spirito Santo a Ischia Ponte (XVII sec.)


Urna cineraria di VII a.C. da Civitella Paganico (Gr)


Stele funeraria arcaica da Vetulonia (museo archeologico Falchi, Castiglione della Pescaia, Gr)


Epigrafe funeraria di Publio Marcio, I secolo d.C., Clusone (Bs)


Ara romana ad Angera, rocca di Angera (Va)

Il simbolo della Lega Nord
Il simbolo della Lega Nord

Nel medioevo il fiore-stella a sei punte fu spesso associato ad ambienti legati ai cavalieri Templari (parete del museo Faggiano di Lecce).


Il simbolo su una parete del museo Faggiano a Lecce, connesso a presenza templare nel Salento.

Venosa, chiesa dell'Incompiuta, blocco in pietra di riuso, simboli templari
Il simbolo sulla parete interna della cattedrale dell’Incompiuta a Venosa, luogo che ha forte legame con i Templari.

Tuttavia non vi sono dubbi sulla carica simbolica e sulla valenza dell’immagine in questione: simbolo solare che si approccia coi ritmi vitali, legati forse alle stagioni e al movimento rotatorio, la stella a sei raggi compare talvolta iscritta in un cerchio.

Bibliografia

  • Routes d’Arabie: Archéologie et histoire du royaume d’Arabie saoudite (catalogo della mostra tenuta a Parigi).
  • M. PALLOTTINO 1942, Etruscologia, Tav. 50. (settima edizione, 2002)

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