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Firenze. Rinascono le collezioni etrusche

Firenze. Rinascono le collezioni etrusche

Riaprono le sale del primo piano del Museo Archeologico di Firenze che espongono la collezione Etrusca, recentemente riordinata, e si conclude così il lavoro di riallestimento delle collezioni storiche della struttura, che le ha restituite al pubblico in tutta la loro originale bellezza.

La collezione Etrusca è oggi completamente riordinata, in un percorso espositivo che incomincia con una protagonista eccezionale: la Minerva restaurata. Questa straordinaria testimonianza, finalmente ritornata a Firenze nella sua sistemazione finale, fu ritrovata casualmente nel 1541 presso la Chiesa di San Lorenzo, ad Arezzo, e comprata da Cosimo de’ Medici nel 1542 per abbellire il suo Scriptoio a Palazzo Vecchio, insieme ad altre antichità. La statua di bronzo subì diversi restauri sin dal momento della ritrovamento, ma i soli documentati sono quelli eseguiti nel 1785 da Francesco Carradori, scultore alla corte lorenese e professore all’Accademia di Firenze che le hanno donato l’aspetto con cui oggi è nota.

Firenze. Rinascono le collezioni etrusche

Proseguendo, si entra nel Corridoio dei piccoli bronzi, dove sono state ricollocate tutte le teche dopo aver accuratamente riesaminato ogni reperto, consentendone una nuova collocazione basata sulle informazioni proprie di ogni pezzo. Fra questi una serie di specchi, esposti in una teca specifica che ne permette la visione da tutti e due i lati. Sul corridoio si affacciano altri due locali. Il primo è quello dei Grandi Bronzi, che espone la Chimera, emblema del museo, e il bronzo dell’Arringatore. Presto accoglierà anche la Testa di Fiesole, per ora ospitata dai Musei Capitolini di Roma.

Gli ultimi due locali sono dedicati alle Urne Cineraria. Il primo è rimasto invariato rispetto al precedente allestimento, con una collezione di produzione Volterrana in travertino e una raccolta di rilievi Chiusini in pietra fetida, mentre il successivo è totalmente rinnovato. Tra gli oggetti esposti, anche alcune novità, ritrovate nei depositi, insieme alle grandi Urne Chiudine e il noto Obeso di Chiusi, straordinario esempio di sarcofago etrusco, che a fine mese rientrerà al museo.

L’opera di riallestimento delle sale del primo piano ha proceduto a una selezione fra le testimonianze, che sono diminuite di numero, guadagnando in visibilità e spazio. Parallelamente a questo lavoro, è stato effettuato il restauro architettonico e filologico di tutto il Palazzo delle Crocetta, grazie alla supervisione di Lucrezia Cuniglio, che ne ha ripristinato le caratteristiche proprie del’epoca della collocazione originale delle collezioni.

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