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Flavia Giulia Elena

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nome: Flavia Giulia Elena (Flavia Iulia Helena) 248-329
famiglia: madre dell’imperatore Costantino I

Venerata come santa dalla Chiesa Cattolica, che la ricorda il 18 agosto, Elena fu madre del nuovo Augusto, Costantino I, colui che con l’Editto di Milano dell’anno 313 proclamò la libertà di culto per le varie religioni professate entro i confini dell’Impero, tra cui il cristianesimo, per il quale si aprì, dopo secoli di persecuzione, un periodo di pace e di splendida fioritura.

Sull’effettiva conversione di Costantino, nato nel 274 dall’unione tra l’imperatore Costanzo Cloro ed Elena, alla religione cristiana, non esiste unanimità interpretativa fra gli studiosi: taluni hanno sostenuto il passaggio dell’imperatore alla nuova fede solo in punto di morte; altri ritengono che nell’Editto di Milano si debba vedere solo un’iniziativa di carattere politico-strategico, non associata ad un’ intima convinzione interiore da parte del sovrano; altri ancora ritengono che Costantino si sarebbe avvicinato in modo ponderato e progressivo al credo cristiano, all’epoca pur sempre una religione minoritaria, e che il punto di svolta sarebbe stato rappresentato dalla celebre battaglia di Crisopoli (324), nel corso della quale Costantino e il suo avversario Licinio si affrontarono in uno scontro da cui il figlio dell’augusta Elena uscì vittorioso quale unico imperatore (sino a quel momento, infatti, era stata in vigore l’organizzazione tetrachica dell’Impero, voluta da Diocleziano).

Flavia Giulia Elena condivide con altre imperatrici di età tarda una sostanziale scarsità di riferimenti biografici, soprattutto per quanto riguarda l’età giovanile; non è noto con certezza nemmeno il tempo in cui la futura imperatrice conobbe Costanzo Cloro, nominato “cesare” dell’Impero dall’augusto Massimiano durante la Tetrarchia. Come tutti i sovrani regnanti in tale periodo, anche Costanzo Cloro proveniva dalle fila dell’esercito e fu proprio nell’arte militare che si distinse per il suo valore tanto da essere scelto quale co-imperatore. Intorno al suo legame con la futura madre di Costantino, che conobbe probabilmente durante una delle sue numerose campagne militari, le fonti non sono concordi: alcune definiscono Elena come “concubina” di Costanzo, termine che potrebbe alludere ad un’unione coniugale non formalizzata; altre sostengono, invece, che fra i due fosse stato concluso un regolare matrimonio. La ragion di Stato contribì, peraltro, ad allontanare i genitori naturali di Costantino, in quanto, per ossequio verso Massimiano, dal quale era stato elevato al rango di “cesare” dell’Impero, nell’anno 293 Costanzo ne sposò ben presto la figlia Flavia Massimiana Teodora.

Forse un po’ “in ombra” rispetto alla vita di corte, Elena non lo fu mai nella vita del figlio Costantino, che nutrì sempre per l’augusta madre venerazione e pietà filiale encomiabili.

Madre di tanto figlio, l’imperatrice legò il suo nome al rinvenimento in Terra Santa, durante un viaggio in Oriente compiuto verso la fine degli anni ’30, di alcune preziose reliquie, che ella portò con sé a Roma: si tratta, in primo luogo, della croce su cui fu disteso e inchiodato Gesù Cristo e di altri strumenti della Passione, conservati presso la romana Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Il ruolo di Elena nella scoperta dei sacri resti è avvolto, sotto molti aspetti, dalla ricostruzione che ne è stata offerta dagli scrittori cristiani, tra cui Eusebio di Cesarea, la fonte principale di riferimento. Anche per tale motivo, non è possibile avere certezza assoluta nemmeno sul fatto che l’augusta si fosse veramente recata in Palestina per espliciti motivi di fede: ciò potrebbe essere frutto di un’interpretazione agiografica a posteriori, mentre alla base del viaggio dell’imperatrice ci sarebbero state, più semplicemente, ragioni di natura politico-strategica.

Assistita dal figlio, la cui sempre più spiccata apertura nei confronti della religione cristiana sollecitò la conversione della madre da probabili posizioni ariane, Elena morì quasi subito dopo il rientro dalle province orientali.

La sua memoria è stata accolta anche dalla Chiesa Ortodossa e da alcune confessioni protestanti; al suo culto sono dedicate numerosi edifici sacri.

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