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Francia, Autun. Scoperto un tesoro di monete “clandestine”

Francia, Autun. Scoperto un tesoro di monete clandestine

Scavi archeologici condotti ad Autun, un sobborgo di Arroux, in Francia, hanno riportato alla luce un antico quartiere composto da botteghe artigiane e abitazioni di una certa qualità. È stato scoperto il laboratorio del famoso scultore Pistillus, insieme a diversi stampi e a un forno per ceramica, statuine complete e venute bene e altre venute male, firmate con il nome dello scultore.

Durante le ultime settimane dei lavori di scavo, gli archeologi hanno anche ritrovato un vero e proprio tesoro di epoca romana, composto da “monete di necessità” che risalgono al terzo secolo d.C., sepolte in una fossa sigillata con alcune mattonelle.

Le piccole monete di bronzo appartengono a quelle non ufficiali, come tante di quelle che circolavano durante il periodo piuttosto agitato che va dalla seconda metà del III secolo all’inizio del IV secolo d.C.. Guerre e conflitti interni tra i contendenti al trono dell’imperatore, epidemie di vario tipo, l’onere finanziario dato dal sostentamento di un esercito di grandi dimensioni, le pressioni ai confini dell’Impero, la crisi economica e una miriade di altri problemi stavano a significare che l’Impero stava attraversando un periodo di grande crisi.

Francia, Autun. Scoperto un tesoro di monete clandestine

Lo Stato romano, infatti, non era più in grado di assicurare un controllo efficace e a lungo termine sul sistema monetario; per questo iniziarono a fare la loro comparsa piccole monete di bronzo di scarso valore, che gli esperti chiamano “monete di necessità”. L’intento di questo conio parallelo non era quello di perpetrare un inganno, ma quello di fornire denaro contante spendibile a livello locale. Nonostante fossero prodotte in maniera autonoma da privati cittadini, queste monete erano più o meno tollerate dallo Stato. Nonostante tutto, si trattava in ogni caso di imitazioni mal riuscite delle monete ufficialmente prodotte e le effigi riprodotte sulle facce delle monete sono difficili da identificare. Le monete scoperte ad Autun somigliano a quelle tipiche del Terzo secolo, ad esempio quelle di Tetrico. A causa dell’alto contenuto di rame nella fossa dove sono state ritrovate, il cesto di vimini in cui erano conservate è parzialmente conservato.

Nonostante una tale quantità avrebbe avuto ai tempi un considerevole valore, non sembra che ci si trovi di fronte a un tesoro nascosto, quanto invece a un deposito di monete fuori corso destinate ad essere fuse nuovamente. Effettivamente, la fossa dove sono state ritrovate si trovava all’interno di uno dei laboratori metallurgici rinvenuti nel sito archeologico.

Per ristabilire un’economia monetaria in buona salute, alcuni imperatori hanno indetto alcune riforme e cercato di rimpiazzare le vecchie monete che non avevano più valore, piuttosto che il metallo con cui erano realizzate. Il deposito di monete trovato ad Autun è quindi probabilmente legato alla riforma di Diocleziano nel periodo della Tetrarchia, quindi fine Terzo, inizi Quarto secolo d.C..

Francia, Autun. Scoperto un tesoro di monete clandestine

Questi reperti numismatici contribuiranno ad offrire un quadro più completo della produzione non ufficiale di monete e del fenomeno della fusione e rielaborazione di monete durante l’Impero. Andranno quindi a fare compagnie alle altre trecento circa monete romane, di cui la maggior parte sono in bronzo, scoperte in altri punti del sito.

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