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Francia, Autun. Scoperti i resti della più antica “università” francese

Francia, Autun. Scoperti i resti della più antica università francese

Ad Autun in Borgogna gli archeologi del Dipartimento municipale di archeologia, durante i lavori per la costruzione di una biblioteca e di una casa per l’infanzia, hanno scoperto sotto un parcheggio i resti, datati al I-II secolo d.C, forse appartenenti alla più antica “università” di Francia.

Il termine di università, di origine medievale, non è storicamente il più esatto, ma è stato utilizzato dagli scopritori per sottolineare l’eccezionalità della scoperta. La struttura, secondo gli archeologi, corrisponderebbe alle famose “scuole mediane” di Agustodunum, che, secondo quanto ci è stato tramandato da Tacito, avrebbero ospitato i giovani appartenenti alle più nobili famiglie di Gallia. Inoltre, in esse insegnò nel III secolo d.C. il famoso retore Eumene.

Anche se l’attribuzione non è certa e deve essere confermata da ulteriori ricerche, si tratta sicuramente di un edificio molto importante. Esso era situato lungo il cardo massimo nei pressi del tempio di Apollo, delle terme monumentali e del foro. Gli scavi hanno mostrato grandi muri, pavimenti decorati con lastre di marmo, e un’apertura monumentale, larga 2,50 metri, attraverso la quale si accedeva a un portico a doppia navata costituito da un colonnato di grandi dimensioni. Questo occupava il margine di una grande piazza a cui si accedeva attraverso alcuni gradini. Numerosi sono i resti architettonici venuti alla luce, come trabeazioni, capitelli e parti di colonne, e non mancano nemmeno frammenti di statuaria. Questi materiali probabilmente sono stati in parte smantellati in epoca tarda per essere riutilizzati, ma anche bruciati per essere trasformati in calce, come ha dimostrato lo scavo stesso.

La decisione di sospendere o meno i progetti edilizi per favorire lo svolgimento di ulteriori scavi sarà presa una volta che la relazione di Yannick Labaune, responsabile del dipartimento municipale di archeologia, sarà consegnata e dopo che un’apposita commissione esprimerà un parere consultivo; la decisione finale spetta al Servizio regionale di archeologia ed è prevista per la fine di quest’anno o l’inizio del 2012. Nell’attesa i resti verranno interrati.

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